Pinetina di via Andria
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Politica

Ex pinetina di via Andria, richiesta la "perizia suppletiva e di variante": Di Leo solleva dubbi sulla sua validità

Ed elenca le "circostanze impreviste e imprevedibili" che hanno determinato il fermo dei lavori

«È stata pubblicata nei giorni scorsi la determinazione dirigenziale nr 124 del 22/7/2021 dell'area Lavori Pubblici che pone fine a un mistero. Il mistero da svelare riguarda tutti gli abitanti del quartiere Petronelli: i lavori fermi da mesi della (ormai ex) pinetina di via Andria». Inizia così la nota a firma Giovanni Di Leo, Consigliere Comunale, Componente della 4^ Commissione Consiliare e CapoGruppo Lega.

«Dalla lettura del provvedimento possiamo ricavare la storia dell'appalto, che parte da un progetto "esecutivo", approvato con determinazione n.2247 del 28/12/2018 a firma dell'Arch. Gianferrini e, con riguardo al capitolato speciale di appalto, dopo sette mesi, con determinazione dirigenziale nr. 1696 del 17/7/2019 a firma dell'Ing. Puzziferri, nel frattempo subentrato nel procedimento.

L'appalto venne aggiudicato ad una ditta, che offri' un ribasso intorno al 34%, giusta determinazione dirigenziale n.2556 dell'8/11/2019, a firma del suddetto Ing. Dirigente . Ci vollero ulteriori cinque mesi per affidare l'incarico di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (determinazione dirigenziale n. 433 del 29/4/2020 a firma dell'Ing. Puzziferri) e ancora altri due mesi per approvare il quadro economico del progetto conseguente al ribasso della ditta appaltatrice ( delibera di G.M n.84 del 17/6/2020 su parere tecnico sempre dell'Ing. Puzziferri).

Intanto i lavori erano già iniziati, pur senza la presenza del coordinatore per la sicurezza, nel febbraio 2020, come da trionfale comunicato stampa "paraelettorale" del Sindaco del 24/2/2020, ovviamente pubblicato sul sito comunale, il quale conteneva una accurata descrizione dei lavori a realizzarsi, che avrebbero tenuto conto conto (!?) "sia delle caratteristiche dell'area sia delle numerose criticità riscontrate". Per motivi che i concittadini non conoscono, dopo aver dilaniato lo stato dei luoghi, ben presto i lavori si fermarono, tanto da suscitare le ire dei residenti, e del Comitato di Quartiere via Andria che dette loro voce sui giornali, nonché apponendo uno striscione di protesta sulla recinzione di cantiere. A seguito della protesta avvenuta in prossimità delle imminenti elezioni, i lavori sembrarono riprendere alla fine del mese di giugno 2020, con il fido assessore ai Lavori Pubblici dell'epoca pronto a strappare lo striscione apposto dal Comitato di Quartiere, forse per "lesa maestà del dominus" ??.

Dopo qualche mese di fumo negli occhi, i lavori si fermarono di nuovo, inesorabilmente. Dalla data di aggiudicazione all'appaltatore ad oggi sono passati quasi due anni e dall'inizio dei lavori sono trascorsi diciotto mesi.

Nel frattempo sono stati spesi 10.000,00 euro per l'abbattimento di tutti gli alberi che storicamente occupavano la piazza (solo la metà dei 43 alberi preesistenti meritava questa triste fine), con il beneplacito mediatico delle solite associazioni ambientaliste a corrente alternata, e circa 25.000,00 euro per la fornitura e messa a dimora dei nuovi alberelli, che oggi sono tutti morti, buoni per qualche caminetto durante l'inverno perché privi di cure, lasciando il terreno secco, senza innaffiature almeno settimanali. Tutto prevedibile. Cronaca di una morte-annunciata.

Ed ecco che oggi arriva la illuminante determinazione dirigenziale di cui parlavo all'inizio (nr. 124 del 22/7/2021), la quale implicitamente chiarisce a tutti noi che i lavori sono fermi perché occorrerebbe approvare una cosiddetta "perizia suppletiva e di variante", che tutti sanno che si può giustificare solo se durante il corso dei lavori si siano verificate "circostanze impreviste e imprevedibili".

Incuriosito cerco di capire quali siano state le misteriose "circostanze impreviste e imprevedibili" che hanno determinato il fermo dei lavori e il disinteresse che ha condotto alla moria degli alberi prematuramente piantati. Le circostanze sono le seguenti:

1 - necessità del completo rifacimento della predisposizione interrata dell'impianto di pubblica illuminazione, in quanto le tubazioni esistenti si sono rilevate in diversi punti danneggiate e non in condizione di garantire il necessario grado di sicurezza (si parla solo di predisposizione, quindi occorreranno altri soldi per la realizzazione della pubblica illuminazione)

2 - necessità di previsione della predisposizione interrata dell'impianto di irrigazione delle nuove aiuole al fine di consentire la successiva realizzazione dell'impianto medesimo a garanzia dell'attecchimento e della manutenzione delle nuove piante messe a dimora (ma quali nuove piante? Sono ormai tutte morte! Evidentemente se ne dovranno piantare altre. Si spera)

3 - necessità di adeguare le quantità progettuali di materiale di scavo alle reali consistenze dell'area oggetto di intervento (ma non le avevano prese le misure della piazza, prima di redigere il progetto??)

4 - necessità di completare l'intervento sulla pavimentazione in pietra con posa in opera alla palladiana attraverso la previsione della lavorazione di arrotatura della superficie superiore, al fine di eliminare i possibili dislivelli determinatisi in fase di posa in opera e quindi eliminare il pericolo di caduta. (ma non le avevano prese le quote del terreno, prima di redigere il progetto?? E poi si parla anche di "possibili dislivelli", segno che ancor oggi le quote finali della pavimentazione non sono conosciute, ma lo saranno solo alla fine, a cose fatte: allora arrotiamo il bordo)

5 - fibre di rinforzo più lunghe per la pavimentazione in c.a colorato.

6 - fondazioni in cemento armato e massetto superiore nell'area giochi per bambini (ma nel momento in cui si decide di installare attrezzature ludiche, si sa anche preventivamente che occorrono fondazioni conformi a precise norme tecniche....)

7 - opportunità di prevedere il rifacimento della finitura del muro in c.a. di recinzione che separa la piazza dalle proprietà private dei condomini posti a sud-ovest dell'area di intervento (qui si riporta i lavori termine "opportunità" perché non è una pubblica necessità. Essendo comunque il muro di recinzione di proprietà privata, si spera almeno che i proprietari ringrazieranno il Comune che spende soldi pubblici per loro, con buona pace della Corte dei Conti).

Insomma, questa cosiddetta perizia di variante e suppletiva derivata da "circostanze impreviste e imprevedibili", sembra in realtà una sanatoria di una serie di errori o carenze progettuali, essendo tutti i maggiori lavori abbondantemente prevedibili, ed in ogni caso non giustificano un simile ritardo. Devo evidenziare il controsenso di prevedere oggi, finalmente, un impianto di_ irrigazione (anzi la sola predisposizione per l'impianto di irrigazione) dopo aver allocato ben 25.000,00 curo di alberi, ormai destinati ad un triste funerale.
Un'ultima cosa mi colpisce.

Questa perizia suppletiva e di variante è stata depositata dal direttore dei lavori in data 30/4/2021: in considerazione del disagio di un intero quartiere, come mai si aspettano ben tre mesi per approvarla, trattandosi di un semplice adempimento, una determinazione dirigenziale? E come mai la determinazione dirigenziale è firmata dal responsabile area urbanistica in sostituzione del responsabile area lavori pubblici, il quale ha avuto però tutto il tempo per approvarla? Probabilmente perché non tutti sono d'accordo sulla validità e legittimità di questa perizia suppletiva e di variante? Termino la mia lettura e le mie valutazioni con qualche certezza a riguardo sia dell'appalto, così come si è malamente sviluppato, sia a riguardo del progetto appaltato e della sua variante suppletiva senza basi giuridiche per poter essere approvata, ma anche con qualche dubbio così come ve li ho esternati. Sulle varianti suppletive, e sui lavori supplementari posti in essere per molti appalti, ci sarebbe tanto da dire e chiarire, anche perché nonostante le mie interrogazioni sul tema non ho ricevuto risposte. Ma questo lo si vedrà altrove.

Certamente non è finita qui per l'appalto della ex pinetina di via Andria, perché occorreranno altri soldini pubblici sia per la pubblica illuminazione, sia per l'impianto di irrigazione e infine per una nuova mega fornitura di alberi in sostituzione di quelli rinsecchiti, stranamente forniti quasi d'urgenza, piantati e lasciati al loro destino senz'acqua. Riposino in Pace. Alla prossima».
  • Lavori Pubblici
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