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Religioni
L’arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo annuncia un giorno di preghiera e digiuno per la pace
L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie aderisce alla Giornata del 13 marzo promossa dalla CEI per invocare la fine dei conflitti e fermare l’escalation di violenza nel mondo
Trani - lunedì 9 marzo 2026
Di fronte al drammatico scenario internazionale e alla crescente escalation di violenza, in particolare in Medio Oriente, l'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie si unisce all'iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana che ha indetto per venerdì 13 marzo una Giornata di preghiera e digiuno per la pace. Con una nota ufficiale, l'arcivescovo Mons. Leonardo D'Ascenzo invita le comunità ecclesiali del territorio a vivere questo momento come un'occasione di riflessione, solidarietà e invocazione al "Re della Pace", affinché si apra un cammino di dialogo e di riconciliazione capace di fermare la spirale della violenza e restituire speranza ai popoli segnati dalla guerra.
- La nota di mons. D'Ascenzo: «L'escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l'umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili. Unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di "fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile", la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L'invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l'umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso. L'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie si unisce all'invito. La Presidenza della CEI ribadisce, ancora una volta, che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune. In questo drammatico momento, come affermato nella Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, "il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato". Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana. La Giornata del 13 marzo vuole essere un'ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte. Per questo, l'Ufficio Liturgico Nazionale ha offerto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. In particolare, si pregherà perché "si apra presto un cammino di pace stabile e duratura" e perché "quanti soffrono a causa della violenza e dell'odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio"».
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