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Immacolata al buio: tra guasti tecnici, rabbia social e il "crepuscolo" della politica. Foto Credits photo
Attualità

Immacolata al buio: tra guasti tecnici, rabbia social e il "crepuscolo" della politica

Il blackout in centro per 90 minuti scatena le polemiche: vediamo i motivi

Giorno dell'Immacolata, ore 17:30. Mentre le strade del centro sono gremite di cittadini e visitatori pronti a godersi la festa, su Trani cala improvvisamente il sipario. Piazza Libertà, Via Giovanni Bovio, Via Cavour: il cuore pulsante della città piomba nel buio più completo per oltre un'ora e mezza. Un blackout inaspettato che ha lasciato perplessi i passanti, ma che ha acceso – per contrasto – le luci abbaglianti della polemica sui social network.

La cronaca: tra "tastiere ruggenti" e agenti in strada
La reattività del web tranese è stata istantanea. Mentre la città reale restava al buio, la piazza virtuale si scatenava con commenti che definire "particolari" è un eufemismo. Al grido dell'eterno adagio "Piove governo ladro", il dito è stato puntato immediatamente contro l'Amministrazione Bottaro, giudicata colpevole anche di un cortocircuito tecnico. Va detto, per onore di cronaca, che mentre i leoni da tastiera ruggivano, in strada la Polizia Locale di Trani presidiava le zone interessate con professionalità e gentilezza, fornendo spiegazioni e tranquillizzando i cittadini disorientati.

La verità tecnica: l'onda lunga del 4 dicembre
Ma cosa è successo davvero? Immediatamente allertate, le funzioni amministrative hanno interpellato la City Green, società che gestisce l'illuminazione pubblica sugli impianti Amet. La diagnosi è arrivata poco dopo: "La causa del black out è legata al telecontrollo; il consenso all'accensione dell'impianto della zona centro non è arrivato". Individuato il problema, la linea è stata riattivata. Tuttavia, è impossibile non collegare l'accaduto al violento nubifragio dello scorso 4 dicembre. Le cabine elettriche cittadine (specie in via Martiri di Palermo, via Togliatti e via Rossini) sono state letteralmente sommerse dall'acqua e messe a dura prova. È molto probabile, dunque, che il buio dell'Immacolata sia un "effetto trascinamento" di quell'evento eccezionale.

Il buio "politico" e l'astensionismo
Se è vero che i blackout non guardano in faccia nessuno e non vanno in cabina elettorale, è innegabile che l'episodio sia diventato la valvola di sfogo per un malessere più profondo. Che questa Amministrazione, ormai a fine corsa, navighi in equilibri politici precari è evidente. Queste questioni di potere da "basso impero" si riflettono sulla percezione negativa che i cittadini hanno della res publica, un disamore certificato da quel 60% di astensionismo registrato alle ultime regionali.

È ingeneroso bollare questo 60% come "assenteista", così come è sbagliato pensare che chi va a votare sia un "crumiro". Certo, gran parte di quel silenzio è un "non voto di protesta", ma la protesta muta non cambia le cose. Parafrasando una recente riflessione: la vera preoccupazione non dovrebbe essere per chi non va a votare, ma per quel 40% che ci va e decide anche per tutti gli altri, inclusi quelli che preferiscono immortalare il buio con lo smartphone piuttosto che esprimere una preferenza nell'urna.

La città è in difficoltà, e ammetterlo non basta più.
I cittadini chiedono all'Amministrazione uno scatto di reni per arrivare in piedi alla fine del mandato, garantendo decoro e servizi. Tuttavia, bisogna essere onesti intellettualmente: stavolta il guasto tecnico non ha colore politico. Ieri sera, ironia della sorte, è calato il buio a casa di "Nicola" (nome di fantasia del cittadino comune), ma è calato anche a casa di Amedeo: la luce, quando manca, manca per tutti.
  • Comune di Trani
  • Black out
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