
Cronaca
Stabilizzazioni, l’inchiesta si risolve in una bolla di sapone
Il gip ha disposto l'archiviazione. Erano indagate 5 persone fra cui l’ex sindaco. La vicenda risale al novembre del 2011
Trani - giovedì 29 agosto 2013
13.50
L'inchiesta sulle stabilizzazioni al Comune si risolve in una bolla di sapone. Il gip, Fancesco Zecchillo, ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta che vedeva coinvolti l'ex sindaco Giuseppe Tarantini, l'ex assessore al contenzioso, Pina Chiarello, l'ex segretario generale del Comune Luca Russo e gli ex dirigenti Giuseppe Affatato e Antonio Modugno. A tutti era stato contestato l'abuso di ufficio.
L'inchiesta era nata dalla richiesta di conciliazione dei due ex dirigenti che Tarantini avrebbe voluto chiudere con una conciliazione davanti all'ufficio provinciale del lavoro di Bari, evitando così una causa in tribunale. Ma la vicenda stabilizzazioni, nel novembre 2011, diventò un caso anche politico con tre assessori in poco tempo fuori dall'esecutivo.
A consigliare la procedura di conciliazione erano stati due consulenti legali esterni del Comune, attraverso altrettanti pareri pro veritate decisamente in contrasto con quello del legale di Palazzo di città. Pareri che passavano sulla testa dell'avvocato del Comune, Michele Capurso, che definì la procedura illegittima. Capurso inviò il suo parere al sindaco, al segretario generale e dirigente al contenzioso e al personale, ai due assessori al ramo e alla direzione provinciale del lavoro, presso la quale dovrebbe essere esperito lo stesso tentativo di conciliazione. A dire di Capurso ci sarebbero state «palese e indiscutibile inammissibilità, infondatezza e illegittimità della pretesa delle controparti, a prescindere da qualsivoglia parere o consulenza richiesta a professionisti esterni all'ente».
Le denunce di Capurso - che peraltro fu trasferito dall'ufficio legale alla polizia municipale per occuparsi di multe proprio in seguito al caso stabilizzazioni - finirono in procura insieme a quelle dell'allora consigliere comunale di Fli, Dino Marinaro. Furono poi riunite al fascicolo aperto d'ufficio dalla stessa procura. L'inchiesta portata avanti dal procuratore aggiunto, Francesco Giannella, si è chiusa con l'archiviazione. La notizia, nell'aria da diverso tempo, è stata confermata questa mattina alla nostra redazione dall'ex assessore Pina Chiarello.
L'inchiesta era nata dalla richiesta di conciliazione dei due ex dirigenti che Tarantini avrebbe voluto chiudere con una conciliazione davanti all'ufficio provinciale del lavoro di Bari, evitando così una causa in tribunale. Ma la vicenda stabilizzazioni, nel novembre 2011, diventò un caso anche politico con tre assessori in poco tempo fuori dall'esecutivo.
A consigliare la procedura di conciliazione erano stati due consulenti legali esterni del Comune, attraverso altrettanti pareri pro veritate decisamente in contrasto con quello del legale di Palazzo di città. Pareri che passavano sulla testa dell'avvocato del Comune, Michele Capurso, che definì la procedura illegittima. Capurso inviò il suo parere al sindaco, al segretario generale e dirigente al contenzioso e al personale, ai due assessori al ramo e alla direzione provinciale del lavoro, presso la quale dovrebbe essere esperito lo stesso tentativo di conciliazione. A dire di Capurso ci sarebbero state «palese e indiscutibile inammissibilità, infondatezza e illegittimità della pretesa delle controparti, a prescindere da qualsivoglia parere o consulenza richiesta a professionisti esterni all'ente».
Le denunce di Capurso - che peraltro fu trasferito dall'ufficio legale alla polizia municipale per occuparsi di multe proprio in seguito al caso stabilizzazioni - finirono in procura insieme a quelle dell'allora consigliere comunale di Fli, Dino Marinaro. Furono poi riunite al fascicolo aperto d'ufficio dalla stessa procura. L'inchiesta portata avanti dal procuratore aggiunto, Francesco Giannella, si è chiusa con l'archiviazione. La notizia, nell'aria da diverso tempo, è stata confermata questa mattina alla nostra redazione dall'ex assessore Pina Chiarello.
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