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Giornata delle memoria, consegnate le medaglie d'onore alla memoria di sei cittadini della Bat

Valiante: «Siamo responsabili nel mantenere vivo il ricordo di un periodo di storia drammatico che ha riguardato il nostro Paese»

Cerimonia in forma ristretta e riservata, nel rispetto delle vigenti misure di contenimento del contagio, questa mattina in Prefettura a Barletta in occasione del Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Nel corso della giornata, il Prefetto di Barletta Andria Trani Maurizio Valiante ed i Sindaci di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, Canosa di Puglia, Roberto Morra, e Trinitapoli, Emanuele Losapio, hanno consegnato sei medaglie d'onore conferite dal Presidente della Repubblica ai familiari di altrettanti cittadini del territorio deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra.

"Ci sentiamo fortemente coinvolti responsabili nel mantenere vivo il ricordo di un periodo di storia drammatico che ha riguardato il nostro Paese - ha dichiarato nel corso del suo intervento il Prefetto di Barletta Andria Trani Maurizio Valiante -. Oggi non è solo il momento di ripercorrere storicamente queste tristi pagine di storia; il Giorno della Memoria è infatti l'occasione per generare una riflessione pubblica e personale utile ad evitare il reiterarsi di quegli atroci momenti, nonché per infondere soprattutto nelle giovani generazioni valori, quali il rispetto del prossimo ed il superamento di ogni forma di intolleranza e di disugaglianza, necessari per consolidare una coscienza umanitaria secondo i princìpi costituzionali che sono stati edificati dai nostri predecessori subito dopo la seconda Guerra Mondiale e che hanno consentito di riportare il Paese in una condizione di democrazia e benessere".

Di seguito l'elenco delle medaglie d'onore conferite, con alcuni cenni biografici degli insigniti:

CAPUANO Francesco, barlettano. Il marinaio Capuano Francesco nacque a Barletta il 21 ottobre del 1919 da Vincenzo e Arcangela Falconetti. Fu destinato al comando zona M.M dell'Egeo-reparto comunicazioni Rodi. Fu imbarcato dai tedeschi come prigioniero di guerra a Rodi l'11 febbraio 1944. Scomparve in mare il 12 febbraio 1944, in seguito all'affondamento del piroscafo Oria che lo trasportava in Grecia per essere internato. A seguito di questo affondamento, perirono oltre 4200 militari Italiani. La medaglia d'onore è stat consegnata al nipote Capacchione Vincenzo.

CORVASCE Michele, barlettano. Il 25 ottobre 1940 con il 2° Rg Bersaglieri parte via terra per la Grecia e la raggiunge il 28 Ottobre. Della dolorosa vicenda della Campagna di Grecia, il bersagliere Corvasce è umile protagonista, addetto alla ricetrasmittente. Al 2° Rgt Bersaglieri viene assegnato di far parte dei reparti di occupazione e di presidio della Grecia e per Michele Corvasce il ritorno in patria svanisce. Dopo l'armistizio dell'8 Settembre 1943 viene catturato dai Tedeschi e condotto dopo un lungo viaggio su nauseabondi carri bestiame in Germania. Sarà internato nello Stalag a Furstenberg sull'Oder vicino al confine polacco. In questo tempo di prigionia, nonostante le privazioni e i maltrattamenti, mai accettò di continuare a combattere nelle file dell'esercito tedesco (SS) o di aderire al nuovo (RSI). Sino alla fine della guerra non riuscì mai a dare notizie ai suoi cari, i quali non conoscevano minimamente se fosse vivo o morto. Finita la guerra, liberato dalle Forze alleate il 26 Aprile 1945, giunse a Barletta il 6 Agosto 1945 dove ritrova la moglie e i suoi cari. La medaglia d'onore è stata consegnata alla nipote Antonella Clara Corvasce.

MASTROPASQUA Giovanni, barlettano. Nato a Barletta il 1° agosto 1918, fu chiamato alle armi il 4 aprile 1939, mentre svolgeva la sua attività di contadino, e venne assegnato al 3° Reggimento Bersaglieri. Il 30 giugno 1940 inviato al fronte francese, territorio dichiarato in stato di guerra. Rientrato dal fronte dopo breve licenza, parte per il fronte russo con il Corpo di spedizione italiano. Il 27 dicembre del 1941 viene ricoverato per una ferita da scheggia di bomba al sopracciglio. Il 9 settembre 1943 viene fatto prigioniero dai tedeschi ed inviato in un campo di lavoro sino al all'8 maggio del 45. In seguito fu trattenuto dalle forze alleate e venne liberato definitivamente il 28 maggio dello stesso anno. La medaglia d'onore è stata consegnata al figlio Antonio Mastropasqua.

PAOLILLO Francesco, barlettano. Nato a Barletta il 14 settembre 1910, il 1° aprile 1931 è inviato nel 9° reggimento Sussistenza. Inviato in congedo viene richiamato nel 1939 nella 21^ Compagnia Sussistenza a Bengasi. Nel giugno del 1940 viene inviato a Durazzo. Trovatosi in territorio dichiarato in stato di guerra in Albania, viene fatto prigioniero dai tedeschi per il fatto d'arme del settembre del 1943 ed inviato in campo di lavoro in Germania. Nel 1945 fu liberato dagli Alleati e potè finalmente rientrare a casa. La medaglia d'onore è stata consegnata al figlio Angelo Paolillo.

SILECCHIA Giovanni, trinitapolese. Nato a Trinitapoli il 17 marzo del 1921, fu chiamato alle armi l'11 gennaio 1941. Successivamente promosso al grado di caporale, radiotelegrafista ed autista di autoblindo, ha partecipato durante la seconda guerra mondiale alle operazioni di guerra nei Balcani, in territorio Greco Albanese, con il 4* Gruppo Corazzato Nizza di Cavalleria. In Albania veniva catturato e fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania. Durante la prigionia dal 14 settembre 1943 all'8 maggio 1944, nel corso di un bombardamento aereo sul luogo di lavoro, benché ferito alla testa, riuscì a salvarsi da morte certa, uscendo dal rifugio tramite il varco causato da una bomba, strisciando sui morti e feriti. La medaglia d'onore è stata consegnata al figlio Savino Silecchia.

VURRO Cesare, canosino. Deportato in Germania dal 1° settembre del 1943 all'8 maggio 1945. Nato a Canosa di Puglia l'11.11.1923, era appartenente al 9° Reggimento Fanteria di Barletta. Il 19 marzo 1943 il Reggimento di appartenenza veniva inviato a Pireo (Grecia) ed il 3 giugno dello stesso anno veniva trasferito a Rodi, dove i militari furono catturati e fatti prigionieri dai Tedeschi, condotti in Germania ed assegnati al campo lager di Bezeichnung. Fu liberato il 15 ottobre del 1945. Rientrato in Italia si presentava al distretto militare di Barletta fino al 15 luglio del 1946, ove veniva congedato. La medaglia d'onore è stata consegnata al figlio Michele Vurro.
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