Scuola e Lavoro

Varata la rivoluzione della scuola superiore italiana

La riforma coinvolge licei, istituti tecnici e professionali. Le novità

Il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato i tre decreti che, dal prossimo anno scolastico (2010-2011), riformano l'istruzione degli studenti delle superiori con il riordino di licei, istituti tecnici e istituti professionali. Le novità saliente è il deciso sfoltimento degli indirizzi didattici. Ecco cosa cambia:

I licei passano dai quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) a 6 licei: classico, scientifico, linguistico, artistico (articolato in sei indirizzi per facilitare la confluenza degli attuali istituti d'arte e garantire continuità ad alcuni percorsi di eccellenza), musicale e delle scienze umane. Nel classico verrà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio, potenziando anche l'area scientifica e matematica. Il linguistico prevederà sin dal primo anno l'insegnamento di tre lingue straniere. Dal terzo anno, una materia sarà impartita in lingua straniera, dal quarto anno diventeranno due. Nel liceo musicale saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivate in convenzione con conservatori e accademie di danza. Il liceo delle scienze umane sostituisce il liceo sociopsicopedagogico con la possibile attivazione di una sezione economico-sociale. In tutti i licei vi sarà un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze e la presenza obbligatoria dell'insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni. Il latino è obbligatorio nei licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane, negli altri è previsto come opzione. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 negli anni successivi con alcune eccezioni (nel liceo classico negli ultimi 3 anni sono previste 31 ore per rafforzare la lingua straniera; nell'artistico fino a 35 ore e nel musicale fino a 32 ore).

Gli istituti tecnici passano da 10 settori e 39 indirizzi a soli 2 settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi. Tutti gli attuali corsi e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti (ora sono 36 ore di 50 minuti). Sono previsti più laboratori: negli indirizzi del settore tecnologico si starà in laboratorio per 264 ore nel biennio e per 891 ore nel triennio. Ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio. I nuovi istituti sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune ai due percorsi ed in distinte aree di indirizzo legate al mondo del lavoro ed al territorio. Sono state incrementate le ore di inglese (con la possibilità di studiare altre lingue) e favorita la diffusione di stages, tirocini e l'alternanza scuola-lavoro.

Gli istituti professionali passano da 5 settori e 27 indirizzi a 2 macro-settori (servizi e industria/artigianato) e 6 indirizzi. I professionali avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione (ora sono 36). Il percorso è articolato in due bienni ed un quinto anno. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale. Anche in questo comparto di istruzione sono previsti più laboratori, stages, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso l'esperienza diretta.
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