
Politica
Riordino ospedaliero, chiuso il dibattito in commissione regionale
Il presidente Emiliano: «Il piano è fatto, ma i passaggi successivi facciamoli insieme»
Trani - lunedì 23 gennaio 2017
18.41 Comunicato Stampa
Recuperare risorse finanziarie dalla spesa farmaceutica, spostare le risorse professionali dagli ospedali dove non servono in quelli dove sono necessarie. Sono questi i due punti richiamati dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nella replica finale in commissione Sanità dopo il dibattito. Preannunciando controlli serrati, il presidente ha detto che non è possibile per la Regione attingere ogni anno 50-60 milioni dal bilancio autonomo per sopperire al disavanzo derivante dagli sprechi della spesa farmaceutica. Quindi controlli e sanzioni. Le risorse recuperate serviranno per finanziare innanzitutto le nuove assunzioni. Per realizzare il riordino serve la solidarietà e la compattezza della maggioranza. Serve il senso di responsabilità per una sinistra di governo che deve interloquire con le opposizioni. Emiliano ha invitato i consiglieri a "guidare" i sindaci nei processi di riconversione previsti. «I passaggi successivi - ha precisato - vorrei che li facessimo insieme, giunta regionale e commissione Sanità, meglio di come lo è stato fatto fino ad ora, garantendo anche il supporto di tutta la documentazione necessaria».
Al termine dell'intervento del governatore Michele Emiliano, il vicepresidente della terza commissione Paolo Pellegrino ha avviato il dibattito. Tra gli interventi si registrano quelle dei consiglieri di minoranza della Bat, Nino Marmo (Forza Italia) e Francesco Ventola (Cor).
«Il presidente Emiliano - ha dichiarato Marmo - continua ad attribuire al passato le responsabilità dell'attuale situazione del sistema sanitario, dimenticando forse che tre dei cinque assessori alla Sanità del governo Vendola erano espressione del Partito democratico, di cui lui era segretario. Con riferimento al Piano di riordino ospedaliero, su cui è mancata l'interlocuzione con il governo regionale, registriamo - continua - un ritorno al piano elaborato dalla Giunta Fitto, con l'aggravante che il centrosinistra in Puglia ha perso dodici anni per attuare oggi quello che era stato previsto già nel 2005. L'attuale programmazione non ha in alcun modo recuperato lo sbilanciamento del numero dei posti letto tra le diverse province pugliesi, che vede in particolare la Asl Bat fortemente penalizzata per l'applicazione di un coefficiente di posti letto pubblici per numero di abitanti addirittura inferiore a quello previsto nel DM 70 e che sulla carta le attribuisce 640 posti letto. Mancava e manca ancora una rete oncologica efficiente, che offra un'assistenza completa e freni la mobilità passiva verso le altre regioni. L'invito - conclude Marmo - è a riconsiderare l'assetto complessivo all'interno della Asl Bat, chiudendo le strutture che non offrono un'assistenza adeguata e rafforzando invece le specializzazioni con maggiore richiesta».
È il turno poi del consigliere Ventola. «Il presidente Emiliano - ha detto - oggi avrebbe dovuto parlare delle priorità del Piano di Riordino ed ero convinto che, visto che ha deciso comunque di andare avanti, sarebbe venuto in Commissione a illustrarci con quale risorse ed entro quali termini sarebbe stato attuato il Piano, a cominciare dalle riconversioni degli ospedali chiusi e adibiti ad altri servizi sanitari. Non è una polemica pretestuosa, ma voglio solo evidenziare che l'ospedale di San Pietro Vernotico è stato chiuso sei anni e la riconversione non è mai iniziata! Accadrà la stessa cosa per gli ospedali di Trani e Canosa, in una provincia che ha già visto la chiusura di Spinazzola e Minervino? La mia - prosegue - è una provincia alla quale sono stati chiesti i maggiori sacrifici, con meno posti letto in base alla popolazione e con servizi sanitari vergognosi. Forse il presidente non sa che nella Bat mancano anche le autoambulanze e la gente muore nell'attesa di essere trasportato a Barletta o ad Andria».
«Sapere - conclude Ventola - con quali risorse e con quali tempi Emiliano intende attuare il Piano era perciò oggi la priorità per tranquillizzare cittadini che da questo Piano vengono considerati di serie B. Per questo invito il presidente Emiliano a venire personalmente nella Bat per rendersi conto di persona che all'enfasi con la quale parla di grande partecipazione e discussione non gli crede nessuno, neppure il presidente della Commissione, Romano, che si è dimesso proprio per questo motivo».
Al termine dell'intervento del governatore Michele Emiliano, il vicepresidente della terza commissione Paolo Pellegrino ha avviato il dibattito. Tra gli interventi si registrano quelle dei consiglieri di minoranza della Bat, Nino Marmo (Forza Italia) e Francesco Ventola (Cor).
«Il presidente Emiliano - ha dichiarato Marmo - continua ad attribuire al passato le responsabilità dell'attuale situazione del sistema sanitario, dimenticando forse che tre dei cinque assessori alla Sanità del governo Vendola erano espressione del Partito democratico, di cui lui era segretario. Con riferimento al Piano di riordino ospedaliero, su cui è mancata l'interlocuzione con il governo regionale, registriamo - continua - un ritorno al piano elaborato dalla Giunta Fitto, con l'aggravante che il centrosinistra in Puglia ha perso dodici anni per attuare oggi quello che era stato previsto già nel 2005. L'attuale programmazione non ha in alcun modo recuperato lo sbilanciamento del numero dei posti letto tra le diverse province pugliesi, che vede in particolare la Asl Bat fortemente penalizzata per l'applicazione di un coefficiente di posti letto pubblici per numero di abitanti addirittura inferiore a quello previsto nel DM 70 e che sulla carta le attribuisce 640 posti letto. Mancava e manca ancora una rete oncologica efficiente, che offra un'assistenza completa e freni la mobilità passiva verso le altre regioni. L'invito - conclude Marmo - è a riconsiderare l'assetto complessivo all'interno della Asl Bat, chiudendo le strutture che non offrono un'assistenza adeguata e rafforzando invece le specializzazioni con maggiore richiesta».
È il turno poi del consigliere Ventola. «Il presidente Emiliano - ha detto - oggi avrebbe dovuto parlare delle priorità del Piano di Riordino ed ero convinto che, visto che ha deciso comunque di andare avanti, sarebbe venuto in Commissione a illustrarci con quale risorse ed entro quali termini sarebbe stato attuato il Piano, a cominciare dalle riconversioni degli ospedali chiusi e adibiti ad altri servizi sanitari. Non è una polemica pretestuosa, ma voglio solo evidenziare che l'ospedale di San Pietro Vernotico è stato chiuso sei anni e la riconversione non è mai iniziata! Accadrà la stessa cosa per gli ospedali di Trani e Canosa, in una provincia che ha già visto la chiusura di Spinazzola e Minervino? La mia - prosegue - è una provincia alla quale sono stati chiesti i maggiori sacrifici, con meno posti letto in base alla popolazione e con servizi sanitari vergognosi. Forse il presidente non sa che nella Bat mancano anche le autoambulanze e la gente muore nell'attesa di essere trasportato a Barletta o ad Andria».
«Sapere - conclude Ventola - con quali risorse e con quali tempi Emiliano intende attuare il Piano era perciò oggi la priorità per tranquillizzare cittadini che da questo Piano vengono considerati di serie B. Per questo invito il presidente Emiliano a venire personalmente nella Bat per rendersi conto di persona che all'enfasi con la quale parla di grande partecipazione e discussione non gli crede nessuno, neppure il presidente della Commissione, Romano, che si è dimesso proprio per questo motivo».
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