
Trani, il passo di lato di Ninni De Feudis: una scelta di responsabilità e coerenza per amore della città
Il candidato indipendente si ritira dalla corsa a Sindaco rifiutando ogni logica di spartizione e riciclo: «Non sarò il paravento tecnico di un sistema logoro»
La Solitudine dei Numeri e la Forza delle Idee - In una conferenza stampa tenutasi stamani, De Feudis ha spiegato con estrema lucidità le ragioni del suo "passo di lato". Con la franchezza che lo ha contraddistinto sin dal primo giorno, ha ammesso il limite strutturale del suo progetto civico: «sono... forse l'unico che ha detto la verità... le nostre due liste non avevano i numeri per andare al governo della città. Avevano le persone, avevano le persone competenti per governare la città, ma non avevano i numeri». Una debolezza numerica derivante dalla scelta radicale di non imbarcare "ex consiglieri portatori di voti" o figure legate a vecchie logiche, puntando esclusivamente su volti nuovi e professionalità vergini dal punto di vista elettorale. «Nelle nostre liste non c'era nessun ex consigliere comunale... erano tutte persone che per la prima volta si approcciavano ad una elezione», ha rivendicato con orgoglio, sottolineando il fallimento del "metodo Bottaro" attuale Sindaco di Trani.
Il Rifiuto del Riciclo e la Difesa dei Valori - La decisione di De Feudis è, innanzitutto, un atto di rottura contro un sistema politico che definisce «logoro, diviso e incapace di costruire una visione seria per il futuro della città». Il suo rifiuto a ogni forma di convergenza o sostegno, ufficiale o ufficioso, verso candidati che rappresentano la continuità con la passata amministrazione è netto e intransigente. «Non intendo prestarmi a nessuna operazione di riciclo. Non intendo essere il paravento tecnico di un sistema politico...» , si legge nel suo duro comunicato stampa. De Feudis ha respinto con sdegno i «pressanti corteggiamenti» arrivati dal centrosinistra, chiarendo di non aver mai ceduto alla tentazione di scambiare la sua credibilità tecnica con un "posto al sole". La sua è stata, e rimane, una battaglia di valori, non di poltrone: «mi rifiuto di combattere al fianco di chi ha obiettivi diversi.
L'Onore delle Armi: Una Campagna Senza Nemici - In questi mesi, De Feudis ha offerto una lezione di stile politico. Mai una parola fuori posto, mai un attacco personale ai suoi avversari. Al contrario, ha spesso lodato la qualità e le competenze dei suoi competitor, cercando un dialogo costruttivo che non scendesse a compromessi al ribasso. Ha parlato di programmi, di delibere pronte da firmare , di Audit immediati sul PNRR e sulle finanze comunali , mentre il resto della politica si avvitava in logiche di spartizione e posizionamento. La sua assenza sarà una perdita per il dibattito democratico, privato di una voce che ha cercato di rimettere al centro il Bene Comune della città verso cui nutre un amore smisurato.
Il Rilancio: Nasce l'Osservatorio Civico - Ma il ritiro dalla candidatura non coincide con l'abbandono della battaglia per Trani. Anzi, De Feudis rilancia il suo impegno, dando vita a un Osservatorio sugli atti e le politiche dell'Amministrazione. Un'organizzazione indipendente, composta da figure tecniche che hanno condiviso il suo percorso, che analizzerà in modo rigoroso atti, procedimenti e risultati della prossima amministrazione. «Sarà un presidio di controllo tecnico e civico, libero da appartenenze... cui l'Amministrazione dovrà necessariamente rendere conto, senza paraventi». È la prosecuzione del suo dovere civico con mezzi diversi, un modo per continuare a fare ciò che sa fare meglio: «analizzare, verificare, proporre soluzioni» , senza cedere di un millimetro a logiche clientelari o di convenienza.
Un Finale di Alto Profilo - Sebastiano De Feudis esce di scena a testa altissima, dimostrando che per amare e proteggere Trani non è necessaria una poltrona. La sua scelta, dolorosa ma coerente, lo eleva al di sopra delle contingenti dinamiche di potere della città. In un passaggio finale della conferenza stampa ha sigillato la sua indipendenza: «Io non ho bisogno della politica per esercitare il potere, io il potere lo esercito con il mio lavoro». Una lezione che Trani da non dimenticare e da imparare da parte di chi vive di politica e non per la politica. De Feudis continuerà, quindi, a esercitare il suo "potere vero" – quello che nasce dalla competenza e dalla responsabilità – mettendolo a protezione della sua «oltraggiata, lacerata, eppure meravigliosa, Trani» . Niente poltrone per lui, ma la consapevolezza di aver seminato valori e di aver lasciato un solco di dignità inalienabile nel fango della politica locale.
Pubblichiamo di seguito integralmente il comunicato stampa dell' avv. Sebastiano De Feudis
Questa non è una rinuncia, è una scelta. Libera, meditata e netta. Una scelta di rottura.
Continuo questa battaglia rifiutando ogni convergenza, ogni accordo, ogni sostegno – ufficiale o ufficioso – verso candidati che rappresentano, in forme diverse, la continuità con il deserto morale, politico, culturale e economico che la vecchia amministrazione ha lasciato dietro di sé. Non intendo prestarmi a nessuna operazione di riciclo. Non intendo essere il paravento tecnico di un sistema politico che oggi, a Trani, si mostra per quello che è: logoro, diviso e incapace di costruire una visione seria per il futuro della città. Il centrosinistra ha dimostrato di non avere né unità né qualità politica; si è lacerato in dinamiche interne, personalismi e strategie che nulla hanno a che fare con il bene comune. In queste condizioni non si governa, e non si costruisce nulla di duraturo. Nei confronti pubblici degli ultimi giorni è emerso con chiarezza ciò che i cittadini hanno percepito: che la competenza, la concretezza e la capacità analitica erano nella mia proposta, non nelle altre. È stato evidente. I cittadini hanno colto direttamente il filo rosso delle (piccole) dinamiche di potere che hanno condizionato le scelte politiche degli ultimi mesi, il tentativo vano di ripulire un'immagine di incompetenza ed inadeguatezza fortemente respinta dalla città, utilizzando la mia credibilità tecnica per legittimare un sistema, che è in realtà parte del problema.
Non ho permesso che accadesse: ho detto tanti NO. Importanti, faticosi ma giusti. Sui quali non ho avuto la necessità di riflettere nemmeno per un attimo: non sarò lo strumento di chi cerca una copertura per nascondere responsabilità politiche che la città non ha dimenticato, senza essere realmente disposto a cambiare metodo e sostanza. La mia è nata, e continua ad essere, una battaglia di valori, non di poltrone: mi rifiuto di combattere al fianco di chi ha obiettivi diversi. La mia scelta non è un passo indietro: è un atto di protesta, un gesto di totale coerenza per non legittimare un assetto politico che ritengo dannoso e per evitare che i miei voti, la mia storia professionale e la mia idea di amministrazione vengano strumentalizzati da chi non ha alcun interesse reale a cambiare metodo e priorità. E' adesso giusto che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte politiche, del consapevole sacrificio del bene della Città sull'altare del bene proprio. E proprio per questo motivo che la mia non è una rinuncia ma un rilancio rinuncio del mio impegno per la città. Sto dando vita, assieme alle figure tecniche che hanno sposato la mia linea di pensiero e che si sono rifiutate, proprio come me, di diventare oggetto di scambio politico, a un Osservatorio sugli atti e le politiche dell'Amministrazione; una organizzazione indipendente che analizzerà in modo rigoroso atti, procedimenti, scelte, metodi e risultati della prossima amministrazione. Valuteremo la coerenza normativa, la qualità delle decisioni, l'impatto sui servizi e sui diritti dei cittadini.
Sarà un presidio di controllo tecnico e civico, libero da appartenenze e impermeabile alle convenienze politiche, cui l'Amministrazione dovrà necessariamente rendere conto, senza paraventi.
La mia battaglia per Trani continua così senza compromessi, senza timidezze e senza cedere un millimetro a logiche che considero responsabili del declino amministrativo degli ultimi anni. Continuerò a fare ciò che so fare: analizzare, verificare, proporre soluzioni. Perché io non dimentico, neppure per un minuto, il mio dovere: per proteggere Trani non serve una poltrona. Quella, nelle dinamiche contingenti della nostra Città, è necessaria solo per acquisire il potere. Ed io, il potere vero, quello che nasce dalla competenza e della responsabilità, a dispetto di qualcuno, lo esercito già. E da oggi, continuerò a farlo nel modo più bello possibile: ponendolo a protezione della mia oltraggiata, lacerata, eppure meravigliosa, Trani.

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