
Politica
Un medico 24 ore su 24 nell'equipe del 118
La proposta accolta favorevolmente da Margherita Magnifico (Pd)
Trani - mercoledì 16 luglio 2014
7.23
Margherita Magnifico, responsabile del coordinamento alle politiche sociali del PD di Trani, si è espressa a favore della presenza, 24 ore su 24, di un medico all'interno di un equipe del 118 in modo da rendere l'intervento sul posto ancora più tempestivo e funzionale.
«E' stupefacente e deludente - afferma la Magnifico - come una semplice segnalazione riguardante l'operato lodevole del servizio 118 e richiesta di potenziamento con la presenza del medico 24ore su 24, possa far scaturire una levata di scudi da parte di alcuni loro operatori sottolineando un'autodifesa d'ufficio e una risposta sconsiderata al problema. Problema che qualsiasi cittadino può legittimamente segnalare quando vive un'esperienza traumatica per improvviso malore di un caro. Situazioni imprevedibili che possono avere reazioni di varia natura. Si afferma che un operatore del 118 specializzato, quando riceve la chiamata e sulla base delle informazioni avute da un familiare o chiunque chiaramente nel panico, dovrebbe riuscire, bontà sua, a stabilire se l'intervento e quindi l'invio dell'ambulanza, possa o meno comprendere la presenza di un medico. E' palese che il paziente non decide quale tipo di ambulanza faccia al caso suo, ma neanche l'infermiere, anche se specializzato, può avere la presunzione di sostituirsi al medico, visto che molte procedure ne richiedono presenza e autorizzazione. Ribadisco che sarebbe un diritto di tutti pretendere un'equipe 118 completa di medico per un servizio funzionale a 360°. Rispetto ai commenti, stranamente solo due sono stati negativi e sferrati addirittura sul piano personale. Evidentemente oggi vale sempre il vecchio detto: "Cicero pro domo sua". Il mio comunicato stampa è stato strumentalizzato da qualcuno che, su un noto social-network, lo ha accostato alla Giustizia e francamente è incomprensibile.
Inoltre - ha continuato la responsabile alla politiche giovanili del PD - questo qualcuno ha sostenuto che il "cliente" ha sempre ragione e di conseguenza inutile dare spiegazioni tecniche. Ma, considerare "cliente" un "paziente", ci fa pensare con quale spirito certi operatori sanitari intendano la professione. Certo ognuno scrive e fa riferimenti rispetto ad esperienze personali. La sottoscritta ha avuto solo l'ardire di porre un problema che ha scatenato un'autodifesa fuori luogo. Resta il fatto che non abbiamo avuto risposte da chi veramente ha la competenza per farlo».
«E' stupefacente e deludente - afferma la Magnifico - come una semplice segnalazione riguardante l'operato lodevole del servizio 118 e richiesta di potenziamento con la presenza del medico 24ore su 24, possa far scaturire una levata di scudi da parte di alcuni loro operatori sottolineando un'autodifesa d'ufficio e una risposta sconsiderata al problema. Problema che qualsiasi cittadino può legittimamente segnalare quando vive un'esperienza traumatica per improvviso malore di un caro. Situazioni imprevedibili che possono avere reazioni di varia natura. Si afferma che un operatore del 118 specializzato, quando riceve la chiamata e sulla base delle informazioni avute da un familiare o chiunque chiaramente nel panico, dovrebbe riuscire, bontà sua, a stabilire se l'intervento e quindi l'invio dell'ambulanza, possa o meno comprendere la presenza di un medico. E' palese che il paziente non decide quale tipo di ambulanza faccia al caso suo, ma neanche l'infermiere, anche se specializzato, può avere la presunzione di sostituirsi al medico, visto che molte procedure ne richiedono presenza e autorizzazione. Ribadisco che sarebbe un diritto di tutti pretendere un'equipe 118 completa di medico per un servizio funzionale a 360°. Rispetto ai commenti, stranamente solo due sono stati negativi e sferrati addirittura sul piano personale. Evidentemente oggi vale sempre il vecchio detto: "Cicero pro domo sua". Il mio comunicato stampa è stato strumentalizzato da qualcuno che, su un noto social-network, lo ha accostato alla Giustizia e francamente è incomprensibile.
Inoltre - ha continuato la responsabile alla politiche giovanili del PD - questo qualcuno ha sostenuto che il "cliente" ha sempre ragione e di conseguenza inutile dare spiegazioni tecniche. Ma, considerare "cliente" un "paziente", ci fa pensare con quale spirito certi operatori sanitari intendano la professione. Certo ognuno scrive e fa riferimenti rispetto ad esperienze personali. La sottoscritta ha avuto solo l'ardire di porre un problema che ha scatenato un'autodifesa fuori luogo. Resta il fatto che non abbiamo avuto risposte da chi veramente ha la competenza per farlo».
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