Coppia vive in auto da due messi sotto un ponte
Coppia vive in auto da due messi sotto un ponte
Cronaca

Senza casa, due sessantenni vivono sotto il ponte della statale 16

I consiglieri Merra e Lima: «Non possiamo rimanere indifferenti»

Hanno trasferito tutto in auto: pochi vestiti, qualche asciugamano e la voglia di una vita più tranquilla. Sono marito e moglie, da due mesi vivono per strada, usando l'auto come casa parcheggiata sotto il ponte della statale 16 in zona Stadio. Per dieci giorni sono stati ospiti del Centro Jobel grazie all'intervento dei Servizi sociali di Trani. Prima hanno vissuto a Corato, dove però non hanno mai trovato lavoro. «Abbiamo sempre lavorato o a Trani o nella città di Andria, a Corato abbiamo solo vissuto e da due mesi eccoci qua, per strada», racconta la signora Ida (nome di fantasia).

Stamattina è sola. Il marito è in giro a cercare piccoli aiuti o vecchi amici per chiedere se c'è possibilità di lavorare da qualche parte. Hanno entrambi più di 60 anni. La loro storia è stata pubblicata su Facebook da un ragazzo e da subito si è messa in moto la macchina della solidarietà: tra chi si è offerto di ospitarli a cena nel proprio bistrot e chi vorrebbe portare vestiti o capire in quale maniera sostenerli.

«Non so come sia potuto accadere che la notizia sia arrivata a voi - dice la signora Ida - perché non abbiamo chiesto nulla a nessuno». C'è molta dignità nelle parole della donna, che racconta quanto sia difficile vivere in quelle condizioni. «Mio marito piange per la vergogna quando siamo soli, per me è difficile vederlo in quelle condizioni e vi assicuro che non è semplice addormentarsi in auto per strada. Facciamo turni per paura che qualcuno venga a darci fastidio o voglia derubarci». Stazionano di fronte allo Stadio, in un'autovettura che ora è bloccata lì perché il motore è in panne. «Tanto da qui non sapremmo dove andare - racconta Ida mentre mostra il bagagliaio sistemato come un armadio - abbiamo quello che ci serve per sopravvivere, ci spostiamo solo se qualcuno può darci una mano o dobbiamo andare a comprare due panini per mangiare».

Un etto di mortadella ed una mozzarella la cena di ieri, ad esempio. Riescono a lavarsi raramente, quando vengono ospitati in un b&b, per il resto cercano di fare tutto lì dove sono fermi con l'auto. Suo marito, immischiato in vicende giudiziarie venti anni fa, ha perso il lavoro presso un'azienda che lavora il marmo. Ora è in attesa di sapere se c'è possibilità di lavorare con i cantieri sociali.

La prima tra i consiglieri comunali ad intervenire, Raffaella Merra, che ha chiesto aiuto alla cittadinanza: «Una vita di sacrifici e all'età di 60 anni si ritrovano a dormire in macchina. Non possiamo restare indifferenti difronte a tanto dolore. Ho trovato un B&B al prezzo modico di 35 euro giornalieri in attesa che l'amministrazione trovi una soluzione (anche se momentanea), se volete aiutarli contattatemi» scrive sul suo profilo.

Raimondo Lima invece ha chiesto che la struttura che attualmente accoglie gli immigrati sia messa subito a disposizione della famiglia, anche se da quanto raccontatoci dalla signora, non vogliono vivere in una comunità ma in un locale anche piccolo ma che sia loro e dal quale possano muoversi liberamente per cercare piccoli lavori che possano permetter loro una vita normale.
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