
Politica
Fondi europei, Cascone «Mai più sprechi»
L'esponente Pd: «In Giunta un responsabile alla programmazione europea»
Trani - martedì 30 giugno 2015
10.19
«Venti milioni di euro. Sono questi i fondi stanziati dall'Unione Europea per il territorio tranese tra il 2007 e il 2013 e mai utilizzati. Venti milioni di euro che avrebbero potuto finanziare il rifacimento del lungomare, la creazione di un incubatore di start up o, perché no, la defiscalizzazione per le imprese che decidono di investire a Trani. Venti milioni che sono tornati nelle casse dell'Unione Europea per incuria, incapacità, o semplice inettitudine (quanti dirigenti del comune parlano l'inglese?)». Comincia così l'intervento di Luigi Cascone, 28enne tranese, ex capo-staff di Alessandra Moretti e ora consulente politico e esperto in fondi europei per il Partito Democratico al Parlamento Europeo, riguardante una strada di progresso sempre poco battuta dalla nostra città.
«Le casse del comune di Trani - continua il consulente Pd al Parlamento Europeo - versano in condizioni pessime e le più grandi risorse per l'amministrazione dei prossimi cinque anni non potranno che arrivare proprio da qui, da Bruxelles. Ma non basta semplicemente essere capaci di reperire i finanziamenti, bisogna anche fare in modo che producano ricchezza. Negli anni passati li abbiamo utilizzati per pagare sagre, feste di paese e amici di amici. In Polonia quei soldi sono stati usati per costruire autostrade e reti telematiche, a Malta alberghi e resort turistici, in Irlanda per trasporti aerei (la Ryanair è nata a Dublino) e defiscalizzazione per le imprese (Apple, Facebook e Twitter hanno lì la loro sede europea)».
«Insomma, non basta semplicemente avere dei dirigenti capaci di reperire le risorse comunitarie - conclude Cascone -, ci vuole anche un indirizzo politico e un coordinamento orizzontale tra tutti gli assessorati per saperle far fruttare al massimo. Ci vuole un progetto, un'idea di quello che Trani vuole essere da qui a 15 anni. Per questo motivo lancio un appello al Sindaco Bottaro affinché nella nuova giunta che si appresta a nominare vi sia un assessore alla programmazione e alle relazioni comunitarie che si occupi dei rapporti con l'Unione Europea e che reperisca i fondi necessari per sviluppare un progetto di città coerente e lungimirante. Con l'elezione di Bottaro a Trani si è aperta una stagione di entusiasmo e voglia di fare che ha riportato la nostra città a voler essere nuovamente competitiva e moderna. Perché non agganciarci alla grande locomotiva europea?».
«Le casse del comune di Trani - continua il consulente Pd al Parlamento Europeo - versano in condizioni pessime e le più grandi risorse per l'amministrazione dei prossimi cinque anni non potranno che arrivare proprio da qui, da Bruxelles. Ma non basta semplicemente essere capaci di reperire i finanziamenti, bisogna anche fare in modo che producano ricchezza. Negli anni passati li abbiamo utilizzati per pagare sagre, feste di paese e amici di amici. In Polonia quei soldi sono stati usati per costruire autostrade e reti telematiche, a Malta alberghi e resort turistici, in Irlanda per trasporti aerei (la Ryanair è nata a Dublino) e defiscalizzazione per le imprese (Apple, Facebook e Twitter hanno lì la loro sede europea)».
«Insomma, non basta semplicemente avere dei dirigenti capaci di reperire le risorse comunitarie - conclude Cascone -, ci vuole anche un indirizzo politico e un coordinamento orizzontale tra tutti gli assessorati per saperle far fruttare al massimo. Ci vuole un progetto, un'idea di quello che Trani vuole essere da qui a 15 anni. Per questo motivo lancio un appello al Sindaco Bottaro affinché nella nuova giunta che si appresta a nominare vi sia un assessore alla programmazione e alle relazioni comunitarie che si occupi dei rapporti con l'Unione Europea e che reperisca i fondi necessari per sviluppare un progetto di città coerente e lungimirante. Con l'elezione di Bottaro a Trani si è aperta una stagione di entusiasmo e voglia di fare che ha riportato la nostra città a voler essere nuovamente competitiva e moderna. Perché non agganciarci alla grande locomotiva europea?».
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