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Politica
Dimissioni Lima (FdI), ecco le sue motivazioni
Per il consigliere comunale non ci sono più le condizioni per amministrare
Trani - sabato 3 gennaio 2015
12.52
«Non ci sono più le condizioni per proseguire l'attività politica amministrativa». È questa la motivazione che ha spinto il consigliere Raimondo Lima del partito Fratelli d'Italia, primo consigliere delle maggioranza e nono dell'intero consiglio che ha deciso di dimettersi. Con lui si è dimesso anche l'assessore Pasquale Annacondia, assessore allo Sport, dallo stesso Lima fortemente appoggiato nell'amministrazione Riserbato.
Dimissioni che potrebbero risultare vane se non si dovesse arrivare allo scioglimento del consiglio, eventualità questa che non è sfuggita al giovane Lima che, comunque, continua a ribadire che di fronte ai recenti eventi non ci sia più quel clima sano per poter amministrare la città. «Non mi spiego come i miei colleghi rimangano ancora seduti a Palazzo di città».
«Un gesto che possa essere anche il punto di partenza - ha detto Lima -. Il nostro obiettivo è quello di dare una scossa a tutto il centro destra, che va sicuramente rifondato. Una scelta anche strategica: rimaner ancorati alle poltrone significherebbe dar benzina all'antipolitica».
Non ci sono dubbi quindi: le urne sono l'unica strada per riconquistare la fiducia dei cittadini. Ha così concluso: «Meglio fermarsi tutti quanti e ritornare a votare a maggio.
Dimissioni che potrebbero risultare vane se non si dovesse arrivare allo scioglimento del consiglio, eventualità questa che non è sfuggita al giovane Lima che, comunque, continua a ribadire che di fronte ai recenti eventi non ci sia più quel clima sano per poter amministrare la città. «Non mi spiego come i miei colleghi rimangano ancora seduti a Palazzo di città».
«Un gesto che possa essere anche il punto di partenza - ha detto Lima -. Il nostro obiettivo è quello di dare una scossa a tutto il centro destra, che va sicuramente rifondato. Una scelta anche strategica: rimaner ancorati alle poltrone significherebbe dar benzina all'antipolitica».
Non ci sono dubbi quindi: le urne sono l'unica strada per riconquistare la fiducia dei cittadini. Ha così concluso: «Meglio fermarsi tutti quanti e ritornare a votare a maggio.

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