Monastero rifiuti
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Vita di città

Il Monastero in riva al mare e l'inciviltà dei posacenere

Un monumento non solo inaccessibile all'interno, ma all'esterno sporcato e maltrattato fino all'inverosimile

È l'identico atteggiamento dei bambini che hanno troppi giocattoli e li lasciano lì buttati, trascurati come fossero oggetti qualunque.

Uno solo di essi a casa di un bambino dove non ci sono possibilità economiche, anche il più insignificante, apparentemente sarebbe trattato come un gioiello.

Ecco, forse è quello che succede a Trani, forse quello che succede in tutta Italia.

Le località con monumenti in riva al mare non sono sicuramente rarissime. Ma noi ne abbiamo tre, uno più bello dell'altro, uno dei quali in particolare trascurato, chiuso e mal messo in modo incomprensibile e ingiustificabile, sia all'interno che all'esterno di esso.

Fare il bagno su una scogliera che si affaccia su un mare limpido e trasparente - probabilmente per le correnti che lo attraversano - ai piedi di un monastero che ha poco meno di 1000 anni non è proprio cosa da tutti.
E a parte le domande che turisti e tanti cittadini si pongono quanto alle ragioni di una chiusura assurda sia per semplici visite che come contenitore culturale, lo scempio è visibile anche all'esterno, ai piedi del Muraglione di contenimento, dove ci si va a abbronzare e a fare il bagno.

Il Muraglione di contenimento è impregnato e maleodorante poiché scambiato per orinatoio costellato ormai ogni ora del giorno di rifiuti di ogni genere, non solo da picnic in riva al mare, oltre che deturpato da scritte che, anche fossero murales di Bansky, lì non dovrebbero stare. E poi Bansky non víola monumenti; e quelle scritte sono imbrattature e non espressioni artistiche.

Ma la attrazione più bizzarra è quella di chi magari si considera più civile di chi butta bottigliette o sacchetti di patatine al vento: sono i fumatori che invece di lanciare in mare il loro mozziconi o non trovando la sabbia in cui spegnere le cicche, li raccolgono doviziosamente nei piccoli anfratti che gli incroci delle chianche formano, proprio come fossero piccoli portacenere.

Una comodità a portata di telo e di mano che visibile ovunque a perdita d'occhio. Non c'è orifizio anche il più piccolo che non sia occupato da questi rifiuti.

Ne abbiamo anche visti un paio non fotografati Ma che non evitiamo di descrivere: gente di aspetto raffinato, dalle scuole alte e ne siamo certi dalla critica sempre pronta alle amministrazioni cieche, alla città sporca e alla inciviltà diffusa.

Che dire? Parole non ce ne sono. Anche perché poi si passa per grilli parlanti o, peggio, per bacchettoni come si è sentita guardare chi scrive , che non ha resistito come al solito a prendere una delle tante buste abbandonate e a riempirle in pochi minuti di ogni porcheria, residui di cui poi son ghiotti i topi che tra la sera e il mattino presto si aggirano tra le chianche che degradano verso il mare.

Ma non dei mozziconi, non avendo guanti. Non sempre si esce attrezzati per svuotare i posacenere.
Posaceneri al MonasteroPosaceneri al MonasteroPosaceneri al MonasteroPosaceneri al MonasteroMonastero rifiutiMonastero rifiutiSAVESAVE
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