Lutto
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Vita di città

Negrogno: «Sulla morte di Elisa facciamo silenzio»

Una riflessione dello scrittore e operatore sanitario su come il "popolo social" reagisce a queste tragedie

Dolore e rabbia nelle parole pubblicate da Rino Negrogno, che, per la sua professione, vive in prima persona tante tragiche situazioni: ma abituarsi al dolore, per non parlare di quando prende la forma della perdita di una figlia poco più che adolescente in un incidente che ha il sapore di un destino beffardo, è praticamente impossibile.

0ggi, ieri, domenica notte, l'argomento sulla bocca di tutti è la vita spezzata di Elisa, non solo nella manifestazione del dolore ma anche di un dire la propria dal punto di vista delle dinamica dell'incidente, di eventuali cause e di colpevoli: ma si sa, a questo ci abitua sempre più una televisione in cui anche le inchieste diventano spettacolo e si tratta di cronaca nera, incidenti, tragedie sempre più come un Talk Show e le nostre emozioni passano sempre di più attraverso le emoticon anziché attraverso gli abbracci e, come dice Rino, il silenzio.

Reazioni dunque comprensibili dunque tanto che, rispetto al risentimento in alcuni commenti di taluno che rivendica la autenticità anche di una immagine con le stelline per esprimere il proprio dolore, lui risponde, a sua volta con il proprio, di dolore: "Alla fine chiedo perdono se con questo post ho urtato la sensibilità di qualcuno, ma cercate di comprendermi, oltre a imbattermi spesso, per lavoro, in queste situazioni, e ad esserne sfinito, ho un figlio che ha la stessa età della ragazza".

"Quando muore una ragazza, improvvisamente, tragicamente, a causa di un incidente stradale, muoiono insieme a lei tante altre persone. Muoiono suo padre e sua madre, muoiono i suoi fratelli, i suoi amici, muore il suo fidanzato, muore persino il conducente dell'altro mezzo.

Noi che tra qualche giorno dimenticheremo la tragedia, e quel dolore si sarà comprensibilmente affievolito, mentre quello dei genitori e dei fratelli continuerà a devastare le loro vite, e il peso dell'assenza diverrà sempre più insostenibile, dovremmo, almeno oggi, e per qualche giorno, tacere.

Io non so come facciate voi ad avere sempre a portata di mano i vostri angioletti colorati e luccicanti che immediatamente inserite sotto la tragica notizia, insieme ai vostri RIP. Ma quale RIP, quali angioletti, se io fossi il padre, prenderei a pugni voi e quegli angioletti dai riccioli d'oro.

Non servono, se non a voi che cliccate inserisci immagine e la scegliete tra i vostri preferiti, e la cosa vi appaga.

Se fossi il padre vorrei che non sorgesse più il sole, che non tramontasse più la luna, vorrei che non nascessero più fiori, vorrei che a voi non venissero più in mente inutili parole.

I peggiori sono quelli che, in un momento di così tanto dolore, trovano la forza di buttarla anche in questi casi in politica, e senza conoscere nemmeno i fatti, blaterano a vanvera di strade, assessori, responsabilità.

Senza essere per nulla consapevoli di essere inopportuni.

Compreso io con questa mia, che se fossi il padre, detesterei leggere, così come qualunque parola, compresi i vostri inutili angioletti.

E facciamo
silenzio."
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