
Politica
Regolamento palestre scolastiche, chiesta la revoca
Forza Italia: «È stata violata la norma»
Trani - lunedì 4 aprile 2016
13.19 Comunicato Stampa
Il gruppo consiliare di Forza Italia, torna a parlare della proposta di deliberazione sul nuovo regolamento per l'uso e la gestione degli impianti sportivi comunali all'interno gli edifici scolastici. Sulla stessa proposta, la quinta commissione consiliare ha approvato, il 9 marzo 2016, un emendamento, trasmesso ai dirigenti dei settori affari generali e finanziario, per l'attestazione del parere di regolarità tecnica e contabile. «L'emendamento - spiega Forza Italia, in una lettera rivolta al prefetto della Provincia - è giunta per la discussione in aula consiliare munito del solo parere di regolarità tecnica del dirigente affari generali. Nel corso della discussione il consigliere comunale Carlo Laurora, correttamente, eccepiva sulla impossibilità a votare tale emendamento poiché, ipotizzando che lo stesso implicasse variazioni contabili, il parere contabile del dirigente di ragioneria era imprescindibile».
«A seguito di tale eccezione - prosegue - il presidente del consiglio comunale, sentito il segretario generale, dichiarava irricevibile l'intero emendamento, se pure presentato a termini e correttamente notificato per i pareri di competenza. Ho chiesto che l'intera proposta venisse o ritirata dall'amministrazione o rinviata al primo consiglio comunale utile, in attesa di acquisire, per l'emendamento, il parere del dirigente di ragioneria. La richiesta è stata messa ai voti con esito negativo. Il presidente, dopo discussione di altri emendamenti, uno dei quali, proposto dalla consigliera Antonella Papagni, privo anch'esso del parere del dirigente di ragioneria e dichiarato anch'esso irricevibile, ha messo ai voti l'intero provvedimento».
«Atteso che - conclude il gruppo consiliare di Forza Italia - il vigente regolamento del Consiglio comunale della Città di Trani, al comma 9 dell'articolo 57 così recita: "L'approvazione di un emendamento che implichi un aumento di spesa o una diminuzione di entrata comporta il rinvio della votazione della proposta ad altra seduta per acquisire agli atti l'attestazione della relativa copertura finanziaria da parte del Dirigente competente. Uguale rinvio deve essere disposto quando un emendamento modifichi la proposta oggetto dei pareri di regolarità tecnica resi dai dirigenti competenti", chiedo l'annullamento in autotutela della deliberazione in oggetto per palese violazione di norma regolamentare, nonché la sua riproposizione unitamente al primo consiglio comunale utile. Chiedo, inoltre, l'intervento di sua eccellenza il prefetto per la verifica della correttezza dell'azione amministrativa».
«A seguito di tale eccezione - prosegue - il presidente del consiglio comunale, sentito il segretario generale, dichiarava irricevibile l'intero emendamento, se pure presentato a termini e correttamente notificato per i pareri di competenza. Ho chiesto che l'intera proposta venisse o ritirata dall'amministrazione o rinviata al primo consiglio comunale utile, in attesa di acquisire, per l'emendamento, il parere del dirigente di ragioneria. La richiesta è stata messa ai voti con esito negativo. Il presidente, dopo discussione di altri emendamenti, uno dei quali, proposto dalla consigliera Antonella Papagni, privo anch'esso del parere del dirigente di ragioneria e dichiarato anch'esso irricevibile, ha messo ai voti l'intero provvedimento».
«Atteso che - conclude il gruppo consiliare di Forza Italia - il vigente regolamento del Consiglio comunale della Città di Trani, al comma 9 dell'articolo 57 così recita: "L'approvazione di un emendamento che implichi un aumento di spesa o una diminuzione di entrata comporta il rinvio della votazione della proposta ad altra seduta per acquisire agli atti l'attestazione della relativa copertura finanziaria da parte del Dirigente competente. Uguale rinvio deve essere disposto quando un emendamento modifichi la proposta oggetto dei pareri di regolarità tecnica resi dai dirigenti competenti", chiedo l'annullamento in autotutela della deliberazione in oggetto per palese violazione di norma regolamentare, nonché la sua riproposizione unitamente al primo consiglio comunale utile. Chiedo, inoltre, l'intervento di sua eccellenza il prefetto per la verifica della correttezza dell'azione amministrativa».
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