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Politica
Trani fuori dal Patto Nord Barese. C'è chi dice "no"
Il consigliere Lima: «Che succede, non ci sono parenti da salvaguardare?»
Trani - venerdì 30 dicembre 2016
9.32
A nome di Fratelli d'Italia, il consigliere comunale Raimondo Lima ha palesato la sua contrarietà all'uscita del Comune Trani dal Patto Nord barese ofantino, in quanto «valutazione superficiale e frettolosa». È quanto avvenuto ieri in Consiglio comunale.
«La scelta - chiede in particolare Lima - è stata condivisa nella conferenza sindaci e assemblea del Patto (dove tra l'altro risulta che l'assessore Lignola ha votato per prosieguo attività)? Si è pensato che questa decisione avrà ripercussioni sulla stabilità dell'Ente e sui 22 dipendenti, di cui 5 tranesi? Che succede, non ci sono parenti da salvaguardare come altrove? Siete a conoscenza che il Patto ha degli impegni finanziari importanti con Ministero Economia e Finanze e che in caso di chiusura dovranno essere onorati come le quote di iscrizione per i prossimi due anni?».
E ancora. «Questa decisione, non condivisa con gli altri soci, cosa determinerà in termini di rapporti (anche politici) in ambito provinciale? Cosa intende fare l'amministrazione Bottaro su i Piani sociali di zona visto che ad oggi sono affidati al Patto? Perché oggi Bottaro propone di uscire dal Patto e fino a qualche giorno fa si vantava in tv di aver partecipato al progetto Mibact? È vero che il Patto ha un costo ma negli anni, i benefici per la città, sono stati tanti».
«La scelta - chiede in particolare Lima - è stata condivisa nella conferenza sindaci e assemblea del Patto (dove tra l'altro risulta che l'assessore Lignola ha votato per prosieguo attività)? Si è pensato che questa decisione avrà ripercussioni sulla stabilità dell'Ente e sui 22 dipendenti, di cui 5 tranesi? Che succede, non ci sono parenti da salvaguardare come altrove? Siete a conoscenza che il Patto ha degli impegni finanziari importanti con Ministero Economia e Finanze e che in caso di chiusura dovranno essere onorati come le quote di iscrizione per i prossimi due anni?».
E ancora. «Questa decisione, non condivisa con gli altri soci, cosa determinerà in termini di rapporti (anche politici) in ambito provinciale? Cosa intende fare l'amministrazione Bottaro su i Piani sociali di zona visto che ad oggi sono affidati al Patto? Perché oggi Bottaro propone di uscire dal Patto e fino a qualche giorno fa si vantava in tv di aver partecipato al progetto Mibact? È vero che il Patto ha un costo ma negli anni, i benefici per la città, sono stati tanti».
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