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Politica

Amiu e Amet come «poltronifici», Daniele Di Lernia (Fit-Cisl) replica alle dure affermazioni di Bottaro

E sui parcheggi: «Inappropriato il paragone con Andria, a Trani gli abusivi sottraggono incassi all'Azienda»

Nella mattinata di ieri, abbiamo avuto modo di ascoltare una intervista del Sindaco Bottaro, a nostro avviso piena di paradossi e contraddizioni che spiegheremo in questo comunicato, alla emittente Telesveva, dove è stata fatta sostanzialmente, una disamina degli obbiettivi raggiunti da questa amministrazione e degli eventuali obbiettivi futuri che si sono preposti di raggiungere.

La parte più interessante però ha riguardato la tematica delle Società partecipate dal Comune di trani (AMIU e AMET). Il Sindaco, infatti, ha esordito con una avvilente premessa sulla situazione nazionale di tali società, descritte come poltronifici e come luoghi dove nelle migliori delle ipotesi si accontenta la politica (che assegna incarichi come Cda, revisori dei conti, organi di vigilanza ecc.) o nella peggiore delle ipotesi assumendo con le logiche clientelari le persone meno meritevoli o come lui stesso definisce "gli sfadigati" e premessa fatta, ha chiarito subito che il trend nazionale, si allinea perfettamente alla situazione delle partecipate della Città di Trani. Quindi va da se che nel migliore dei casi, i cda, i revisori dei conti, l'organo di vigilanza e tutti gli altri incarichi fiduciari della politica, scelti da loro, vanno sempre bene, invece tutti gli altri, che fanno parte della peggiore delle ipotesi, i dipendenti delle due Aziende, sono i meno meritevoli e sfadigati.

Va detto invece che una amministrazione che si insedia, affida tali incarichi fiduciari di vertice per far si che tali Aziende vadano nella giusta direzione e producano e se ciò non accade la prima responsabilità è degli stessi vertici aziendali nominati dalla politica che o non sono in grado di amministrare o non sono in grado di vigilare sull'operato dei propri sottoposti, quindi è un fallimento della stessa amministrazione che li ha scelti (da chiarire poi in base a quali competenze specifiche o meriti). Però c'è subito una sostanziale differenza tra le due Aziende, infatti l'Amiu, essendo poco appetibile per una gestione privata, può rimanere in mano pubblica, l'Amet invece a causa di scelte scellerate gestisce un po' tutto.

In realtà l'Amet gestisce gli unici servizi strategici, remunerativi e strettamente connessi tra loro che possono, se gestiti in maniera impeccabile, essere il perno sul quale far ruotare tutta la macchina turistica cittadina, mobilità (strada-mare) e parcheggi ed essendo in mano pubblica, produrre enormi introiti per la città. Il Sindaco poi afferma che per affidare tali servizi c'è bisogno che nelle aziende ci siano quadri e figure intermedie specializzate in tali settori. Quindi si sta affermando che i quadri e gli intermedi che gestiscono attualmente tali servizi non sono in grado di farlo? Quindi per cosa sono stati pagati fin ora? Per improvvisare? O non sarebbe stato più semplice, ammesso che sia così, visto che la norma lo consente, utilizzare dei consulenti esperti che formassero tali figure, considerato che di consulenti, su altre questioni, se ne assumono come se piovesse? Inoltre vogliamo sul serio discutere delle competenze e delle abilità che una figura deve avere per gestire un servizio come i parcheggi che si può riassumere in fornire rivendita – controllo – sanzione? E se anche ciò fosse stato vero sarebbe bastato infatti rendere, come in tutte le altre città, altamente automatizzato il sistema di approvvigionamento dei tagliandi di sosta per far si che tali figure, impiegassero il loro tempo prevalentemente a contare gli incassi, piuttosto che cercare di convincere le attività commerciali a venderli.

Poi si arriva al paragone con la gestione dei parcheggi nel Comune di Andria e qui ha ragione il Sindaco ad affermare che fosse lui ad occuparsi di parcheggi avrebbe grosse difficoltà nel farlo, infatti ha scelto il termine di paragone peggiore. Infatti afferma che il Comune di Andria guadagna dal servizio sosta più di 200 mila euro all'anno a fronte del falso zero del comune di Trani. Prima di tutto occorre ricordare che ad Andria il rapporto è diretto tra privato e Comune mentre nella città di Trani, per delibera (fatta dalla stessa politica), gli incassi vanno all'80% all'Azienda (che è del Comune) e per il 20% al Comune, (quindi e come dire un po' nella mano destra ed un po' nella sinistra della stessa persona), ma come più volte ricordato in altri comunicati, grazie al "ribaltamento dei costi" gran parte degli incassi viene impiegato per "servizi" e per retribuire in percentuale altri uffici che in futuro, dovranno comunque essere retribuiti, facendo ricadere però tutti i costi sui due servizi che verranno "salvati" e per cui sono stati inoltrati svariati accessi agli atti da questa Segreteria (che saranno trasmessi alle autorità competenti per le verifiche del caso).

Tutto questo, ovviamente sotto l'occhio attento dei vertici aziendali che evidentemente ritengono questo metodo lecito, tanto da inserirlo nella relazione di bilancio. Inoltre ad Andria ci sono centinaia di stalli in più, il pagamento si effettua con parcometri, la popolazione è doppia, nelle zone centrali il costo è di 1,20 euro all'ora contro gli 0,80 di trani, non esiste una "mezza giornata" a 2,00 euro, pagano anche i disabili sulle strisce blu, gli abbonamenti che a Trani costano 30 euro all'anno per i residenti e 10 euro al mese per i commercianti, ad Andria costano 70 euro al mese nelle zone centrali e 50 euro al mese nelle zone semi-periferiche, a Trani ci sono 10 addetti al controllo (Ausiliari) ed ad Andria quasi 20 e inoltre a Trani non si è mai riuscito ad arginare il problema degli abusivi che imperversano ormai in ogni zona sottraendo incassi all'Azienda e allontanando i turisti che temono furti o ritorsioni, quindi tale esempio è del tutto inappropriato e fuorviante.

Fa specie infine, come il Sindaco abbia candidamente ammesso che i parcometri non vengono installati, poiché successivamente alla esternalizzazione non sarebbe conveniente per un privato rifondere tali costi all'Amet, dunque, da più di tre anni si sono lasciati consapevolmente, cittadini e turisti in balia di un disservizio perenne e si sono causati ingenti mancati introiti, solo per perseguire un proprio testardo progetto di esternalizzazione. Chiudiamo tale comunicato ricordando al Sindaco che come già richiesto ai vertici aziendali, i dipendenti attendono con ansia e a stretto giro di poter discutere con Lei tali problematiche in un incontro ufficiale, piuttosto che apprendere le sorti del loro futuro sempre attraverso gli organi di informazione.

- Il Segretario Sindacale Aziendale Fit Cisl Daniele di Lernia
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