Refezione scolastica
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Vita di città

Refezione scolastica, i tempi si allungano

Genitori pronti ai pasti da casa, ieri la firma per inizio servizio a fine novembre

Ancora un rinvio sul caso refezione scolastica, rispetto a ciò che era stato "proclamato" nell'ultimo consiglio comunale. Rischiano di allungarsi i tempi, almeno fino alla fine del mese, con grave disagio per l'anello debole di tutta la vicenda: le famiglie. Come già da noi anticipato nei giorni scorsi, il problema sarebbe stato in un "difetto di forma" relativo alla gara, come ci riferì un addetto ai lavori. Ma nelle ultime ore sembra che il "vulnus" sia in un vero e proprio problema di procedura, questione di parametri, insomma: burocrazia contro famiglie. Il "duello" si rinnova.

Intanto gli stessi genitori si organizzano per cercare un'alternativa valida: il classico pasto da casa, visto che, dopo i continui rinvii -prima il 6, poi il 9, poi il 13, di novembre- (ma ora a detta di un componente della maggioranza, la firma pare sia stata apposta, perché il servizio cominciasse per fine mese ) sembra che siano alquanto prevenuti sulla questione e poco si fidino degli annunci a questo punto.

"D'altronde"- ci dice uno di loro- "vista la qualità che ci era stata offerta in precedenza, tanto meglio un pasto preparato da noi". Negli anni passati sappiamo che gli stessi genitori avevano inscenato veri e propri sit in di protesta a Palazzo di Città (in particolare durante la seconda parte del governo Riserbato). Ora si cerca di superare quella che potrebbe essere una protesta sterile, viste le difficoltà e l'incapacità delle Istituzioni di chiudere il cerchio intorno alla questione in tempi dignitosi.

Diamo voce agli stessi genitori dunque, che in fin dei conti sono i grandi danneggiati: da una parte non sapendo come organizzarsi nell'amministrazione della vita quotidiana e dall'altra avendo vere e proprie "crisi di coscienza",- sappiamo che è avvenuto anche questo,- soprattutto da parte di madri che lavorano e che magari pensano "se non lavorassi tutto questo non succederebbe" in quanto i figli non avrebbero bisogno dello scalcinato (nell'avvio) e scalognato servizio di refezione.

Ogni mamma, anche con un pasto freddo, sarebbe pronta a mandare i figli a scuola, in refezione, con la classica "scodella", stile operai Ilva. Qualche altro genitore, nella nostra mini- inchiesta, ci confida che "il controllo qualità dello scorso anno in particolare, non ha mai avuto un riscontro specifico, pieno, in quanto le Commissioni di controllo della stessa qualità – composte da docenti e alunni - non hanno funzionato a pieno regime, diciamo così".

C'è dietro la storia della refezione, croce assoluta, senza delizia delle varie amministrazioni, anche un risvolto politico, oltre che burocratico, che esula dalla semplice operatività di un'amministrazione che deve offrire un servizio degno, di qualità ed in tempi ragionevoli. A tal proposito abbiamo ben compreso lo sfogo lacrimevole dell'ex assessore alla P.I dell'ultima fase riserbatiana, una consapevolezza d'impotenza del politico, dinanzi al mostro burocratico, pur giustificato, nel caso specifico di Paola Mauro, il personaggio in questione, dal poco tempo che aveva avuto a disposizione (fu al suo incarico per sei mesi).

Qui il governo in carica attualmente ha avuto un margine effettivamente più ampio e la politica, con uno spazio di movimento più ampio deve poter "domare" il mostro kafkiano della burocratia. Insomma il consigliere o l'assessore devono star dietro a quel mostro e domarlo con interventi mirati e pronti. Non barcamenarsi nelle ultime settimane e poi fare annunci a forte rischio smentita come è avvenuto. Una refezione scolastica di qualità e fatta in tempo, non chiediamo tanto per i genitori e per i figli.

Ma per meglio farvi capire come stanno le cose vi lasciamo con le parole, secche e spietate, di un componente della maggioranza: "Qui il problema è che c'è gente che ha fatto della refezione scolastica una questione politico, pronta a giocarsi tutto ed a puntare tutto sul tema; ma se poi c'è qualche inghippo, come è avvenuto, quel qualcuno pagherà in prima persona". Il problema è che il danno per ora è solo dei genitori che probabilmente dovranno preparare un pasto da casa. Almeno fino a fine mese.
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