acquedotto pugliese
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Territorio

Rete irrigua e acque reflue, Uil e Uiltec contro Regione ed Acquedotto

I segretari generali Pugliese e Lupelli: «Le risorse ci sono, basta evitare sprechi»

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«C'è un antico adagio popolare pugliese, particolarmente in voga nel mondo contadino di una volta, che recita: raccogli l'acqua quando piove. Poche parole di buon senso che nel 2017, nell'epoca delle tecnologie avanzatissime, tornano improvvisamente alla ribalta, mentre l'Acquedotto pugliese è costretto a ridurre la pressione dell'acqua nella nostra regione». Lo dichiarano Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia e Filippo Lupelli, segretario generale della Uiltec regionale, ricordando come «le falde acquifere sono ormai sempre più asciutte o, addirittura in taluni casi stanno subendo un processo di salinizzazione. Inoltre, grandi e strategici invasi pugliesi come il lago di Locone o il lago di Occhito, senza dimenticare le dighe lucane del Petrosillo e di Montecutugno, registrano al momento enormi perdite e inefficienze».

«La Regione Puglia e Aqp - attaccano ancora Pugliese e Lupelli - dovrebbero intervenire con una programmazione seria e non solo nella mera gestione delle emergenze, come ormai è consuetudine annuale. In fondo, le risorse per agire in maniera capillare sui problemi citati ci sono eccome, basterebbe solo risparmiare su qualche consulenza d'oro di troppo e investire in interventi mirati e definitivi, in grado di efficientare la distribuzione dell'acqua, a vantaggio non solo dei cittadini, ma anche delle aziende, sia nel settore agroalimentare, che industriale. E, a proposito di gestione dubbia, apprendiamo dalle dichiarazioni di un esponente del Consiglio regionale di assunzioni esterne di fontanieri idraulici nonostante l'esistenza di una graduatoria. Perché la Regione Puglia continua a tollerare una conduzione aziendale incoerente e poco trasparente da parte della dirigenza di Aqp?».

Pugliese e Lupelli auspicano, infine, la chiusura del cerchio per la gestione delle acque reflue. «Una ferita aperta da anni, contrastata solo con annunci e mai con risposte concrete. In Puglia gli impianti di affinamento ci sono, ma i lavori sulla rete irrigua tardano ad arrivare. Il recupero delle acque reflue rappresenterebbe la chiave di volta per migliorare i flussi di distribuzione e la disponibilità di acqua potabile nella nostra regione. Si pensi che il gigante Iilva, ma gli esempi simili sono decine, per il raffreddamento degli impianti utilizza ancora acqua potabile, che di conseguenza viene sottratta ai privati cittadini. Tutto ciò è assurdo, ancor più assurdo se si considera che la Puglia può contare sul più grande acquedotto d'Europa, generatore di utili enormi, che sarebbe ora di investire, finalmente, a favore dei pugliesi e non in inutili sprechi».
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