
Eventi e cultura
Trani, “Cento Voci per il NO”: confronto pubblico a difesa della Costituzione
Ieri l'incontro nella biblioteca comunale
Trani - venerdì 20 marzo 2026
14.40
Alle porte delle elezioni per il referendum, si è svolto nel pomeriggio del 19 marzo, presso la Biblioteca Comunale "G. Bovio", l'incontro pubblico A difesa della Costituzione – Cento Voci per il NO, che ha registrato una significativa partecipazione di cittadini, studenti e operatori del diritto.
L'evento si è configurato come un intenso e partecipato momento di confronto sui principi fondamentali della Costituzione italiana e sulle ragioni del dissenso rispetto alle ipotesi di riforma attualmente al centro del dibattito pubblico. Un filo conduttore ha attraversato gli interventi: la necessità di preservare l'equilibrio tra i poteri dello Stato, evitando modifiche che possano alterare l'assetto democratico delineato dalla Carta.
Tra le principali motivazioni del "NO" emerse nel corso dell'incontro, forte è stata la preoccupazione per il rischio di una eccessiva concentrazione del potere esecutivo, a discapito del ruolo del Parlamento. Diversi relatori hanno ribadito come la Costituzione sia stata concepita proprio per garantire un sistema di pesi e contrappesi, essenziale per la tutela dei diritti dei cittadini e per prevenire possibili derive autoritarie.
Altro nodo centrale del dibattito è stato quello della rappresentanza democratica. Secondo molti interventi, alcune proposte di riforma rischierebbero di indebolire il legame tra elettori e istituzioni, comprimendo gli spazi di partecipazione e di controllo democratico. In questa prospettiva, il "NO" è stato presentato non come una posizione conservatrice, bensì come una scelta consapevole volta a salvaguardare la qualità e l'equilibrio del sistema democratico.
Non sono mancate riflessioni sul valore storico e culturale della Costituzione, considerata non solo come un testo giuridico, ma come un patto condiviso fondato sui principi di libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Modificarne l'impianto, è stato sottolineato, richiede un consenso ampio, informato e realmente partecipato, che molti ritengono, allo stato attuale, non ancora maturato.
Tra gli ospiti, è intervenuto Pinuccio Fazio, padre di Michele, vittima di mafia, che ha richiamato la propria esperienza personale per sottolineare il valore concreto delle istituzioni e della giustizia: dal 12 luglio 2001, data dell'uccisione del figlio, ha ricordato come magistrati e rappresentanti dello Stato gli siano stati accanto, anche nei momenti più difficili, contribuendo alla riapertura del caso e all'individuazione dei responsabili. Un percorso che lo ha portato a ribadire con forza il suo "NO", nella convinzione che non si debba indebolire né dividere il sistema giudiziario.
Sulla stessa linea l'intervento del Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, che ha evidenziato l'impegno profuso negli ultimi mesi per informare i cittadini sui contenuti della riforma. Nitti ha espresso forti perplessità sia sul metodo sia sul merito delle modifiche proposte: da un lato, ha criticato la scelta di procedere con tempi contingentati su un testo complesso; dall'altro, ha posto l'accento sui rischi legati alla riforma della separazione delle carriere, che, a suo avviso, inciderebbe profondamente sull'equilibrio tra potere giudiziario e altri poteri dello Stato. Ulteriori criticità sarebbero ravvisabili nei meccanismi di selezione dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, che potrebbero alterare gli equilibri interni a favore della componente politica.
Nel complesso, gli interventi — tra magistrati, avvocati, docenti e rappresentanti della società civile — hanno delineato un quadro articolato e critico, offrendo al pubblico strumenti utili per comprendere la complessità del tema, soprattutto in vista dell'imminente appuntamento referendario.
L'incontro si è concluso con un invito alla partecipazione attiva e consapevole, nella convinzione che il futuro della Costituzione riguardi direttamente ogni cittadino
L'evento si è configurato come un intenso e partecipato momento di confronto sui principi fondamentali della Costituzione italiana e sulle ragioni del dissenso rispetto alle ipotesi di riforma attualmente al centro del dibattito pubblico. Un filo conduttore ha attraversato gli interventi: la necessità di preservare l'equilibrio tra i poteri dello Stato, evitando modifiche che possano alterare l'assetto democratico delineato dalla Carta.
Tra le principali motivazioni del "NO" emerse nel corso dell'incontro, forte è stata la preoccupazione per il rischio di una eccessiva concentrazione del potere esecutivo, a discapito del ruolo del Parlamento. Diversi relatori hanno ribadito come la Costituzione sia stata concepita proprio per garantire un sistema di pesi e contrappesi, essenziale per la tutela dei diritti dei cittadini e per prevenire possibili derive autoritarie.
Altro nodo centrale del dibattito è stato quello della rappresentanza democratica. Secondo molti interventi, alcune proposte di riforma rischierebbero di indebolire il legame tra elettori e istituzioni, comprimendo gli spazi di partecipazione e di controllo democratico. In questa prospettiva, il "NO" è stato presentato non come una posizione conservatrice, bensì come una scelta consapevole volta a salvaguardare la qualità e l'equilibrio del sistema democratico.
Non sono mancate riflessioni sul valore storico e culturale della Costituzione, considerata non solo come un testo giuridico, ma come un patto condiviso fondato sui principi di libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Modificarne l'impianto, è stato sottolineato, richiede un consenso ampio, informato e realmente partecipato, che molti ritengono, allo stato attuale, non ancora maturato.
Tra gli ospiti, è intervenuto Pinuccio Fazio, padre di Michele, vittima di mafia, che ha richiamato la propria esperienza personale per sottolineare il valore concreto delle istituzioni e della giustizia: dal 12 luglio 2001, data dell'uccisione del figlio, ha ricordato come magistrati e rappresentanti dello Stato gli siano stati accanto, anche nei momenti più difficili, contribuendo alla riapertura del caso e all'individuazione dei responsabili. Un percorso che lo ha portato a ribadire con forza il suo "NO", nella convinzione che non si debba indebolire né dividere il sistema giudiziario.
Sulla stessa linea l'intervento del Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, che ha evidenziato l'impegno profuso negli ultimi mesi per informare i cittadini sui contenuti della riforma. Nitti ha espresso forti perplessità sia sul metodo sia sul merito delle modifiche proposte: da un lato, ha criticato la scelta di procedere con tempi contingentati su un testo complesso; dall'altro, ha posto l'accento sui rischi legati alla riforma della separazione delle carriere, che, a suo avviso, inciderebbe profondamente sull'equilibrio tra potere giudiziario e altri poteri dello Stato. Ulteriori criticità sarebbero ravvisabili nei meccanismi di selezione dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, che potrebbero alterare gli equilibri interni a favore della componente politica.
Nel complesso, gli interventi — tra magistrati, avvocati, docenti e rappresentanti della società civile — hanno delineato un quadro articolato e critico, offrendo al pubblico strumenti utili per comprendere la complessità del tema, soprattutto in vista dell'imminente appuntamento referendario.
L'incontro si è concluso con un invito alla partecipazione attiva e consapevole, nella convinzione che il futuro della Costituzione riguardi direttamente ogni cittadino






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