
Politica
Progetto "Terrevive": Tortosa sprona ancora l'Amministrazione
La data di scadenza si avvicina, ma dal Comune nessuna risposta
Trani - martedì 18 novembre 2014
7.20
Due mesi fa, precisamente il 22 settembre, il consigliere comunale, Giuseppe Tortosa, aveva portato alla luce un progetto, un'ottima e rara opportunità per i giovani dal nome "Terrevive".
Lo Stato italiano ha messo in vendita e in locazione 5.550 ettari di terreni pubblici, appartenenti al Demanio, al Corpo forestale e al Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Di questi terreni circa il 20% dovrà essere dato in affitto mentre, la parte restante, sarà messa in vendita. L'obiettivo del provvedimento, rivolto a chi ha meno di 40 anni, è di dare nuovo impulso all'imprenditoria agricola, settore chiave del Made in Italy, sfruttando le aree di proprietà pubblica idonee alla coltivazione, ma attualmente improduttive e abbandonate a se stesse.
Entrando nei dettagli del progetto, i lotti di valore superiore a 100.000 euro saranno assegnati tramite asta pubblica, mentre al di sotto di questa cifra, si ricorrerà a procedure negoziate, pubblicando un elenco di terreni sul sito dell'Agenda del Demanio e aggiudicandoli alla migliore offerta. Al decreto "Terrevive" si accosta l'agevolazione "Campolibero" rivolta ai giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni. Questa seconda agevolazione è costituita da una detrazione per l'affitto dei terreni al 19% con ulteriori incentivi all'assunzione di giovani e un credito di imposta al 40% dei costi sostenuti per l'innovazione delle imprese.
Il consigliere Tortosa aveva ritenuto il progetto più che valido e aveva esortato l'Amministrazione dichiarando: «Chiedo all'assessore al ramo di adoperarsi per questa iniziativa, finalmente nuove opportunità per i giovani, perché lasciarci sfuggire queste occasioni? Carpe diem».
Il tempo passa, la data di scadenza del progetto si avvicina, 26 gennaio 2015, ma il Comune non ha ancora colto l'attimo fuggente. Intanto Tortosa persevera: «L'assessore ha verificato quanti e quali sono i terreni demaniali disponibili? Preciso, inoltre, che i terreni non venduti all'asta saranno aggiunti a quelli in fitto. La nostra terra deve essere valorizzata con ogni mezzo possibile. Non permettiamo a soggetti che non fanno parte del nostro territorio di interferire».
Le terre del progetto saranno anche vive, ma l'Amministrazione, sull'argomento, è ancora ad un punto morto.
Lo Stato italiano ha messo in vendita e in locazione 5.550 ettari di terreni pubblici, appartenenti al Demanio, al Corpo forestale e al Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Di questi terreni circa il 20% dovrà essere dato in affitto mentre, la parte restante, sarà messa in vendita. L'obiettivo del provvedimento, rivolto a chi ha meno di 40 anni, è di dare nuovo impulso all'imprenditoria agricola, settore chiave del Made in Italy, sfruttando le aree di proprietà pubblica idonee alla coltivazione, ma attualmente improduttive e abbandonate a se stesse.
Entrando nei dettagli del progetto, i lotti di valore superiore a 100.000 euro saranno assegnati tramite asta pubblica, mentre al di sotto di questa cifra, si ricorrerà a procedure negoziate, pubblicando un elenco di terreni sul sito dell'Agenda del Demanio e aggiudicandoli alla migliore offerta. Al decreto "Terrevive" si accosta l'agevolazione "Campolibero" rivolta ai giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni. Questa seconda agevolazione è costituita da una detrazione per l'affitto dei terreni al 19% con ulteriori incentivi all'assunzione di giovani e un credito di imposta al 40% dei costi sostenuti per l'innovazione delle imprese.
Il consigliere Tortosa aveva ritenuto il progetto più che valido e aveva esortato l'Amministrazione dichiarando: «Chiedo all'assessore al ramo di adoperarsi per questa iniziativa, finalmente nuove opportunità per i giovani, perché lasciarci sfuggire queste occasioni? Carpe diem».
Il tempo passa, la data di scadenza del progetto si avvicina, 26 gennaio 2015, ma il Comune non ha ancora colto l'attimo fuggente. Intanto Tortosa persevera: «L'assessore ha verificato quanti e quali sono i terreni demaniali disponibili? Preciso, inoltre, che i terreni non venduti all'asta saranno aggiunti a quelli in fitto. La nostra terra deve essere valorizzata con ogni mezzo possibile. Non permettiamo a soggetti che non fanno parte del nostro territorio di interferire».
Le terre del progetto saranno anche vive, ma l'Amministrazione, sull'argomento, è ancora ad un punto morto.
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