Nuovo padiglione carcere Trani
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Politica

Sindacato Polizia Penitenziaria: "La senatrice Piarulli si ricorda solo ora del carcere di Trani?"

Il segretario Nazionale del Sappe, Pilagatti, in una nota muove dure accuse alla ex Direttrice del carcere

A seguito della intervista rilasciata dalla senatrice Piarulli, ex direttrice del carcere di Trani, il segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Federico Pilagatti ha inviato in redazione un comunicato in replica.

Il segretario nazionale ritiene che la ex direttrice avrebbe avuto molto tempo, da quando è stata eletta senatrice, per fare qualcosa per il carcere, almeno per sollevare le questioni che ora dichiara nell'intervista, considerato anche che è stato ministro della giustizia un pentastellato come lei, quindi con una sicuramente piú serena possibilità di interlocuzione.

Lo riportiamo integralmente.

"La segreteria regionale del Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, maggior sindacato di categoria, rimane sgomento di fronte "all' ‟attivismo" dell'ex Direttrice del carcere di Trani eletta senatrice della repubblica con il movimento 5 stelle nel marzo 2018.

E' sconcertante verificare che a tre anni e mezzo dall' elezione, l'impegno concreto della senatrice Piarulli per il carcere di Trani e della Sua regione, sia un interrogazione all'attuale Ministro della Giustizia, quando per più di 2 anni è stato guardasigilli l'on.le Bonafede, suo compagno di partito, con cui aveva iniziato secondo le sue dichiarazioni, una importante interlocuzione.

Proprio quel Ministro ha finito di rovinare non solo Trani ma l'intera regione, poiché ha voluto fortemente l'apertura dei nuovi padiglioni (di 200 posti) di Taranto, Lecce e Trani appunto, senza preoccuparsi di implementare l'organico della polizia penitenziaria di quelle carceri, creando con ciò ulteriori disagi ai lavoratori.

Ricordiamo ancora le frasi celebrative del momento con cui la senatrice dichiarava "a breve vogliamo impegnare il governo a garantire l'implementazione di agenti di P.P. da destinare in quelle strutture". Che fine ha fatto quell'implementazione?

Come si può garantire la sicurezza delle strutture e delle traduzioni senza il personale? Chi è stato dirigente di un carcere queste cose fondamentali le dovrebbe avere ben a mente.

Per quanto riguarda poi la sezione BLU che offende la dignità e la decenza ottenuta anche grazie alla protesta dei sindacati, perché ha permesso che venisse riaperta? Non vogliamo certo sindacare il lavoro parlamentare della senatrice Piarulli, ma sicuramente per il carcere di Trani e per il sistema penitenziario pugliese è stato risibile, se non inesistente.

Vorremmo poi chiedere che fine ha fatto il disegno di legge sull'utilizzo dei droni per far arrivare sostanze vietate in carcere , nonostante le scoperte giornaliere di cui i giornali della nazione danno conto(Frosinone, Taranto, Avellino, Salerno, ec.ecc.). Aspettiamo ancora la dotazione di apparecchiature elettroniche che le difendano le carceri da questi assalti, oppure per bloccare i tanti telefonini in mano ai detenuti che ogni giorno mandano video sui social(a partire da tik tok).

La senatrice Piarulli ai tempi del governo gialloverde e con un ministro che vestiva la stessa casacca, avrebbe potuto insistere per far si che venissero firmati i nuovi organici che negli anni sono stati ridotti in maniera bestiale.

Trani per esempio vent'anni fa aveva un organico di 351 unità, come è possibile che sia stato quasi dimezzato a 211 con un numero di detenuti superiore?

Se si vuole bene alla polizia penitenziaria lo si dimostra con i fatti e non con le parole!

Che dire poi del sovraffollamento dei detenuti che in Puglia supera il 40% mentre a livello nazionale non è superiore al 10%; come mai non si è intervenuto seriamente per riequilibrare la situazione, considerato che quando era direttrice a Trani questi erano i crucci maggiori?

E come mai deve intervenire il Sappe per rappresentare le storture e le problematiche collegate con i detenuti affetti da patologie psichiatriche con una denuncia alla magistratura?

Proprio per questo il Sappe sempre con grande rispetto, non può accettare da chi ha diretto per anni il penitenziario di Trani e sa bene quale sia il sacrificio di chi ci lavora, un interrogazione parlamentare per denunciare situazioni ben conosciute da tutti, alla stregua di qualsiasi parlamentare che visita per la prima volta il penitenziario.

Rimane il rammarico per i poliziotti penitenziari di Trani che hanno gioito per l'elezione della loro direttrice a senatrice, e che per questo speravano in un interessamento concreto ed effettivo. Purtroppo tale elezione per i lavoratori della polizia penitenziaria di Trani e della regione non ha portato a nulla di buono, anzi ne ha peggiorato la situazione a seguito dell'apertura del nuovo padiglione e la inaspettata riapertura della sezione blu, senza che però sia stato rivisto l'organico."
  • Carcere di Trani
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