
Vita di città
Quei giovani (anche tranesi) senza umiltà e buona educazione
A Trani e altrove non mancano solo lavoro e sacrificio ma anche le buone maniere
Trani - mercoledì 14 agosto 2019
7.38
Sarà pure vero che tanti giovani sono in difficoltà per il loro ingresso ufficiale in società e molti tranesi e meridionali lasciano le loro città per trasferirsi all'estero. Ma in mezzo a tanti bravissimi ragazzi davvero svantaggiati in un Paese come l'Italia in costante regresso, in mezzo a tanti giovani davvero meritevoli e che per svariati motivi (tra cui essere privi di famiglia blasonata o raccomandazioni) restano tagliati fuori dal mondo del lavoro e dalla consacrazione personale, ce ne sono parecchi che, tante testimonianze di datori di lavoro in primis stanno a dimostrarlo, mancano sempre più di umiltà e/o spirito di sacrificio.
Ma la decisiva componente che li taglia fuori dai rapporti interpersonali e spesso e volentieri anche dal mercato del lavoro (pensiamo ai tanti mestieri rivolti al pubblico) è la mancanza di buona educazione. Lo affermo con un pizzico di malinconia vivendo in un ambiente educativo come la scuola nel quale ad esempio oggi in svariati casi si avviano duelli di "braccio di ferro" tra docenti e famiglie, laddove, fuor di metafora, se da una parte si costruisce, dall'altra si distrugge, purtroppo anche in maniera alternata: spesso a scuola il livellamento verso il basso imposto dalla dilagante mediocrità dell'utenza, spinge anche coloro che sono stati ben motivati ed educati dalle famiglie, a cedere le armi e ad adeguarsi all'andazzo. Il 6 politico in tal senso è stato la pietra tombale, tanto per dirne una. Viceversa laddove la scuola costruisce, famiglie poco attente (uso un eufemismo) sfornano menefreghisti e viziati, demotivati e sbruffoni. A Trani e altrove non manca solo il lavoro, ma anche l'umiltà e le buone maniere.
Ho approfittato della pausa estiva e della politica, per spingere tutti, me compreso, ad una riflessione.
Ma la decisiva componente che li taglia fuori dai rapporti interpersonali e spesso e volentieri anche dal mercato del lavoro (pensiamo ai tanti mestieri rivolti al pubblico) è la mancanza di buona educazione. Lo affermo con un pizzico di malinconia vivendo in un ambiente educativo come la scuola nel quale ad esempio oggi in svariati casi si avviano duelli di "braccio di ferro" tra docenti e famiglie, laddove, fuor di metafora, se da una parte si costruisce, dall'altra si distrugge, purtroppo anche in maniera alternata: spesso a scuola il livellamento verso il basso imposto dalla dilagante mediocrità dell'utenza, spinge anche coloro che sono stati ben motivati ed educati dalle famiglie, a cedere le armi e ad adeguarsi all'andazzo. Il 6 politico in tal senso è stato la pietra tombale, tanto per dirne una. Viceversa laddove la scuola costruisce, famiglie poco attente (uso un eufemismo) sfornano menefreghisti e viziati, demotivati e sbruffoni. A Trani e altrove non manca solo il lavoro, ma anche l'umiltà e le buone maniere.
Ho approfittato della pausa estiva e della politica, per spingere tutti, me compreso, ad una riflessione.

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