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Vita di città

Chiara, soave come una poesia: "Vita da nuvola"

I versi di un' adolescente tranese emozionano per profondità e eleganza stilistica

Trani è bella dentro. Ecco, siamo sempre abituati a decantarne il profilo mozzafiato del porto, il candore della Cattedrale che veleggia sulla riva, la maestosità del castello nato - scrisse qualcuno, dalla spuma del mare in tempesta. Ma proprio questo mare , ecco, è culla per gli uragani e per le perle, celate dentro gusci e pronte a disvelarsi per chi sa che i tesori vanno saputi riconoscere.

La storia di Chiara Leuci è l'emblema di tutto questo per tante cose, Chiara è la bellezza profonda di questa Città insieme ad altri giovani che esprimono valore e di cui ci piace raccontare.

Da quell'uragano silente e opprimente che è stato il lockdown, luogo buio, labirinto di solitudine e isolamento per tanti giovani, è scaturita, a parlare per lei, come un ruscello limpido, la voce sublime della poesia. Improvvisa, inattesa, a Chiara a cui piaceva scrivere, che un giorno sognava, anzi, di diventare scrittrice, ma che non aveva mai saputo quanto potente sarebbero state in lei la lingua e il ritmo dei versi. "Appoggio stasera/ la mia scarsa compagnia/ a questa profonda finestra/ illuminata / di luce altrui.

Suscita quasi stupore - considerata la giovane età - per intensità, preziosità stilistica, sfogliare le pagine del piccolo libro che raccoglie la produzione poetica di quell'anno intero, attraversato da solitudine, dolori laceranti, domande , anzi ancora di più, richieste: "Vorrei zittirvi tutti, farvi alzare gli occhi al cielo, nutrirvi di frutti e salvarvi dal vostro gelo". Il destino di chi crescendo, scopre di essere in "una vita da nuvola", "volubile e cieca, pura come i semi, blasfema come i fiori. Moriamo nel subirti, inconsapevoli eppur colpevoli, / in fondo condannati/ a mutar col vento".

Le parole danno una potenza inaspettata a chi le possiede e Chiara, lettrice da sempre, si muove tra i vocaboli con grazia e e audacia. Grata d'amore alla sua professoressa Colacchio - a cui è dedicato il libro Insieme alla sua mamma e al suo papà e a "Lumière" - perchè a scuola ne riconobbe la capacità di emozionare, la spinse a aprirsi attraverso la scrittura, a non fermarsi perchè la sua anima bella era capace di parlare attraverso la penna- o i tasti di un pc.

"Il tramonto è sceso lento
sulla mia allegria
sei diventato per me alimento
di ciò che resta di un'autonomia
sei entrato scalzo nella mia anima
sono un 'Hiroshima
scritta in questa
lacrima".

Stai scrivendo, adesso? Sorride, sedici anni forse sono acerbi ma hanno già la lucentezza di un frutto maturo: no, in questo momento sono felice, le mie poesie sono nate tutte dalla tristezza...!"

Una felicità nata dal dolore profondo vissuto proprio durante la pandemia, e "che ha ispirato almeno la metà delle sue poesie" come ci ha rivelato: la perdita di una persona cara che è stata quel"Lumiere" della dedica iniziale nella sua vita, una luce che però continua a brillare dentro di lei insegnandole ogni giorno quanto alla vita bisogna saper sorridere. "Lui amava il mare e la vita e per noi che siamo rimasti è diventato un faro che continua a guidarci".

Ma anche, perché no, una felicità nata nel veder pubblicata - elegantemente, dalla casa editrice con sede a Roma PAV edizioni - lo scorrere di questa vena poetica in un libro, un sogno diventato realtà. Un libro di quelli da tener vicino, da aprire ogni tanto per riconoscere nelle parole belle scelte da una fanciulla, un po' di quello che abbiamo noi e non riusciamo a dire.

E allora le auguriamo la gioia, ma insieme alla possibilità di mantenere e far crescere dentro di sè la capacità di farsi attraversare dal mondo e sublimarlo in versi. Dono autentico concesso ai poeti, dalla corona dei quali questa fanciulla dal sorriso dolce e nostalgico, degli affetti del passato e di un futuro che sogna, può esser cinta.

Avanzo timorosa
sul sentiero dell'essere:
arriva il crepuscolo
e confondo cielo e terra,
tutto si unisce
e separa
come la buffa
e complessa umanità,
che non comprende
la pace di un respiro.
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