Scuola e Lavoro

Quando il Natale si tocca con mano col presepe vivente

"Adoremus" alla Scuola Media Baldassarre

Altro Natale all'insegna dell'impegno, della rappresentazione simbolica e delle atmosfere rarefatte e sfumate, quello che si celebra alla Scuola secondaria statale di primo grado "Ettore Baldassarre" di Trani, grazie alla realizzazione della seconda edizione della manifestazione "Adoremus". Al centro dell'attenzione di pubblico, genitori e autorità, fin dall'inaugurazione, avvenuta domenica 16, un presepe vivente con protagonisti gli stessi alunni, impegnati, coi loro genitori, nell'ambito del progetto - continuità, ad offrire un prodotto di elevata qualità morale e materiale, con cura dei particolari e dimensione scenica di grande impatto, che non sono sfuggite nemmeno al Sindaco Giuseppe Tarantini e all'Assessore alla Cultura Andrea Lovato, presenti per l'inaugurazione. Per la precisione le due autorità hanno lodato il grande impegno di alunni, genitori e docenti, pur avendo a dsiposizione pochi mezzi e poco tempo.Presente anche il Presidente del Consiglio Comunale di Trani Giuseppe Di Marzio.
Don Enzo De Ceglie, parroco di "San Giuseppe", ha benedetto il presepe invitando i presenti a riflettere, con la preghiera e la meditazione sulla centralità dell'immagine e del significato del presepe, nel mistero del Natale. L'impostazione scenica del presepe vivente (rappresentato ancora lunedì 17 e martedì 18 dalle 17,00 alle 19,00) occupa nel suo sviluppo un itinerario che si snoda per tutto il piano terra della scuola "Baldassarre", privilegiando nuclei tematici che a loro volta valorizzano, oltre che i consueti messaggi evangelici del Natale legati alla pace e alla gioia per la venuta del Signore, anche attuali spunti di riflessione sulla convivenza civile fra i popoli, attraverso il richiamo a valori come la tolleranza e la condivisione di determinati simboli religiosi.
In particolare il riferimento è rivolto all'intercciarsi di tematiche e ideali spirituali della cultura araba e di quella occidentale. Le scene, disegnate dai genitori, sotto la guida dell'architetto Domenico Gagliardi, si snodano dal Palazzo di Erode, simbolo dei falsi ideali e della stoltezza dell'umanità attratta dai beni materiali e dal vizio, al precorso "meditativo" della strada che conduce a Betlemme, attrversata dal buio, appena attenuato da fioche luci, per indicare la catarsi dell'animo umano nel difficile cammino alla ricerca della Verità, fino alla scena centrale della Natività, "culla", in tutti i sensi, dell'approdo ai valori che contano; fino alla scena più imponente, quella del mercato, che unitamente alla bottega dei ceramisti, simboleggia il sudore, l'impegno della gente comune e semplice che nella quotidianità, col dovere e la fatica, realizza, in prospettiva cristiana, dal fabbro, al fruttivendolo, al pastaio e altri bottegai, l'ideale per eccellenza promosso da Gesù: l'umiltà della persona e lo spirito di servizio da rivolgere al prossimo, alla comunità in cui si vive.Una segnalazione per i costumi e i balli delle odalische di Erode, immagini di grande eleganza.

Una scuola che cresce coi ragazzi e con i genitori, non soltanto sulla base di numeri, bilanci o elencazioni di progetti, come nella prassi della scuola di oggi, ma una "comunità" che promuove il messaggio essenziale che rende uomini e donne del domani, anche con un presepe vivente. Una strada, quella intrapresa dalla Scuola Media Baldassarre, che porta alla fruttificazione dei Talenti e allo sviluppo indiretto della stessa Città di Trani, formando i cittadini del futuro su queste solide basi.

Giovanni Ronco
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