Pista ciclabile di Capirro in stato di abbandono
Pista ciclabile di Capirro in stato di abbandono
Attualità

Perplessità di Legambiente sulle nuove piste ciclabili nel quartiere Sant'Angelo

"Ben vengano, ma che siano interconnesse, e non slegate dal contesto"

Le nuove esigenze di una mobilità green e sostenibile hanno bisogno di un'attenta progettazione. Una visione complessiva di riqualificazione territoriale deve innestarsi, come previsto dalle direttive europee in materia e per poter beneficiare anche delle future erogazioni previste dal Recovery Fund che altrimenti non potranno essere sfruttate, in una più organica pianificazione che definisca la mobilità urbana dell'intera città.

È indispensabile attivare percorsi casa-scuola, casa-lavoro e casa-servizi sicuri e sostenibili adeguati anche all'utilizzo dei nuovi mezzi ecologici a trazione elettrica (come monopattini, overboard, skateboard), anche prevedendo parcheggi con tettoia per bici nei pressi di luoghi pubblici e colonnine di ricarica elettriche, sempre più diffusi grazie agli incentivi sulla mobilità sostenibile.

Il preannunciato incremento di fondi che saranno messi a disposizione delle istituzioni per operare la ormai indispensabile transizione ecologica e la maggiore sostenibilità ambientale delle città, rende insensati interventi limitati a singoli progetti, tra loro non interconnessi e non riconducibili ad un integrato Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, già in fase avanzata di realizzazione nelle altre due città capoluogo di provincia ovvero Andria e Barletta.

Dopo aver assegnato con atto di indirizzo nel mese di gennaio 2019 all'Università di Roma Tor Vergata il compito di redigere il PUMS e dopo una serie di interventi di restyling di alcune delle piste ciclabili esistenti (per vero nessun restyling potrà mai ovviare alle problematiche "innate" della pista di via Sant'Annibale Maria di Francia), l'amministrazione si accinge a realizzare un nuovo circuito urbano ciclabile all'interno del quartiere Sant'Angelo.

Pur condividendo il progetto di una pista a doppio senso di marcia per un totale di 3,2 km, il Circolo di Legambiente Trani manifesta perplessità in merito al rischio che tale percorso possa configurarsi quale l'ennesimo circuito urbano "slegato" dal contesto come già accaduto per le piste ciclabili di via Capirro I, di via Martiri di Palermo, di via Sant'Annibale Maria Di Francia. La città di Trani peccherebbe quindi di una visione d'insieme di lungo periodo se non avviasse un fondamentale percorso partecipato con i cittadini, i comitati di quartiere e le associazioni e se immaginasse questo circuito solo come uno spazio di allenamento sportivo anziché come un percorso di viabilità alternativa e sostenibile.

Nel valutare positivamente un percorso ciclabile in ogni quartiere della Città di Trani, tuttavia, questa è effettivamente l'occasione per immagine e programmare il collegamento di tutte le piste ciclabili esistenti. Nello specifico, il quartiere Sant'Angelo, a lungo abbandonato dalle politiche locali e ora finalmente oggetto di interessanti politiche di riqualificazione, necessita di un progetto di mobilità integrato che possa permettere ai residenti un migliore collegamento con il resto della città.

In attesa che anche Trani possa essere finalmente dotata di una pianificazione organica e integrata, certi che l'Università di Roma Tor Vergata sarà in grado di interconnettere il progetto della pista ciclabile del quartiere Sant'Angelo in una lungimirante visione d'insieme, Legambiente Trani è disposta a collaborare e contribuire, con i propri tecnici competenti, ad avviare un percorso partecipato che attraverso l'ascolto delle reali esigenze dei cittadini consenta di giungere alla realizzazione di un piano integrato della mobilità che possa anche: valorizzare le attuali piste ciclabili, individuare i necessari interventi di messa in sicurezza dei percorsi che oggi si rivelano un'insidia per i ciclisti; collegare in un'unica rete, tutte le periferie tranesi con il centro città.


Gruppo Ambiente - Legambiente Trani
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