Magikambusa
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Magikambusa, servizio a rischio. Basterebbero le promesse

L'associazione Paideia ha inaugurato questa settimana la piattaforma di crowdfunding

Rischia di sparire, a neanche due anni di distanza dall'inaugurazione, il progetto Magikambusa: l'area giochi, all'interno del carcere di Trani, che dal febbraio 2014 funziona da "ludoteca-cuscinetto" per i bambini in attesa di incontrare il genitore detenuto, è rimasto senza fondi. Nato con Principi Attivi 2012 e realizzato dall'associazione di promozione sociale "Paideia", il tendone ha accolto, nella sua giovane vita, quasi 500 bambini, ma è adesso ridimensionato ad un servizio limitato ai due giorni a settimana con maggiore affluenza. Due sono anche le volontarie che mantengono in vita le attività, tra le intemperie e la scarsa attenzione a livello cittadino. Numerose le attività svolte all'interno, persino un piccolo giardino, realizzato con qualche seme e dei vasetti.

La struttura, al momento della partenza, risultava all'avanguardia: unico centro attivo, sebbene non il primo, con queste caratteristiche, fu accolto bene dall'allora comandante delle guardie carcerarie, nonché dalla direttrice e dalle istituzioni presenti, dal sindaco di allora, Gigi Riserbato, ai garanti per i diritti dei detenuti e dell'infanzia e adolescenza. Solo questi ultimi, seppur in forma limitata, hanno dato seguito alle promesse fatte all'inizio. Complici gli avvicendamenti ai vertici, non è stato garantito un adeguato supporto a Magikambusa, che potenzialmente potrebbe diventare progetto replicabile in serie in tutte le strutture simili della regione, partendo dal carcere femminile di Trani.

Una prosecuzione del supporto alle attività, inoltre, darebbe seguito e maggiore senso ai soldi pubblici investiti: spesso si pone accento e attenzione sulla vita, morte e resurrezione di questo tipo di iniziative ma raramente si ragiona, a livello istituzionale, sull'opportunità di non perdere il lavoro già fatto e l'investimento in parte sfruttato. Senza contare che servizi come questo hanno costo di sostentamento ben diverso, rispetto ai tanti che dovrebbero attivarsi, compreso una linea di trasporto pubblico e dei marciapiedi che garantiscano l'incolumità dei visitatori.

Da questa settimana, inoltre, è possibile contribuire direttamente al sostentamento del progetto, attraverso una campagna di raccolta fondi, attiva sulla piattaforma BuonaCausa, che per tre mesi permetterà di offrire il proprio contributo economico a favore di un minore disagio sociale dei minori, costretti dalle circostanze a frequentare un ambiente ostile. Nei prossimi mesi, invece, verranno avviate iniziative di solidarietà che avranno un effetto più diretto e immediato sulle attività giornaliere di bambini e lavoratori. L'importante è pensare al prossimo, soprattutto quando è piccolo e in difficoltà.
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