Orlando e Bottaro
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Politica

Il ministro Orlando a Trani: «Faremo un protocollo per "blindare" il Tribunale»

Il candidato alla segreteria nazionale del Pd incontra il sindaco Bottaro

Un protocollo tra Ministero di Giustizia e Comune di Trani per "blindare" il Tribunale. Lo ha annunciato il sindaco Amedeo Bottaro, in occasione dell'incontro tenutosi nel primo pomeriggio con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a Trani per presentare la sua mozione per le primarie del Pd. All'incontro erano presenti i simpatizzanti e sostenitori della mozione, ma anche molti esponenti della maggioranza di Bottaro (compresi alcuni assessori non inquadrati nel Pd), che è capolista per la mozione Orlando nella Bat. L'incontro si è tenuto sulla terrazza del Marè Resort, prima di quello previsto a Barletta, nella sala consiliare del Teatro Curci, insieme alla senatrice Monica Cirinnà, promotrice della legge sulle unioni civili e sostenitrice della mozione congressuale del ministro "Unire l'Italia, unire il Pd".

E' stata l'occasione per parlare anche di giustizia. «Stiamo lavorando già da tempo su un protocollo di intesa tra il Comune e il Ministero per "blindare" il tribunale a Trani», ha detto il primo cittadino tranese. «E' un provvedimento con il quale il Comune sta mettendo a disposizione del Ministero, gratuitamente, una serie di immobili. Condividiamo un percorso che stiamo parlando avanti da quasi un anno e mezzo. Spero che a breve si possa siglare il protocollo. Mancano solo le questioni più tecniche per il Ministero stesso».

E il Guardasigilli ha confermato che «il lavoro è a uno stadio molto avanzato ed il confronto con i punti principali si è risolto positivamente». «Credo che, orientativamente, all'inizio del mese di giugno potremo andare alla firma del protocollo - ha precisato Orlando - che darà alcune risposte in termini di funzionalità del sistema, ma anche una rassicurazione in ordine della prospettiva del tribunale di Trani e della sua permanenza».

Naturalmente, il ministro ha parlato soprattutto di politica e del futuro del Partito Democratico e spiegato perché, anche nella regione del governatore Emiliano candidato anche lui alla segreteria nazionale, bisognerebbe votare per lui.

«I pugliesi che credono in una piattaforma che guarda a una ricostruzione del centrosinistra, a un profondo cambiamento del Pd senza inseguire l'impostazione grillina, possono riconoscersi nella mia proposta», ha affermato. «Bisogna cambiare radicalmente il Pd, che non può essere fatto da persone sole al comando, ma deve tornare a essere - ha proseguito - una forza inclusiva e pluralista, in grado di recuperare il rapporto con pezzi della società che nel corso degli anni si sono allontanati da noi».

In merito alla necessità di riformare il partito, Orlando ha detto che non solo il Pd non può essere più soltanto Renzi, «ma non può essere più neppure Emiliano e neppure Orlando». «Il Pd deve essere fatto - ha precisato - da un segretario che dirige, ma anche da un gruppo dirigente. Un gruppo dirigente che sia in grado di dare un contributo e venga dalle esperienze più diverse, dalle professioni, dalle imprese, ma anche dai settori più umili della società italiana».

Altro tema affrontato dal ministro Andrea Orlando, durante il suo incontro a Trani, è stato quello del lavoro. A tal proposito ha detto che «dobbiamo smetterla di dire che va tutto bene, perché a fronte di alcuni miglioramenti che ci sono stati, c'è ancora un'Italia che soffre molto e se non la raccontiamo e non la riconosciamo, rischiamo veramente di averla contro. Perché – ha sottolineato - chi si vede ignorato poi si fa sentire. Il rischio è che l'unico modo di farsi sentire è il voto a forze demagogiche e populiste, forze che in qualche modo mirano a destrutturare il funzionamento democratico».

Sulla legge elettorale migliore con cui andare al voto, non ci sarebbero dubbi secondo il Guardasigilli: «Collegi, premio di maggioranza con cancellazione dei capolista bloccati e una legge che sia uguale per Camera e Senato».

Rispondendo alle domande dei cronisti, ha detto la sua anche sul rapporto tra magistrati e social, dopo i recenti casi che hanno riguardato anche il palazzo di giustizia tranese. «Se sono di profilo disciplinare si interviene, se non lo hanno si tratta di rimettersi all'opportunità di chi fa queste esternazioni», ha detto. «Credo che, in generale, chi esercita una funzione così delicata dovrebbe saper misurare le parole. Però non lo si può nemmeno privare del diritto di esprimere delle proprie opinioni quando sono naturalmente compatibili con la deontologia del magistrato».
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