
Politica
Cognetti, Ferrante e Laurora si dimettono
I tre chiedono che si vada a votare a maggio, attese le altre firme dal notaio
Trani - mercoledì 7 gennaio 2015
11.14
Arrivano anche le dimissioni dei consiglieri Domenico Cognetti, Fabrizio Ferrante e Tommaso Laurora. E i tre chiedono subito che si vada al voto auspicando che arrivano le dimissioni di almeno altri 17 consiglieri comunali. «Noi sottoscritti consiglieri Cognetti, Ferrante e Laurora T. - scrivono in una nota - diciamo con chiarezza: vogliamo che la Città di Trani torni al voto a maggio di quest'anno e sin d'ora ribadiamo che la scelta del candidato sindaco dovrà essere fatta attraverso primarie di coalizione aperte, libere e trasparenti (lo diciamo anche ai registi occulti delle sconfitte che già si stanno adoperando per altre opzioni). Ma per aprire una pagina nuova della politica e dell'amministrazione di questa Città dobbiamo essere certi che si chiuda quella vecchia.
Ad oggi esiste un consiglio con 22 consiglieri e un Sindaco ancora in carica, benché dimissionario, e lo sarà fino al 19 gennaio con la possibilità, che le legge prevede, di ritornare sui propri passi. Sorvolando sugli aspetti giuridici afferenti possibili anomalie sulle procedure in atto in questa fase amministrativa, teniamo a precisare che l'unica strada per dire subito la parola fine a questa situazione è quella di rassegnare 17 dimissioni contestuali, cosa certamente diventata più difficile in quanto ora bisognerebbe ricercarle tra i 22 consiglieri superstiti.
Noi tre consiglieri comunali ci siamo - continua la nota - ed è per questo che nella giornata di oggi abbiamo depositato le nostre dimissioni presso lo studio notarile Busseti-Trapanese in Trani alla via Montegrappa n.47. Invitiamo pertanto i restanti consiglieri a fare altrettanto recandosi presso lo stesso studio auspicando di raggiungerne 17. In caso positivo saranno depositate contestualmente e sortiranno l'effetto dello scioglimento del Consiglio Comunale. Non c'è nessun merito o demerito politico da assumere in questa fase; c'è solamente la necessità di compiere un atto di rispetto verso i cittadini che noi oggi compiamo nei modi prescritti dalla legge; avremmo preferito che sul punto, avendo l'obiettivo dello scioglimento anticipato, ci fosse stato un momento di riflessione in più e soprattutto un maggior raccordo da parte degli organi politici , ma ciò non è avvenuto e di fatto si è reso più complicato, ma non impossibile, questo percorso.
Circa le prese di posizione di alcuni organi di partito sorvoliamo solo per carità di patria - concludono i tre nella nota - stigmatizzando però l'assoluta incapacità di visione politica e la forte predisposizione a determinazioni dettate dallo stato umorale o peggio ancora per difendere le posizioni di taluni e non di tutti... ma chi siamo noi per giudicare?».
Ad oggi esiste un consiglio con 22 consiglieri e un Sindaco ancora in carica, benché dimissionario, e lo sarà fino al 19 gennaio con la possibilità, che le legge prevede, di ritornare sui propri passi. Sorvolando sugli aspetti giuridici afferenti possibili anomalie sulle procedure in atto in questa fase amministrativa, teniamo a precisare che l'unica strada per dire subito la parola fine a questa situazione è quella di rassegnare 17 dimissioni contestuali, cosa certamente diventata più difficile in quanto ora bisognerebbe ricercarle tra i 22 consiglieri superstiti.
Noi tre consiglieri comunali ci siamo - continua la nota - ed è per questo che nella giornata di oggi abbiamo depositato le nostre dimissioni presso lo studio notarile Busseti-Trapanese in Trani alla via Montegrappa n.47. Invitiamo pertanto i restanti consiglieri a fare altrettanto recandosi presso lo stesso studio auspicando di raggiungerne 17. In caso positivo saranno depositate contestualmente e sortiranno l'effetto dello scioglimento del Consiglio Comunale. Non c'è nessun merito o demerito politico da assumere in questa fase; c'è solamente la necessità di compiere un atto di rispetto verso i cittadini che noi oggi compiamo nei modi prescritti dalla legge; avremmo preferito che sul punto, avendo l'obiettivo dello scioglimento anticipato, ci fosse stato un momento di riflessione in più e soprattutto un maggior raccordo da parte degli organi politici , ma ciò non è avvenuto e di fatto si è reso più complicato, ma non impossibile, questo percorso.
Circa le prese di posizione di alcuni organi di partito sorvoliamo solo per carità di patria - concludono i tre nella nota - stigmatizzando però l'assoluta incapacità di visione politica e la forte predisposizione a determinazioni dettate dallo stato umorale o peggio ancora per difendere le posizioni di taluni e non di tutti... ma chi siamo noi per giudicare?».
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