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"We can do it": 100.000 donne pugliesi si sono messe in proprio
Il numero di coloro che scelgono di lavorare come indipendenti è in continuo aumento
Puglia - sabato 25 ottobre 2014
7.35
«Le donne e il loro cervello costituiscono un immenso serbatoio di potenzialità non sfruttate. Hanno dimostrato, infatti, capacità enormi di intervento nella gestione delle risorse naturali e possono rivestire il ruolo che è sempre stato negato loro: quello di leader capaci di far fronte a problematiche prioritarie nel terzo millennio». Rita Levi Montalcini scriveva che le donne devono smettere di fare le "Cenerentole" per imparare a comportarsi da regine. La posta in palio è talmente alta che vale il proposito.
In Italia, spesso, le opportunità delle donne nel mercato del lavoro vengono frenate. Eppure alcune donne, ormai, non solo raggiungono gli uomini, ma li superano sia nella formazione scolastica, sia nella preparazione universitaria. La barriera dell'entrata nel mercato del lavoro costituisce, quindi, una discriminazione che deve essere superata e che, in effetti, sta per essere superata. Qualcosa oggi sta cambiando e si sta muovendo nella giusta direzione.
L'Osservatorio di Confartigianato, "Donne-Impresa", rielaborato in chiave regionale dal centro studi di Confartigianato Imprese Puglia, ha rilevato, su dati Istat e Unioncamere, che sono quasi 100.000 le donne pugliesi che si sono messe in proprio. Un anno fa erano 90.991. Il segno di un cambiamento è proprio nell'incremento di queste 8.130 unità, pari all'8,9 per cento. In Puglia, le titolari di aziende (artigiane) sono 9.882.
«I dati – ha commentato la presidente di Confartigianato Impresa Puglia, Marici Levi – dimostrano che il numero delle donne pugliesi che scelgono di lavorare come indipendenti è in continuo aumento. I problemi da superare, però, sono ancora molti. Specie nelle piccole aziende, la figura dell'imprenditore è difficilmente sostituibile e così una gravidanza, la necessità di seguire i figli e la famiglia o quella di accudire dei parenti anziani, spesso non lasciano altra scelta se non quella di gettare la spugna. La carenza di servizi per la prima infanzia e per la famiglia, insomma, è solo una parte di un disagio molto più profondo». Confartigianato Donne Impresa è impegnata, per questi motivi, nel formulare al governo proposte fattive, che consentano di ridurre tali disagi.
L'iconico manifesto "We can do it" era il simbolo di tutte le lavoratrici che, con il loro contributo, stavano sostenendo gli Stati Uniti in guerra. Era stato pensato, all'inizio, per tenere alto il morale delle lavoratrici in fabbrica. Oggi, potrebbe essere il promemoria perfetto per tutte le donne che riescono a raggiungere i propri obiettivi, nonostante le tante difficoltà.
In Italia, spesso, le opportunità delle donne nel mercato del lavoro vengono frenate. Eppure alcune donne, ormai, non solo raggiungono gli uomini, ma li superano sia nella formazione scolastica, sia nella preparazione universitaria. La barriera dell'entrata nel mercato del lavoro costituisce, quindi, una discriminazione che deve essere superata e che, in effetti, sta per essere superata. Qualcosa oggi sta cambiando e si sta muovendo nella giusta direzione.
L'Osservatorio di Confartigianato, "Donne-Impresa", rielaborato in chiave regionale dal centro studi di Confartigianato Imprese Puglia, ha rilevato, su dati Istat e Unioncamere, che sono quasi 100.000 le donne pugliesi che si sono messe in proprio. Un anno fa erano 90.991. Il segno di un cambiamento è proprio nell'incremento di queste 8.130 unità, pari all'8,9 per cento. In Puglia, le titolari di aziende (artigiane) sono 9.882.
«I dati – ha commentato la presidente di Confartigianato Impresa Puglia, Marici Levi – dimostrano che il numero delle donne pugliesi che scelgono di lavorare come indipendenti è in continuo aumento. I problemi da superare, però, sono ancora molti. Specie nelle piccole aziende, la figura dell'imprenditore è difficilmente sostituibile e così una gravidanza, la necessità di seguire i figli e la famiglia o quella di accudire dei parenti anziani, spesso non lasciano altra scelta se non quella di gettare la spugna. La carenza di servizi per la prima infanzia e per la famiglia, insomma, è solo una parte di un disagio molto più profondo». Confartigianato Donne Impresa è impegnata, per questi motivi, nel formulare al governo proposte fattive, che consentano di ridurre tali disagi.
L'iconico manifesto "We can do it" era il simbolo di tutte le lavoratrici che, con il loro contributo, stavano sostenendo gli Stati Uniti in guerra. Era stato pensato, all'inizio, per tenere alto il morale delle lavoratrici in fabbrica. Oggi, potrebbe essere il promemoria perfetto per tutte le donne che riescono a raggiungere i propri obiettivi, nonostante le tante difficoltà.

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