
Vita di città
Troppi "apolidi" in città, il Sindaco scrive al Prefetto
Il Sindaco: «Continue e insistenti attività di accattonaggio, bisogna intervenire»
Trani - lunedì 24 marzo 2014
14.50
Si torna a parlare con insistenza in città del fenomeno legato allo stazionamento di apolidi, in particolare in piazza della Repubblica e nei pressi della stazione ferroviaria. Il sindaco di Trani, Luigi Riserbato, rende noto che mercoledì 19 marzo, per l'ennesima volta, ha scritto una nota al prefetto della Bat, Clara Minerva, ed al questore della provincia di Bari, Domenico Pinzello, invocando misure straordinarie, eventualmente con l'impiego di reparti specializzati, per contenere il fenomeno di accattonaggio, attività nella quale molto spesso vengono utilizzati minori.
«Siamo ben consapevoli – dice il Sindaco – della fragile condizione di molti soggetti apolidi, in particolare donne e bambini verso i quali nutriamo sentimenti di sincera vicinanza ma, al contempo, non possiamo non sottolineare l'allarme sociale che deriva dalle continue ed insistenti attività di accattonaggio in cui spesso sono coinvolti i minori stessi, prassi deprecabile oltre che vietata dall'articolo 600 octies del codice penale. Le ben note carenze d'organico della polizia locale impediscono di porre in essere azioni tese a fronteggiare in maniera risolutiva un'emergenza avvertita con disagio anche dalla comunità locale. Per questo motivo, il sottoscritto ha reiterato un appello a Questura e Prefettura nella convinzione che sia possibile, sinergicamente, trovare le necessarie soluzioni che possano, da un lato, garantire la quiete pubblica e, dall'altro, consentire ai più indifesi un migliore e dignitoso compimento della loro scelta di vita».
«Siamo ben consapevoli – dice il Sindaco – della fragile condizione di molti soggetti apolidi, in particolare donne e bambini verso i quali nutriamo sentimenti di sincera vicinanza ma, al contempo, non possiamo non sottolineare l'allarme sociale che deriva dalle continue ed insistenti attività di accattonaggio in cui spesso sono coinvolti i minori stessi, prassi deprecabile oltre che vietata dall'articolo 600 octies del codice penale. Le ben note carenze d'organico della polizia locale impediscono di porre in essere azioni tese a fronteggiare in maniera risolutiva un'emergenza avvertita con disagio anche dalla comunità locale. Per questo motivo, il sottoscritto ha reiterato un appello a Questura e Prefettura nella convinzione che sia possibile, sinergicamente, trovare le necessarie soluzioni che possano, da un lato, garantire la quiete pubblica e, dall'altro, consentire ai più indifesi un migliore e dignitoso compimento della loro scelta di vita».
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