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Sappe: "Nelle carceri con il super greenpass lo Stato è forte con i deboli e debole con i forti"

La dichiarazione da parte del portavoce del sindacato Federico Pilagatti

Da parte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria vengono rilevate delle contraddizioni nella applicazione delle norme che riguardano il Green pass. Riportiamo integralmente il comunicato inviato dal SAPPE a firma del segretario nazionale Federico Pilagatti.

Che si sia decretata la consegna delle carceri alla popolazione detenuta è ormai appurato: 1- dalle tantissime iniziative politiche ed amministrative tese a delegittimare il carcere come Istituzione; 2- dal depotenziamento e dallo svilimento della polizia penitenziaria che hanno determinato un abbassamento totale della sicurezza (vedi evasioni Foggia e Trani) dei penitenziari; 3-Da una strategia premiale per tenere buoni i detenuti(ci fu un capo Dap che parlò di patto con i detenuti, fallito), con l'unico risultato che i detenuti si sentono forti per cui diventano sempre più aggressivi e prepotenti.

Ultima dimostrazione di questa debolezza dello Stato è stata quella di obbligare per legge tutti i poliziotti penitenziari che non possono certo protestare nel farsi inoculare il vaccino(cosa corretta), mentre poi si continua di far scegliere ai detenuti se vaccinarsi o meno(al 29 Novembre u.s. su quasi 54000 presenze, ci sono state circa 84.000 inoculazioni), nonché di far entrare i familiari degli stessi nelle carceri, senza mostrare alcun green pass, per fare il colloquio .

Stesso discorso per avvocati, visitatori ecc.ecc., che entrano nei penitenziari senza alcun controllo, per cui non si sa se queste persone sono vaccinate o meno.
La cosa assurda è che queste persone dal 6 di dicembre non potranno più entrare in un ristorante, andare al cinema , sui mezzi pubblici e quant'altro se sprovvisti del "super green pass", mentre poi avranno libero accesso in uno dei posti più delicati ove sostano per parecchio tempo in ambienti chiusi, ed in caso dei colloqui dei detenuti con i familiari, affollati.

Così da Lunedì prossimo mentre cittadini onesti e perbene verranno controllati durante ogni minuto della loro giornata dallo Stato forte attraverso l'impiego di uno spiegamento di uomini e mezzi senza precedenti, mafiosi, camorristi, spacciatori, stupratori, rapinatori ecc.ecc. continueranno, benchè siano sotto la totale custodia dello Stato, a scegliere se vaccinarsi o meno, a vedere le loro famiglie o i propri legali, senza alcun controllo, con tanta pace per le persone oneste e perbene che rispettano la legge.
Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, è ancora in attesa di conoscere come mai nel carcere di Taranto sia scoppiato un focolaio con quasi una cinquantina d positivi(tra poliziotti e detenuti), considerato che la quasi totalità di detenuti e poliziotti sono vaccinati e l'unica falla è proprio rappresentata dai mancati controlli di familiari , avvocati , visitatori.

La cosa incredibile che di fronte a questa denuncia del sindacato sui mass media, ai vertici del DAP, alla politica, nessuno sembra interessato della cosa, anche perché forse, temono che nuove rivolte da parte dei detenuti così come è avvenuto nel marzo 2021.

Se così fosse, ci vergognamo di essere Italiani e di essere rappresentati da Istituzioni che non mettono al primo posto il rispetto delle regole per tutti, soprattutto per chi quelle leggi le ha violate e le viola in continuazione; quelle stesse Istituzioni che poi fanno la voce grossa contro le persone oneste e perbene.

Abbiamo denunciato questa grande vergogna a tutti i mass media, anche a quei famosi giornalisti di telegiornali e della stampa che non fanno altro che applaudire le decisioni del governo e richiamare i cittadini al rispetto della legge, inutilmente, forse perché la lingua è impegnata in altro.

Il SAPPE chiede un intervento immediato sulla materia, affinchè chiunque entri per qualsiasi motivo in un carcere, deve essere munito quantomeno di "super green pass".

Ciò per rispetto a quei milioni di italiani onesti che vengono trattati, in questo caso, molto peggio di chi è detenuto".
  • Carcere di Trani
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