scuola Papa Giovanni
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Politica

Scuola Papa Giovanni XXIII, la denuncia di Maria Grazia Cinquepalmi (Movimento Trani 2026)

Ricostruito l’iter del plesso: «Spesi 281mila euro in consulenze, ma dopo la demolizione i lavori sono al palo. A rischio i fondi PNRR»

Un decennio di "carte", determine e varianti, culminato con una demolizione ma ancora lontano dalla posa della prima pietra. L'avvocato Maria Grazia Cinquepalmi, per conto del movimento Trani 2026, riaccende i riflettori sulla ferita aperta della scuola Papa Giovanni XXIII. Attraverso un'analisi dettagliata degli atti amministrativi dal 2016 a oggi, Cinquepalmi denuncia un iter frammentato e inefficace che, nonostante l'impiego di ingenti risorse pubbliche per incarichi tecnici, ha portato solo alla scomparsa dello storico edificio di via delle Forze Armate. Con l'ombra delle scadenze PNRR all'orizzonte, il movimento chiede responsabilità e un cambio di passo radicale per quella che deve diventare la priorità assoluta della prossima stagione politica cittadina.
  • Il testo integrale della nota. SCUOLA PAPA GIOVANNI XXIII – DIECI ANNI DI ATTI, INCARICHI E NESSUNA SOLUZIONE.

La ricostruzione della Scuola Papa Giovanni XXIII, così come la riqualificazione e messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici cittadini, deve diventare una priorità assoluta della prossima amministrazione. Le scuole non sono capitoli di spesa da rinviare, ma investimenti fondamentali per il futuro della città. La città attende dopo 10 anni, risposte, responsabilità e, soprattutto, l'avvio reale dei lavori per restituire agli studenti una nuova scuola.
Dal 2016 ad oggi si è consumato un lungo e inconcludente iter amministrativo che ha portato alla chiusura, alla demolizione e al mancato avvio della ricostruzione della Scuola Papa Giovanni XXIII.
Dal primo intervento alla chiusura.
Nel 2016 il Comune di Trani approva il progetto esecutivo per interventi urgenti di messa in sicurezza per un importo di € 120.000, affidando i lavori e la direzione tecnica. I lavori vengono ultimati a marzo 2017.
Tuttavia, già a gennaio 2018 emergono nuove criticità: infiltrazioni, ossidazione dei ferri del solaio, degrado delle strutture. Seguono incarichi per verifiche strutturali e analisi di vulnerabilità sismica (oltre € 44.000), interventi di somma urgenza (oltre € 20.000) e ulteriori affidamenti per studi di fattibilità e indagini diagnostiche (circa € 80.000 complessivi).
Il 10 marzo 2019, con ordinanza sindacale, viene disposta la chiusura del plesso scolastico in via precauzionale.
Un susseguirsi di incarichi senza esito - Dal 2019 al 2025 si moltiplicano determine, affidamenti e consulenze:
1 studio di fattibilità tecnico-economica;
2 piano delle indagini strutturali;
3 indagini varie;
4 lavori urgenti di messa in sicurezza e chiusura accessi;
5 assistenza archeologica;
6 verifiche geotecniche e prove penetrometriche richieste solo dopo l'avvio dell'appalto;
7 perizie di variante, fino alla seconda approvata a fine 2025.
Solo a metà 2025 viene approvata l'ennesima perizia di variante suppletiva, con un aumento contrattuale del 6,79%, motivato dall'adeguamento alle reali condizioni del terreno, verifiche che avrebbero dovuto precedere la progettazione esecutiva. Nel complesso, si contano incarichi per circa € 281.000 che non hanno salvato la scuola, ma hanno accompagnato un progressivo degrado culminato nella demolizione dell'edificio a gennaio 2025.
La demolizione e lo stallo attuale.
A ottobre 2023 viene approvato il progetto definitivo/esecutivo della nuova scuola; nel 2024 il progetto esecutivo ottiene l'approvazione definitiva, a luglio vengono affidati i lavori e ad agosto firmato il contratto d'appalto.
Eppure, dopo la demolizione del gennaio 2025, ad oggi non è stata ancora posata la prima pietra. I lavori risultano fermi, mentre la scadenza del PNRR incombe (31 marzo con proroga a giugno 2026).
Dieci anni di ritardi e responsabilità.
Dal 2016 si sono susseguite oltre dieci anni di determine, incarichi tecnici, varianti e interventi tampone, senza una visione risolutiva. Un iter frammentato, costoso e inefficace che ha portato alla chiusura definitiva della scuola nel 2019, alla distruzione dell'edificio nel 2025 e al mancato avvio concreto della ricostruzione. Un degrado aggravato da trascuratezza, superficialità amministrativa e mancata vigilanza e custodia dell'immobile, che ha prodotto un danno pubblico ed un danno all'intera comunità scolastica e cittadina.

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