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Politica
Da Trani uno sguardo al futuro con una legge che porta la firma di Debora Ciliento - Assessore all'Ambiente della Regione Puglia
Una svolta storica che introduce la Valutazione di Impatto Generazionale e di Genere per garantire sviluppo sostenibile, equità e il diritto dei giovani di non emigrare
Trani - venerdì 10 luglio 2026
12.19
La Regione Puglia compie un passo storico nel panorama legislativo italiano ed europeo, ponendosi come apripista assoluta tra le amministrazioni regionali. Con l'approvazione della nuova legge che introduce l'obbligatorietà della Valutazione di Impatto Generazionale (VIGEN) e della Valutazione di Impatto di Genere (VIG) all'interno di tutti gli atti normativi, pianificatori e programmatori, la Puglia stabilisce un nuovo standard per la pubblica amministrazione.
Il provvedimento va a modificare in maniera sostanziale la Legge Regionale 2 novembre 2011, n. 29, intitolata "Semplificazione e qualità della normazione", aggiornando l'architettura burocratica dell'ente per metterla al servizio del futuro del territorio. La proposta di legge porta la firma congiunta di due assessori chiave della giunta guidata dal presidente Antonio Decaro: Debora Ciliento, con delega all'Ambiente e al Clima, e Cristian Casili, con delega al Welfare, Sport e Politiche Giovanili. Il delicato ruolo di relatore in aula è stato affidato a Cosimo Borraccino, presidente della II Commissione consiliare permanente.
Attraverso questa riforma, la Regione si impegna formalmente a valutare la sostenibilità economica, ambientale e sociale di ogni singolo provvedimento, assumendo il benessere delle generazioni future come il criterio fondamentale e imprescindibile per orientare tutte le decisioni del presente.
Le parole dell'Assessora Debora Ciliento: «Un'impronta chiara per la sostenibilità e la coesione sociale». Il cuore della legge risiede in un cambio radicale di prospettiva politica. Non si tratta semplicemente di un correttivo tecnico, ma di una vera e propria visione del domani. Intervistata a margine dell'approvazione, l'Assessora all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, ha espresso con chiarezza le ragioni profonde che hanno spinto alla nascita di questa norma: «Perché con questa legge abbiamo voluto dare quella che è l'impronta all'interno della sostenibilità ambientale, che è ovviamente un processo che stiamo mettendo in atto secondo quelli che sono i parametri dell'agenda 2030, l'attenzione particolare ai giovani, alle giovani generazioni e quindi portiamo tutto il consiglio, la giunta che qualsiasi atto andrà a produrre, soprattutto di programmazione e pianificazione, deve tenere conto di quello che è l'impatto che avrà sulle nuove generazioni.»
Il concetto cardine sollevato dall'Assessora è quello di "responsabilità intergenerazionale". Di fronte alla necessità di spiegare cosa significhi questo principio nella quotidianità dell'azione di governo, la Ciliento non usa mezzi termini e sottolinea come la politica debba abbandonare le dichiarazioni d'intenti per passare ai fatti: «Concretamente significa tradurre in atti quella che è l'attenzione nei confronti dei più piccoli, nei confronti dei giovani e lo si fa veramente facendo delle scelte. Faccio un esempio, se dobbiamo fare la pianificazione, parlo dell'assessorato all'ambiente, nella pianificazione devi tenere conto che se parliamo del ciclo dei rifiuti, devi tenere conto di che piano si va a mettere in essere e se sono aperture di discariche ha un impatto sulle nuove generazioni, se altro avrà un altro impatto.» L'obiettivo finale dichiarato è altissimo, quasi filosofico, e ridefinisce il ruolo stesso di chi amministra la cosa pubblica: lasciare una Puglia migliore di quella che si è ricevuta: «Questo è il compito più alto della politica», dichiara con fermezza l'esponente della giunta Decaro.
Come funzioneranno VIGEN e VIG: stop alla burocrazia sterile, spazio alla misurabilità. Dal punto di vista prettamente tecnico, la legge è snella ma estremamente incisiva. Si compone di 9 articoli che modificano e integrano gli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 14 e 15 della precedente legge regionale n. 29/2011. La grande innovazione consiste nell'inserimento delle due valutazioni (VIGEN e VIG) all'interno dell'Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR) e della Verifica dell'Impatto della Regolamentazione (VIR). L'AIR rappresenta la valutazione preventiva che la macchina amministrativa compie per stimare gli effetti delle norme su cittadini, imprese e uffici pubblici prima dell'adozione. La VIR, di contro, ne è la verifica periodica ex-post, utile a capire se i risultati sperati siano stati effettivamente raggiunti.
A chi solleva il dubbio che questa legge possa tradursi nell'ennesimo appesantimento burocratico per gli uffici regionali, l'Assessora Ciliento risponde con una netta smentita: «Non è questo, non vuole essere questo ma vuole essere un concretizzare le scelte che vanno dirette a questioni pratiche. Facevo poc'anzi l'esempio del piano dei rifiuti, posso fare l'esempio di altri tipi di situazioni, ma lì dove noi andiamo ad intervenire su scelte che riguardano una pianificazione una programmazione della nostra regione bisogna avere ben chiari i giovani che posto hanno e cosa con qualsiasi provvedimento si vuole lasciare in eredità.» Per rendere la legge pienamente operativa, il testo prevede una fase attuativa immediata.
Gli uffici regionali sono già al lavoro per tradurre i principi generali in parametri matematici e scientifici. «Sarà ora stilato ovviamente un regolamento interno tra il consiglio e la giunta che comunque porterà quelli che sono i parametri di valutazione e tengo a sottolineare che non è una legge fine a se stessa ma che vuole essere un vero filo conduttore nel leggere quelli che sono i provvedimenti nell'ottica futura. [...] Sarà il passaggio successivo su cui ora lavoreranno gli uffici e su cui approveremo questo regolamento che darà ovviamente maggiore spessore a questa legge stessa, ma la legge è attiva già.» Un elemento fondamentale sarà il monitoraggio costante nel tempo, garantito proprio dall'integrazione con la VIR: «Certo, ogni qualvolta c'è una norma, viene fatta l'attestazione di conformità di quella norma, ci sono diversi parametri di valutazione a cui deve corrispondere e questo dell'impatto di genere sarà un ulteriore valore importante che deve concretizzarsi in azioni concrete.»
Il legame inscindibile tra generazioni e generi
La grande intuizione della Puglia è stata quella di affiancare in modo simmetrico l'impatto generazionale a quello di genere. La tesi di fondo, supportata dal testo della legge, è chiara: non può esistere una reale equità distribuita nel tempo se prima non si garantisce una totale e assoluta parità di diritti e opportunità tra donne e uomini nel presente.
L'Assessora Debora Ciliento evidenzia il legame profondo tra questi due concetti, spiegando la necessità di questa doppia lente di lettura:
«Certo perché l'impatto di genere è già presente, è già presente all'interno dell'ambito legislativo della nostra regione ma accanto all'impatto di genere quindi rispetto delle diversità si introduce l'impatto generazionale quindi dei giovani e dei più piccoli e quindi questa è una chiave di lettura che ti permette di dire quelle che sono le visioni, quella che la prospettiva da voler raggiungere. [...] Questa è la valutazione di genere perché è l'impatto proprio tra uomini e donne dall'impatto salariale a quello che è l'impatto d'intervento nella società e sono tante le sfaccettature che abbiamo raggiunto in questi anni. Quello di genere invece è un'attenzione particolare a quella fascia d'età che è sempre presa in riferimento ma che ora concretamente bisogna dare delle risposte.»
Un quadro normativo all'avanguardia: tra Costituzione, Legge Nazionale e Agenda 2030. L'approvazione di questa legge permette alla Puglia di allinearsi ai più alti livelli normativi nazionali ed internazionali. Il testo recepisce infatti i precetti della legge nazionale n. 167/2025 ("Misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione"), la quale ha introdotto la Valutazione di Impatto Generazionale a livello statale. Inoltre, la norma pugliese sposa pienamente le storiche modifiche apportate alla Costituzione Italiana (in particolare agli articoli 9 e 41), che hanno inserito la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi «anche nell'interesse delle future generazioni», stabilendo il principio di equità intergenerazionale. La sostenibilità diventa così l'asse portante di ogni finanziamento e sviluppo economico. Su questo punto, Debora Ciliento rivendica la natura intersettoriale della strategia pugliese: «Il tema della sostenibilità è trasversale a tutti gli assessorati perché ed è proprio questa la strategia che stiamo provando a mettere in piedi che ha ben chiari quelli che sono gli obiettivi dell'agenda 2030 che sono obiettivi che non vedono solo la sostenibilità ambientale nei confronti del creato che è un aspetto, ma la vede nei confronti dello sviluppo economico nei confronti delle politiche giovanili nell'educazione alla pace, è tutto un aspetto trasversale che stiamo provando a mettere in piedi questa strategia. È iniziato un percorso, sono stati fatti dei focus in diverse province con l'università di Bari, continueranno e su questo c'è tanto da lavorare perché può essere una strategia del dover presentare per poi rintracciare ulteriori finanziamenti.»
La sfida economica non spaventa l'assessorato, convinto che la transizione ecologica e la tutela del pianeta non debbano essere viste come un freno alla crescita, bensì come un'opportunità straordinaria di ammodernamento del sistema produttivo: «È possibile parlarne perché ritengo che lo sviluppo non è il nemico dell'ambiente ma lo sviluppo può camminare insieme alla tutela dell'ambiente se vengono applicate tutte le norme previste e se soprattutto qualsiasi investimento venga fatto, venga fatto nel pieno rispetto della tutela del creato innanzitutto e della tutela delle persone.»
L'impatto sulle politiche ambientali prossime alla scadenza. Essendo una legge nata "in pancia" all'assessorato all'Ambiente per via della sua naturale competenza sulla programmazione e pianificazione generale della regione, gli effetti più immediati si vedranno proprio sui grandi dossier ecologici che la giunta si appresta a varare. L'Assessora Ciliento traccia la rotta dei prossimi mesi, menzionando i piani strategici che cambieranno il volto della Puglia nei prossimi dieci anni:
«A mio avviso soprattutto sull'impatto ambientale tanto perché dicevo poc'anzi tutti i piani che vengono deliberati che vengono prodotti dall'assessorato dovranno avere ben chiaro quest'aspetto. Se penso al piano dei rifiuti che è quello su cui stiamo cominciando a lavorare è un piano che deve avere ben chiara il percorso da mettere in atto o se penso al piano alla strategia contro i cambiamenti climatici, se penso al PEAR, il piano energetico che anche questo dovremmo portare in approvazione, dovranno avere quel taglio di attenzione in quella che è la Puglia di qui a dieci anni.»
Il "Modello Puglia" e l'obiettivo più grande: il diritto di restare. La Puglia si offre all'Italia intera come un laboratorio politico avanzato. Il provvedimento punta ad innescare una forte coesione sociale, fornendo risposte concrete a una terra che da troppo tempo soffre il dramma dello spopolamento giovanile e della fuga dei cervelli verso il Nord o l'estero. Nelle intenzioni dei firmatari, l'applicazione sistematica della VIGEN e della VIG servirà a costruire un ecosistema territoriale accogliente, sicuro e ricco di opportunità. L'obiettivo finale viene riassunto dall'Assessora Ciliento attraverso il richiamo alle politiche strategiche regionali della Puglia e ad una suggestiva immagine marina: «Questo sarebbe l'obiettivo fondamentale o comunque come nella strategia regionale il progetto Marea Sinistra ha sempre visto e letto. Marea Sinistra sta ad indicare il ritorno in Puglia e quando torni in Puglia il mare ce l'hai a sinistra. Quindi questo gioco di metafore è proprio per indicare la bellezza di vivere la nostra terra e a tutti quei giovani che hanno scelto di andare fuori spero vivamente che lo abbiano scelto per una questione di crescita ma avendo sempre nel cuore la nostra regione, la nostra terra.»
La prima firma su questa legge rappresenta un motivo di profondo orgoglio per l'esponente della giunta, che sottolinea l'alto valore politico della condivisione con il collega Casili e l'ampio supporto del presidente Antonio Decaro: «È la prima legge di questa legislatura che è fondamentale, quindi dà un segnale importante e soprattutto dà un messaggio chiaro che le leggi non sono solo quelle che hanno impatto economico ma quelle che possono indirizzare le scelte e soprattutto avere dei percorsi chiari. Questa legge insieme con le politiche giovanili ci siamo detti è una legge che dobbiamo portare avanti, nasce in pancia all'assessorato all'ambiente perché è l'assessorato che si occupa della programmazione generale della regione, quindi sotto questo aspetto ecco perché parte dall'assessorato all'ambiente ma che ha trovato ovviamente condivisione con le politiche giovanili ma un po' con tutti gli assessorati. Credo che l'abbiamo fatto con molto contento il Presidente della regione De Caro che sull'ambiente è particolarmente attento. Certo l'attenzione è quella di chi ha lavorato in Europa su questi temi e che ovviamente ha una veduta sempre di rispetto ed impatto ambientale fondamentale.» La Puglia lancia così la sua sfida al futuro: una sfida di civiltà, uguaglianza e responsabilità. Una norma pionieristica che, conclude la Ciliento, è destinata a fare scuola: «Certo, lo diventerà sicuramente perché veramente è una legge che ha a cuore il futuro delle nostre terre. Penso che questo sarà un punto di riferimento importante per tutte le regioni a partire dal sud.»
Il provvedimento va a modificare in maniera sostanziale la Legge Regionale 2 novembre 2011, n. 29, intitolata "Semplificazione e qualità della normazione", aggiornando l'architettura burocratica dell'ente per metterla al servizio del futuro del territorio. La proposta di legge porta la firma congiunta di due assessori chiave della giunta guidata dal presidente Antonio Decaro: Debora Ciliento, con delega all'Ambiente e al Clima, e Cristian Casili, con delega al Welfare, Sport e Politiche Giovanili. Il delicato ruolo di relatore in aula è stato affidato a Cosimo Borraccino, presidente della II Commissione consiliare permanente.
Attraverso questa riforma, la Regione si impegna formalmente a valutare la sostenibilità economica, ambientale e sociale di ogni singolo provvedimento, assumendo il benessere delle generazioni future come il criterio fondamentale e imprescindibile per orientare tutte le decisioni del presente.
Le parole dell'Assessora Debora Ciliento: «Un'impronta chiara per la sostenibilità e la coesione sociale». Il cuore della legge risiede in un cambio radicale di prospettiva politica. Non si tratta semplicemente di un correttivo tecnico, ma di una vera e propria visione del domani. Intervistata a margine dell'approvazione, l'Assessora all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, ha espresso con chiarezza le ragioni profonde che hanno spinto alla nascita di questa norma: «Perché con questa legge abbiamo voluto dare quella che è l'impronta all'interno della sostenibilità ambientale, che è ovviamente un processo che stiamo mettendo in atto secondo quelli che sono i parametri dell'agenda 2030, l'attenzione particolare ai giovani, alle giovani generazioni e quindi portiamo tutto il consiglio, la giunta che qualsiasi atto andrà a produrre, soprattutto di programmazione e pianificazione, deve tenere conto di quello che è l'impatto che avrà sulle nuove generazioni.»
Il concetto cardine sollevato dall'Assessora è quello di "responsabilità intergenerazionale". Di fronte alla necessità di spiegare cosa significhi questo principio nella quotidianità dell'azione di governo, la Ciliento non usa mezzi termini e sottolinea come la politica debba abbandonare le dichiarazioni d'intenti per passare ai fatti: «Concretamente significa tradurre in atti quella che è l'attenzione nei confronti dei più piccoli, nei confronti dei giovani e lo si fa veramente facendo delle scelte. Faccio un esempio, se dobbiamo fare la pianificazione, parlo dell'assessorato all'ambiente, nella pianificazione devi tenere conto che se parliamo del ciclo dei rifiuti, devi tenere conto di che piano si va a mettere in essere e se sono aperture di discariche ha un impatto sulle nuove generazioni, se altro avrà un altro impatto.» L'obiettivo finale dichiarato è altissimo, quasi filosofico, e ridefinisce il ruolo stesso di chi amministra la cosa pubblica: lasciare una Puglia migliore di quella che si è ricevuta: «Questo è il compito più alto della politica», dichiara con fermezza l'esponente della giunta Decaro.
Come funzioneranno VIGEN e VIG: stop alla burocrazia sterile, spazio alla misurabilità. Dal punto di vista prettamente tecnico, la legge è snella ma estremamente incisiva. Si compone di 9 articoli che modificano e integrano gli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 14 e 15 della precedente legge regionale n. 29/2011. La grande innovazione consiste nell'inserimento delle due valutazioni (VIGEN e VIG) all'interno dell'Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR) e della Verifica dell'Impatto della Regolamentazione (VIR). L'AIR rappresenta la valutazione preventiva che la macchina amministrativa compie per stimare gli effetti delle norme su cittadini, imprese e uffici pubblici prima dell'adozione. La VIR, di contro, ne è la verifica periodica ex-post, utile a capire se i risultati sperati siano stati effettivamente raggiunti.
A chi solleva il dubbio che questa legge possa tradursi nell'ennesimo appesantimento burocratico per gli uffici regionali, l'Assessora Ciliento risponde con una netta smentita: «Non è questo, non vuole essere questo ma vuole essere un concretizzare le scelte che vanno dirette a questioni pratiche. Facevo poc'anzi l'esempio del piano dei rifiuti, posso fare l'esempio di altri tipi di situazioni, ma lì dove noi andiamo ad intervenire su scelte che riguardano una pianificazione una programmazione della nostra regione bisogna avere ben chiari i giovani che posto hanno e cosa con qualsiasi provvedimento si vuole lasciare in eredità.» Per rendere la legge pienamente operativa, il testo prevede una fase attuativa immediata.
Gli uffici regionali sono già al lavoro per tradurre i principi generali in parametri matematici e scientifici. «Sarà ora stilato ovviamente un regolamento interno tra il consiglio e la giunta che comunque porterà quelli che sono i parametri di valutazione e tengo a sottolineare che non è una legge fine a se stessa ma che vuole essere un vero filo conduttore nel leggere quelli che sono i provvedimenti nell'ottica futura. [...] Sarà il passaggio successivo su cui ora lavoreranno gli uffici e su cui approveremo questo regolamento che darà ovviamente maggiore spessore a questa legge stessa, ma la legge è attiva già.» Un elemento fondamentale sarà il monitoraggio costante nel tempo, garantito proprio dall'integrazione con la VIR: «Certo, ogni qualvolta c'è una norma, viene fatta l'attestazione di conformità di quella norma, ci sono diversi parametri di valutazione a cui deve corrispondere e questo dell'impatto di genere sarà un ulteriore valore importante che deve concretizzarsi in azioni concrete.»
Il legame inscindibile tra generazioni e generi
La grande intuizione della Puglia è stata quella di affiancare in modo simmetrico l'impatto generazionale a quello di genere. La tesi di fondo, supportata dal testo della legge, è chiara: non può esistere una reale equità distribuita nel tempo se prima non si garantisce una totale e assoluta parità di diritti e opportunità tra donne e uomini nel presente.
L'Assessora Debora Ciliento evidenzia il legame profondo tra questi due concetti, spiegando la necessità di questa doppia lente di lettura:
«Certo perché l'impatto di genere è già presente, è già presente all'interno dell'ambito legislativo della nostra regione ma accanto all'impatto di genere quindi rispetto delle diversità si introduce l'impatto generazionale quindi dei giovani e dei più piccoli e quindi questa è una chiave di lettura che ti permette di dire quelle che sono le visioni, quella che la prospettiva da voler raggiungere. [...] Questa è la valutazione di genere perché è l'impatto proprio tra uomini e donne dall'impatto salariale a quello che è l'impatto d'intervento nella società e sono tante le sfaccettature che abbiamo raggiunto in questi anni. Quello di genere invece è un'attenzione particolare a quella fascia d'età che è sempre presa in riferimento ma che ora concretamente bisogna dare delle risposte.»
Un quadro normativo all'avanguardia: tra Costituzione, Legge Nazionale e Agenda 2030. L'approvazione di questa legge permette alla Puglia di allinearsi ai più alti livelli normativi nazionali ed internazionali. Il testo recepisce infatti i precetti della legge nazionale n. 167/2025 ("Misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione"), la quale ha introdotto la Valutazione di Impatto Generazionale a livello statale. Inoltre, la norma pugliese sposa pienamente le storiche modifiche apportate alla Costituzione Italiana (in particolare agli articoli 9 e 41), che hanno inserito la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi «anche nell'interesse delle future generazioni», stabilendo il principio di equità intergenerazionale. La sostenibilità diventa così l'asse portante di ogni finanziamento e sviluppo economico. Su questo punto, Debora Ciliento rivendica la natura intersettoriale della strategia pugliese: «Il tema della sostenibilità è trasversale a tutti gli assessorati perché ed è proprio questa la strategia che stiamo provando a mettere in piedi che ha ben chiari quelli che sono gli obiettivi dell'agenda 2030 che sono obiettivi che non vedono solo la sostenibilità ambientale nei confronti del creato che è un aspetto, ma la vede nei confronti dello sviluppo economico nei confronti delle politiche giovanili nell'educazione alla pace, è tutto un aspetto trasversale che stiamo provando a mettere in piedi questa strategia. È iniziato un percorso, sono stati fatti dei focus in diverse province con l'università di Bari, continueranno e su questo c'è tanto da lavorare perché può essere una strategia del dover presentare per poi rintracciare ulteriori finanziamenti.»
La sfida economica non spaventa l'assessorato, convinto che la transizione ecologica e la tutela del pianeta non debbano essere viste come un freno alla crescita, bensì come un'opportunità straordinaria di ammodernamento del sistema produttivo: «È possibile parlarne perché ritengo che lo sviluppo non è il nemico dell'ambiente ma lo sviluppo può camminare insieme alla tutela dell'ambiente se vengono applicate tutte le norme previste e se soprattutto qualsiasi investimento venga fatto, venga fatto nel pieno rispetto della tutela del creato innanzitutto e della tutela delle persone.»
L'impatto sulle politiche ambientali prossime alla scadenza. Essendo una legge nata "in pancia" all'assessorato all'Ambiente per via della sua naturale competenza sulla programmazione e pianificazione generale della regione, gli effetti più immediati si vedranno proprio sui grandi dossier ecologici che la giunta si appresta a varare. L'Assessora Ciliento traccia la rotta dei prossimi mesi, menzionando i piani strategici che cambieranno il volto della Puglia nei prossimi dieci anni:
«A mio avviso soprattutto sull'impatto ambientale tanto perché dicevo poc'anzi tutti i piani che vengono deliberati che vengono prodotti dall'assessorato dovranno avere ben chiaro quest'aspetto. Se penso al piano dei rifiuti che è quello su cui stiamo cominciando a lavorare è un piano che deve avere ben chiara il percorso da mettere in atto o se penso al piano alla strategia contro i cambiamenti climatici, se penso al PEAR, il piano energetico che anche questo dovremmo portare in approvazione, dovranno avere quel taglio di attenzione in quella che è la Puglia di qui a dieci anni.»
Il "Modello Puglia" e l'obiettivo più grande: il diritto di restare. La Puglia si offre all'Italia intera come un laboratorio politico avanzato. Il provvedimento punta ad innescare una forte coesione sociale, fornendo risposte concrete a una terra che da troppo tempo soffre il dramma dello spopolamento giovanile e della fuga dei cervelli verso il Nord o l'estero. Nelle intenzioni dei firmatari, l'applicazione sistematica della VIGEN e della VIG servirà a costruire un ecosistema territoriale accogliente, sicuro e ricco di opportunità. L'obiettivo finale viene riassunto dall'Assessora Ciliento attraverso il richiamo alle politiche strategiche regionali della Puglia e ad una suggestiva immagine marina: «Questo sarebbe l'obiettivo fondamentale o comunque come nella strategia regionale il progetto Marea Sinistra ha sempre visto e letto. Marea Sinistra sta ad indicare il ritorno in Puglia e quando torni in Puglia il mare ce l'hai a sinistra. Quindi questo gioco di metafore è proprio per indicare la bellezza di vivere la nostra terra e a tutti quei giovani che hanno scelto di andare fuori spero vivamente che lo abbiano scelto per una questione di crescita ma avendo sempre nel cuore la nostra regione, la nostra terra.»
La prima firma su questa legge rappresenta un motivo di profondo orgoglio per l'esponente della giunta, che sottolinea l'alto valore politico della condivisione con il collega Casili e l'ampio supporto del presidente Antonio Decaro: «È la prima legge di questa legislatura che è fondamentale, quindi dà un segnale importante e soprattutto dà un messaggio chiaro che le leggi non sono solo quelle che hanno impatto economico ma quelle che possono indirizzare le scelte e soprattutto avere dei percorsi chiari. Questa legge insieme con le politiche giovanili ci siamo detti è una legge che dobbiamo portare avanti, nasce in pancia all'assessorato all'ambiente perché è l'assessorato che si occupa della programmazione generale della regione, quindi sotto questo aspetto ecco perché parte dall'assessorato all'ambiente ma che ha trovato ovviamente condivisione con le politiche giovanili ma un po' con tutti gli assessorati. Credo che l'abbiamo fatto con molto contento il Presidente della regione De Caro che sull'ambiente è particolarmente attento. Certo l'attenzione è quella di chi ha lavorato in Europa su questi temi e che ovviamente ha una veduta sempre di rispetto ed impatto ambientale fondamentale.» La Puglia lancia così la sua sfida al futuro: una sfida di civiltà, uguaglianza e responsabilità. Una norma pionieristica che, conclude la Ciliento, è destinata a fare scuola: «Certo, lo diventerà sicuramente perché veramente è una legge che ha a cuore il futuro delle nostre terre. Penso che questo sarà un punto di riferimento importante per tutte le regioni a partire dal sud.»

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