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Politica
Trani, il sindaco Galiano presenta le Linee Programmatiche e Palazzo Palmieri approva il documento strategico 2026-2031
Il primo cittadino lancia un appello all'aula per una collaborazione trasversale: "Nessun testo blindato, per cambiare rotta serve ascolto e gentilezza"
Trani - mercoledì 29 luglio 2026
20.55
Un lungo e articolato discorso basato su sette pagine di appunti fitti per tracciare la rotta amministrativa dei prossimi cinque anni, ma soprattutto per definire il metodo di governo della nuova consiliatura. Con l'approvazione della Proposta n. 63.2026, il sindaco di Trani, dott. Marco Galiano, ha presentato ufficialmente all'aula di Palazzo Palmieri le Linee Programmatiche e gli indirizzi generali di governo, aprendo di fatto una nuova stagione di confronto politico tra maggioranza e opposizione.
Nel suo intervento di replica ai consiglieri, il primo cittadino ha immediatamente respinto l'idea di una gestione verticistica o arroccata, offrendo un'importante apertura formale alle minoranze: «Questo non è un testo blindato, è l'esatto contrario: voglio che sia un documento vivo e vitale». Accogliendo con favore i rilievi costruttivi giunti dai banchi dell'opposizione, il sindaco ha persino formulato pubbliche scuse per alcune omissioni materiali avvenute durante la redazione tecnica del testo: «I suggerimenti dei consiglieri entreranno totalmente nella nostra azione di governo, integrando gli obiettivi operativi del DUP».
Apertura al cittadino, emergenza casa e i grandi cantieri. Galiano ha voluto scardinare l'immagine di un'amministrazione chiusa nei palazzi del potere, annunciando una rigorosa regolamentazione degli accessi e l'avvio sistematico di audizioni per i cittadini: «Porte aperte a tutti. Mi secca molto l'idea che chi ha bisogno di interloquire con la giunta debba fare un'anticamera lunghissima». Affrontando i temi caldi sollevati dal dibattito consiliare, il primo cittadino ha riconosciuto la gravità dell'emergenza abitativa, confermando l'impegno a intercettare flussi finanziari straordinari e annunciando la imminente partenza di cantieri storici per la città, a partire dal sottopasso di Via Andria, recentemente rifinanziato.
Il piano d'urgenza per la Villa Comunale e la svolta culturale sul verde. Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato alla Villa Comunale, definita dal sindaco come un autentico «luogo identitario e un tratto culturale straordinario». Galiano ha annunciato che i primissimi atti strutturati con l'ufficio di Ragioneria sono stati orientati allo sblocco di risorse mirate per risolvere le emergenze storiche del parco, inclusi i piccoli ma emblematici problemi quotidiani come il funzionamento della pompa dell'acqua. In materia di gestione ambientale, il primo cittadino ha invocato un radicale cambio di rotta culturale: «In zone come Viale delle Gemme o Piazza Sant'Agostino è in atto un vero e proprio 'devamping naturale' da parte degli alberi, che cercano autonomamente i loro spazi. Dobbiamo anticipare questi processi con un nuovo salto culturale, modificando il modo in cui guardiamo spazi nevralgici come Piazza della Repubblica».
Il «libro dei sogni» e la politica del fare rete. Con insolita franchezza istituzionale, il sindaco ha confessato l'esistenza di un personale "libro dei sogni" per il recupero di contenitori storici che attendono risposte da decenni: dal convento degli Agostiniani alla riqualificazione profonda della Costa Nord, fino alla rifunzionalizzazione della vecchia biblioteca. «Da sindaco mi sento responsabile e colpevole di quanto non è stato fatto in passato in queste aree, ed è nostro dovere intervenire». Per farlo, l'amministrazione Galiano punterà sul pragmatismo, sul pieno coinvolgimento dei corpi intermedi e delle associazioni, e sullo studio attento dei modelli amministrativi limitrofi: «Se i Comuni vicini come Barletta, Andria, Bisceglie o Bari hanno lavorato bene, io sono pronto a copiare le loro buone prassi. Non ho l'ossessione dell'originalità, mi interessa solo ciò che è utile a Trani».
Uno stile basato sulla gentilezza decisionale
In chiusura, il sindaco ha delineato i contorni del proprio profilo politico, preferendo l'ascolto all'esibizione di muscoli o a richiami storici autoritari: «Non sono e non voglio essere un uomo forte. Preferisco lo stile della gentilezza, che non significa affatto mancanza di decisione. Sono estremamente deciso, ma l'autorevolezza passa dalla capacità di accogliere le idee migliori, anche quando non sono le mie. Scandaglieremo ogni risorsa di questo Consiglio per realizzare il programma: aiutiamoci tutti a migliorare la nostra città».
Nel suo intervento di replica ai consiglieri, il primo cittadino ha immediatamente respinto l'idea di una gestione verticistica o arroccata, offrendo un'importante apertura formale alle minoranze: «Questo non è un testo blindato, è l'esatto contrario: voglio che sia un documento vivo e vitale». Accogliendo con favore i rilievi costruttivi giunti dai banchi dell'opposizione, il sindaco ha persino formulato pubbliche scuse per alcune omissioni materiali avvenute durante la redazione tecnica del testo: «I suggerimenti dei consiglieri entreranno totalmente nella nostra azione di governo, integrando gli obiettivi operativi del DUP».
Apertura al cittadino, emergenza casa e i grandi cantieri. Galiano ha voluto scardinare l'immagine di un'amministrazione chiusa nei palazzi del potere, annunciando una rigorosa regolamentazione degli accessi e l'avvio sistematico di audizioni per i cittadini: «Porte aperte a tutti. Mi secca molto l'idea che chi ha bisogno di interloquire con la giunta debba fare un'anticamera lunghissima». Affrontando i temi caldi sollevati dal dibattito consiliare, il primo cittadino ha riconosciuto la gravità dell'emergenza abitativa, confermando l'impegno a intercettare flussi finanziari straordinari e annunciando la imminente partenza di cantieri storici per la città, a partire dal sottopasso di Via Andria, recentemente rifinanziato.
Il piano d'urgenza per la Villa Comunale e la svolta culturale sul verde. Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato alla Villa Comunale, definita dal sindaco come un autentico «luogo identitario e un tratto culturale straordinario». Galiano ha annunciato che i primissimi atti strutturati con l'ufficio di Ragioneria sono stati orientati allo sblocco di risorse mirate per risolvere le emergenze storiche del parco, inclusi i piccoli ma emblematici problemi quotidiani come il funzionamento della pompa dell'acqua. In materia di gestione ambientale, il primo cittadino ha invocato un radicale cambio di rotta culturale: «In zone come Viale delle Gemme o Piazza Sant'Agostino è in atto un vero e proprio 'devamping naturale' da parte degli alberi, che cercano autonomamente i loro spazi. Dobbiamo anticipare questi processi con un nuovo salto culturale, modificando il modo in cui guardiamo spazi nevralgici come Piazza della Repubblica».
Il «libro dei sogni» e la politica del fare rete. Con insolita franchezza istituzionale, il sindaco ha confessato l'esistenza di un personale "libro dei sogni" per il recupero di contenitori storici che attendono risposte da decenni: dal convento degli Agostiniani alla riqualificazione profonda della Costa Nord, fino alla rifunzionalizzazione della vecchia biblioteca. «Da sindaco mi sento responsabile e colpevole di quanto non è stato fatto in passato in queste aree, ed è nostro dovere intervenire». Per farlo, l'amministrazione Galiano punterà sul pragmatismo, sul pieno coinvolgimento dei corpi intermedi e delle associazioni, e sullo studio attento dei modelli amministrativi limitrofi: «Se i Comuni vicini come Barletta, Andria, Bisceglie o Bari hanno lavorato bene, io sono pronto a copiare le loro buone prassi. Non ho l'ossessione dell'originalità, mi interessa solo ciò che è utile a Trani».
Uno stile basato sulla gentilezza decisionale
In chiusura, il sindaco ha delineato i contorni del proprio profilo politico, preferendo l'ascolto all'esibizione di muscoli o a richiami storici autoritari: «Non sono e non voglio essere un uomo forte. Preferisco lo stile della gentilezza, che non significa affatto mancanza di decisione. Sono estremamente deciso, ma l'autorevolezza passa dalla capacità di accogliere le idee migliori, anche quando non sono le mie. Scandaglieremo ogni risorsa di questo Consiglio per realizzare il programma: aiutiamoci tutti a migliorare la nostra città».
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