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Politica
Marco Galiano, da solo sul palco a Trani, lancia la sfida: «Basta politica di plastica, torniamo tra la gente»
Il candidato del centrosinistra lancia il suo modello di partecipazione, ma la scelta di un palco "solitario" apre i primi interrogativi politici sulla tenuta della coalizione
Trani - lunedì 20 aprile 2026
19.27
Una piazza gremita, il ritorno alla parola "in strada" e una scelta scenica che ha fatto discutere quanto i contenuti. Lo scorso 19 aprile, Marco Galiano, candidato sindaco del centrosinistra per le amministrative del 24 e 25 maggio 2026, ha ufficialmente dato fuoco alle polveri della sua campagna elettorale con un comizio in Piazza Libertà. Un evento che ha segnato il culmine di una settimana intensa, iniziata con i "laboratori di co-progettazione" nel comitato di via Pagano, e che ha restituito l'immagine di un leader che cerca la sintesi tra l'eredità del passato e una netta discontinuità di metodo.
Tuttavia, a molti osservatori non è sfuggito un dettaglio tutt'altro che trascurabile: Galiano si è presentato sul palco da solo. Mentre il candidato parlava alla città, le figure di spicco dell'amministrazione uscente e della coalizione – dal Sindaco Amedeo Bottaro al Vicesindaco Fabrizio Ferrante, passando per diversi assessori della Giunta e l'assessora regionale all'Ambiente Debora Ciliento – hanno seguito l'intero intervento dal basso, fisicamente separati dal "cuore" del comizio. Una scelta d'immagine forte, molti l'hanno letto come una sorta di daspo politico, che ha sollevato interrogativi sulla reale armonia interna al fronte progressista, ma questo tema lo riprendiamo a fine articolo. Intanto urge parlare del comizio, il prmo tenuto da un candidato sindaco in queste amministrative 2026.
«Guardarsi negli occhi»: la politica oltre i social - Per Galiano, l'incontro in piazza è stato un atto di rottura contro la comunicazione mordi-e-fuggi. «Il comizio riporta l'orologio un attimo indietro rispetto a una politica di plastica, fatta di dichiarazioni da quindici secondi di reel», ha scandito dal palco. «Noi invece vorremmo fare una politica tra le persone, di persone che si vedono, si toccano, si salutano e che vivono l'esperienza della politica come qualcosa di autentico». Il candidato ha rivendicato con forza il lavoro svolto nei tavoli tematici del 16, 17 e 18 aprile, descrivendo un'affluenza eterogenea: «Abbiamo ascoltato tantissime donne e uomini. Sono venuti a raccontare il loro bisogno di cittadinanza, portando proposte su turismo, commercio e centro storico. Su moltissime di queste noi abbiamo già le idee chiare». Una visione "gentile" del potere che Galiano sintetizza così: «Voglio una politica che lavori sui diritti e smetta di lavorare sui favori. Io non ho nessun favore da farmi restituire».
L'analisi sull'era Bottaro, la Scuola e le Partecipate - Galiano non ha evitato il bilancio sugli ultimi undici anni di governo: «Credo che questa amministrazione sarà ricordata in termini molto migliori rispetto alla narrazione attuale. Chi l'ha condotta è riuscito, nonostante tutto, a portare avanti politiche efficaci», ha dichiarato, pur ammettendo che alcune «zavorre» hanno impedito di completare il percorso. Il punto di rottura più netto riguarda però l'istruzione: «La scuola è il luogo da cui dobbiamo ripartire. È il settore in cui si è lavorato di meno e peggio». Su questo tema, ha garantito che cercherà un assessore autonomo: «Chi farà l'assessore all'istruzione avrà a che fare con qualcuno che ha le idee chiare sui processi. Non voglio un assessore eterodiretto, ma qualcuno capace di farmi ragionare». Questo rigore si estende anche alle aziende municipalizzate. Per Galiano, Amet, Amiu e STP devono rispondere a logiche di efficienza e non di appartenenza: «Se migliora la politica, migliora la macchina amministrativa. Dobbiamo avere il coraggio di dire che i servizi devono essere all'avanguardia. Penso ad Amiu per la differenziata, ma soprattutto ad Amet: la gestione deve essere realmente al servizio della città. Se la partecipazione diventa la regola, anche chi lavora in queste aziende si sentirà parte di un progetto».
La demografia del futuro e la Blue Economy - Un passaggio cruciale è stato dedicato all'invecchiamento della popolazione: «Una persona su quattro a Trani ha più di 65 anni. Se non strutturiamo i servizi strada per strada ora, tra quindici anni ci piangeremo addosso». Un tema legato a doppio filo all'abbattimento delle barriere: «Provate a percorrere il nostro basolato su una carrozzina e capirete cosa intendo per cambiamento di mentalità».
Sul fronte dello sviluppo, Galiano punta alla destagionalizzazione turistica e alla valorizzazione del mare: «Gli eventi devono coprire tutto l'anno. Dobbiamo riallestire info-point funzionanti dove i nostri giovani possano lavorare con dignità. È arrivato il momento che questa città si doti finalmente di un mercato ittico; la nostra banchina aspetta di essere valorizzata come risorsa strategica».
La stabilità del "Campo Largo" e il fair play - Sulla tenuta della coalizione (PD, M5S e civiche), Galiano ha individuato il collante nell'«amore per la città e la capacità di fare sintesi», lanciando però un monito: «Chi si presenta nelle nostre liste deve aver chiaro qual è la direzione. Sono il punto di sintesi; se questa cosa viene meno, viene meno tutta l'impalcatura». Verso gli sfidanti, la linea è del rispetto: «Non parlerò mai dei miei avversari. Chiunque ambisca a governare una città complessa come Trani merita stima».
Analisi Politica: un "Meteo" incerto in casa Centrosinistra - Se dal punto di vista della partecipazione Piazza Libertà è stata un successo, dal punto di vista dei simboli il messaggio è stato più ambiguo. La decisione di Galiano di non condividere il palco con i "pesi massimi" della Giunta Bottaro e con i referenti regionali può essere letta in due modi: un tentativo di marcare una necessaria autonomia per conquistare l'elettorato deluso, o il segnale di una convivenza forzata tra il candidato e l'apparato dei partiti. L'immagine della Ciliento, di Ferrante e dello stesso Bottaro "declassati" di fatto a spettatori suggerisce che, sebbene il sostegno sia convinto, il coordinamento delle leadership sia ancora in fase di assestamento. Al momento, il meteo politico in area centrosinistra di stampo Galiano si presenta come "parzialmente nuvoloso": la spinta del candidato è forte e autentica, ma le nubi di una possibile insofferenza dei "vecchi" protagonisti della politica tranese restano all'orizzonte. Sarà la capacità di Galiano di trasformare quella sintesi da lui decantata in una reale collaborazione operativa a determinare se, dopo il 25 maggio, su Trani tornerà a splendere il sole o se la coalizione dovrà affrontare una perturbazione interna prima ancora di aver iniziato a governare.
Tuttavia, a molti osservatori non è sfuggito un dettaglio tutt'altro che trascurabile: Galiano si è presentato sul palco da solo. Mentre il candidato parlava alla città, le figure di spicco dell'amministrazione uscente e della coalizione – dal Sindaco Amedeo Bottaro al Vicesindaco Fabrizio Ferrante, passando per diversi assessori della Giunta e l'assessora regionale all'Ambiente Debora Ciliento – hanno seguito l'intero intervento dal basso, fisicamente separati dal "cuore" del comizio. Una scelta d'immagine forte, molti l'hanno letto come una sorta di daspo politico, che ha sollevato interrogativi sulla reale armonia interna al fronte progressista, ma questo tema lo riprendiamo a fine articolo. Intanto urge parlare del comizio, il prmo tenuto da un candidato sindaco in queste amministrative 2026.
«Guardarsi negli occhi»: la politica oltre i social - Per Galiano, l'incontro in piazza è stato un atto di rottura contro la comunicazione mordi-e-fuggi. «Il comizio riporta l'orologio un attimo indietro rispetto a una politica di plastica, fatta di dichiarazioni da quindici secondi di reel», ha scandito dal palco. «Noi invece vorremmo fare una politica tra le persone, di persone che si vedono, si toccano, si salutano e che vivono l'esperienza della politica come qualcosa di autentico». Il candidato ha rivendicato con forza il lavoro svolto nei tavoli tematici del 16, 17 e 18 aprile, descrivendo un'affluenza eterogenea: «Abbiamo ascoltato tantissime donne e uomini. Sono venuti a raccontare il loro bisogno di cittadinanza, portando proposte su turismo, commercio e centro storico. Su moltissime di queste noi abbiamo già le idee chiare». Una visione "gentile" del potere che Galiano sintetizza così: «Voglio una politica che lavori sui diritti e smetta di lavorare sui favori. Io non ho nessun favore da farmi restituire».
L'analisi sull'era Bottaro, la Scuola e le Partecipate - Galiano non ha evitato il bilancio sugli ultimi undici anni di governo: «Credo che questa amministrazione sarà ricordata in termini molto migliori rispetto alla narrazione attuale. Chi l'ha condotta è riuscito, nonostante tutto, a portare avanti politiche efficaci», ha dichiarato, pur ammettendo che alcune «zavorre» hanno impedito di completare il percorso. Il punto di rottura più netto riguarda però l'istruzione: «La scuola è il luogo da cui dobbiamo ripartire. È il settore in cui si è lavorato di meno e peggio». Su questo tema, ha garantito che cercherà un assessore autonomo: «Chi farà l'assessore all'istruzione avrà a che fare con qualcuno che ha le idee chiare sui processi. Non voglio un assessore eterodiretto, ma qualcuno capace di farmi ragionare». Questo rigore si estende anche alle aziende municipalizzate. Per Galiano, Amet, Amiu e STP devono rispondere a logiche di efficienza e non di appartenenza: «Se migliora la politica, migliora la macchina amministrativa. Dobbiamo avere il coraggio di dire che i servizi devono essere all'avanguardia. Penso ad Amiu per la differenziata, ma soprattutto ad Amet: la gestione deve essere realmente al servizio della città. Se la partecipazione diventa la regola, anche chi lavora in queste aziende si sentirà parte di un progetto».
La demografia del futuro e la Blue Economy - Un passaggio cruciale è stato dedicato all'invecchiamento della popolazione: «Una persona su quattro a Trani ha più di 65 anni. Se non strutturiamo i servizi strada per strada ora, tra quindici anni ci piangeremo addosso». Un tema legato a doppio filo all'abbattimento delle barriere: «Provate a percorrere il nostro basolato su una carrozzina e capirete cosa intendo per cambiamento di mentalità».
Sul fronte dello sviluppo, Galiano punta alla destagionalizzazione turistica e alla valorizzazione del mare: «Gli eventi devono coprire tutto l'anno. Dobbiamo riallestire info-point funzionanti dove i nostri giovani possano lavorare con dignità. È arrivato il momento che questa città si doti finalmente di un mercato ittico; la nostra banchina aspetta di essere valorizzata come risorsa strategica».
La stabilità del "Campo Largo" e il fair play - Sulla tenuta della coalizione (PD, M5S e civiche), Galiano ha individuato il collante nell'«amore per la città e la capacità di fare sintesi», lanciando però un monito: «Chi si presenta nelle nostre liste deve aver chiaro qual è la direzione. Sono il punto di sintesi; se questa cosa viene meno, viene meno tutta l'impalcatura». Verso gli sfidanti, la linea è del rispetto: «Non parlerò mai dei miei avversari. Chiunque ambisca a governare una città complessa come Trani merita stima».
Analisi Politica: un "Meteo" incerto in casa Centrosinistra - Se dal punto di vista della partecipazione Piazza Libertà è stata un successo, dal punto di vista dei simboli il messaggio è stato più ambiguo. La decisione di Galiano di non condividere il palco con i "pesi massimi" della Giunta Bottaro e con i referenti regionali può essere letta in due modi: un tentativo di marcare una necessaria autonomia per conquistare l'elettorato deluso, o il segnale di una convivenza forzata tra il candidato e l'apparato dei partiti. L'immagine della Ciliento, di Ferrante e dello stesso Bottaro "declassati" di fatto a spettatori suggerisce che, sebbene il sostegno sia convinto, il coordinamento delle leadership sia ancora in fase di assestamento. Al momento, il meteo politico in area centrosinistra di stampo Galiano si presenta come "parzialmente nuvoloso": la spinta del candidato è forte e autentica, ma le nubi di una possibile insofferenza dei "vecchi" protagonisti della politica tranese restano all'orizzonte. Sarà la capacità di Galiano di trasformare quella sintesi da lui decantata in una reale collaborazione operativa a determinare se, dopo il 25 maggio, su Trani tornerà a splendere il sole o se la coalizione dovrà affrontare una perturbazione interna prima ancora di aver iniziato a governare.

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