
Attualità
Ieri la costituzione del Comitato per il NO al referendum giustizia in Biblioteca comunale
Con il dottor Vaira, la dottoressa Arbore e l’avvocato Pesce esposte le ragioni per cui votare no al prossimo referendum
Trani - domenica 8 febbraio 2026
17.19
Si è costituito ieri il "Comitato Comunale Società Civile per il NO", in una gremita sala "Maffuccini" presso la biblioteca comunale "Giovanni Bovio" di Trani. La serata ha visto l'intervento di tre relatori di alto livello: la dottoressa Angela Arbore, Presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Trani, il dottor Giovanni Lucio Vaira, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Trani e l'avvocato Michelangelo Pesce.
Durante la relazione i tre professionisti hanno illustrato gli scenari che sarebbero prospettabili se passasse la riforma sulla separazione delle carriere e del Consiglio Superiore di Magistratura; quest'ultimo, infatti, verrebbe diviso in due organi, che si occuperebbero della funzione amministrativa. La funzione disciplinare, invece, sarebbe attribuita all'Alta Corte Disciplinare, un nuovo organo. I due magistrati e l'avvocato non hanno nascosto le preoccupazioni per le conseguenze della riforma, che implicherebbe uno sdoppiamento del CMS in Consiglio Superiore della magistratura giudicante e requirente, nonché la separazione completa delle carriere e la sottoposizione dei magistrati al potere disciplinare della nuova Alta Corte.
Ancora una volta, l'imperativo è informarsi su una riforma, sicuramente molto tecnica, ma che chiama tutti i cittadini alle urne nei prossimi mesi per confermare ciò che è stato discusso in Parlamento. Si ricorda, infatti, che il referendum si rende necessario perché il testo non è stato approvato con la maggioranza qualificata che richiede il procedimento di revisione costituzionale, e che nel caso in questione riguarda ben sette articoli della Carta costituzionale.
Durante la relazione i tre professionisti hanno illustrato gli scenari che sarebbero prospettabili se passasse la riforma sulla separazione delle carriere e del Consiglio Superiore di Magistratura; quest'ultimo, infatti, verrebbe diviso in due organi, che si occuperebbero della funzione amministrativa. La funzione disciplinare, invece, sarebbe attribuita all'Alta Corte Disciplinare, un nuovo organo. I due magistrati e l'avvocato non hanno nascosto le preoccupazioni per le conseguenze della riforma, che implicherebbe uno sdoppiamento del CMS in Consiglio Superiore della magistratura giudicante e requirente, nonché la separazione completa delle carriere e la sottoposizione dei magistrati al potere disciplinare della nuova Alta Corte.
Ancora una volta, l'imperativo è informarsi su una riforma, sicuramente molto tecnica, ma che chiama tutti i cittadini alle urne nei prossimi mesi per confermare ciò che è stato discusso in Parlamento. Si ricorda, infatti, che il referendum si rende necessario perché il testo non è stato approvato con la maggioranza qualificata che richiede il procedimento di revisione costituzionale, e che nel caso in questione riguarda ben sette articoli della Carta costituzionale.

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