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Scuola e Lavoro

Scuole superiori riaperte al 50% e Dad, la Uil scende in piazza

"La scelta se mandare o meno i propri figli a scuola non può essere delegata ai genitori"

"Annunciare date per la ripresa significa solo lanciare proclami al vento. La scuola in presenza potrà ripartire quando avremo la necessaria sicurezza e, quindi, solo quando i contagi cominceranno a diminuire e saranno recuperati i ritardi per l'attuazione di alcune importanti misure che andavano previste da tempo a tutela della salute del personale scolastico e degli alunni. Inoltre, restiamo fermi sul nostro no alla scuola on demand, che dall'1 febbraio verrà estesa anche alle superiori. Lo diciamo da tempo: la scuola è funzione dello Stato costituzionalmente garantita e non servizio a domanda individualizzata".

Sono le considerazioni di Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia. "La scelta se mandare o meno i propri figli a scuola – spiega il segretario della Uil Scuola regionale - non può essere delegata ai genitori e il presidente Emiliano non può continuare ad adottare mezze misure come quella del sistema misto di frequenza con la didattica digitale integrata, pur avendo ricevuto l'assist da un contratto nazionale che la Uil Scuola, a differenza di altri sindacati, non ha firmato. Un metodo che incide pesantemente sull'autonomia organizzativa e didattica di ciascuna scuola e che sta mostrando tutti i propri limiti mettendo a dura prova il personale docente e generando confusione soprattutto per l'organizzazione scolastica, per i lavoratori e per le famiglie. Lunedì 25 gennaio scenderemo di nuovo in piazza, davanti alla sede della presidenza della Regione Puglia, contro la Did a domanda individualizzata: non si può proseguire con questa politica dello scaricabarile il cui conto è pagato solo dai lavoratori del sistema scuola e dalle famiglie pugliesi".

"La Regione ha annunciato interventi importanti quali i presìdi sanitari e l'introduzione della figura professionale dell'OSS, interventi questi che la UIL Scuola chiede da tempo al fine di presidiare le comunità scolastiche sotto il profilo sanitario e supportare gli alunni diversamente abili, unitamente a quelli della scuola dell'infanzia, nell'utilizzo dei servizi e nella cura dell'igiene personale. Sono tasselli di una scuola che dovrà riguardare non soltanto l'emergenza ma soprattutto il futuro".

"Infine è necessario – prosegue Verga - che la Regione Puglia chieda risorse del recovery fund per far diventare strutturali tali interventi, e pretenda dal Governo di assicurare organici stabili, interventi di edilizia scolastica, trasporti efficienti e scongiurare le così dette classi pollaio".
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