domenico bini
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Eventi e cultura

Mimmo Bini, "famoso sul web... è nel mondo" finalmente sulla piattaforma Chili

Dal nulla a 30 milioni di views su YouTube per il 60enne cantante e chitarrista heavy metal tranese

"Famoso sul web... è nel mondo", proprio come scrive lui. E' il titolo del rockumentario che da mercoledì 15 marzo sarà disponibile su Chili, la principale piattaforma italiana dedicata al noleggio e all'acquisto di film in formato digitale. La firma è del regista Giuseppe Del Curatolo, che ha scritto anche soggetto e sceneggiatura con la collaborazione di Lorenzo Procacci Leone. La produzione è del Circolo del Cinema "Dino Risi", la realizzazione di PaBaVision, la produzione esecutiva di Apocalipsi Näu. Il protagonista è Domenico Bini, cantante e chitarrista heavy metal ultrasessantenne, di Trani, co-capoluogo della provincia Bat, in Puglia, indiscutibilmente un fenomeno del web.

Nel 2010 suo nipote ha aperto un canale YouTube per pubblicare lezioni di chitarra, oggi ha 4.715 video pubblicati, quasi tutte canzoni, 157.000 iscritti e, soprattutto, quasi 31 milioni di visualizzazioni, senza considerare il suo brano più celebre, "Il Vulcano", pubblicato su un altro canale e che ha totalizzato finora 2,1 milioni di views. E poi ci sono le cover band, in Italia e all'estero, i fan club, su tutti la Bini Army, le pagine Facebook e Instagram, i gruppi a sostegno del Maestro, un fenomeno social che ha attirato anche le attenzioni di personaggi famosi e programma radio e tv: Elio e le Storie Tese, Fabio Rovazzi, Nino Frassica, La Zanzara, Lo Zoo di 105 e tanti altri.

Il film vede la partecipazione di un attore professionista, Pierluigi Corallo, che ha lavorato in teatro sotto la guida di registi quali Massimo Castri, Gigi Proietti, Pietro Carriglio, Luca Ronconi o al fianco di Giorgio Albertazzi, con un curriculum notevole tra cinema, teatro e tv. Si tratta di un viaggio alla scoperta di un personaggio misterioso, seguitissimo, curioso, oggetto di attenzione da parte di musicisti, critici musicali, massmediologi e di un pubblico composto prevalentemente da giovani, autodefinitosi "biners", che non perde occasione per affrettarsi a commentare in rete le strepitose interpretazioni di brani composti dal Maestro, come i fans devotamente lo chiamano, eseguite tutte "voce e chitarra elettrica" e pubblicate a folle ritmo di produzione su YouTube in formato selfie. Il cantautore-chitarrista si mette di fronte al suo cellulare, accende la videocamera, schiaccia rec e lascia partire l'esecuzione del suo nuovo brano, quasi sempre in chiave heavy metal e cantato a squarciagola, qualche volta al piano, altre volte accompagnato dall'armonica, spesso su una ricorrenza o sulla notizia del giorno, o altrettante volte "in lingue", uno strepitoso, caratteristico, grammelot che lo rende unico e inimitabile. Nel giro di qualche anno, senza volerlo e senza nemmeno rendersene conto, ha raggiunto dal nulla una fama e una popolarità che nessuno mai avrebbe potuto prevedere, semplicemente grazie alla passione per la musica e ad una semplicità e un candore che gli hanno consentito tutta la spontaneità e la temerarietà per presentarsi al mondo senza alcuna mediazione o sovrastruttura. "Conoscevo già da qualche tempo le sue canzoni e avevo avuto modo di sospettare un certo interesse nei suoi confronti da parte di alcuni, mai immaginando tuttavia la portata della schiera dei suoi fans", spiega il regista Giuseppe Del Curatolo.

"Questo progetto nasce con l'intenzione di riflettere su come le passioni siano la forma più alta di motivazione e progetto nella vita di ognuno di noi e che occorre un po' a tutti imparare che un momento nella vita arriva sempre, anche quando non lo si aspetta più, anche quando le convenzioni sociali o le situazioni della vita spengono gli entusiasmi. In questo lavoro volevo sperimentare un cambio di prospettiva, concentrandomi proprio su ciò che viene considerato convenzionale, normale. L'approccio è quello di mantenere il massimo rispetto nei confronti di una persona che corre costantemente il rischio di essere fraintesa e di innescare meccanismi di derisione e presa in giro, con la sua naturalezza e la sua semplicità, per il senso di straniamento e di sorpresa che provoca davanti allo spettacolo della normalissima realtà di un cantante-chitarrista che si esibisce in pubblico, tutti i giorni, davanti al mondo intero, senza tuttavia perdere mai la sfera privatissima dell'interno delle sue mura domestiche e di raccontare il "per sempre heavy metal" come un atto performativo collettivo, una cerimonia sociale che dà forma ai nostri spassi e influenza i nostri desideri sul web".
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