
Vita di città
A Trani parte la crociata anti-imu
La Cna contesta il provvedimento che andrà in Consiglio. De Marinis: «E' una patrimoniale»
Trani - venerdì 26 ottobre 2012
10.52
Cna Trani sul piede di guerra. Aspettando il prossimo Consiglio comunale (in programma lunedì pomeriggio) l'associazione tranese guarda con preoccupazione le strategie finanziarie del Comune di Trani ed in particolare le decisioni che si andranno ad adottare per l'Imu 2012, con l'elevazione al massimo possibile (il 10,6 per mille) dell'aliquota sugli immobili a destinazione commerciale, artigianale e industriale, pur lasciando invariata quella sulla prima casa e sulle sue pertinenze.
«L'aumento Imu - afferma il presidente Michele De Marinis - previsto dalla amministrazione comunale su immobili commerciali, artigianali ed industriali, rischia di essere lo strumento per dare un colpo di grazia ad una economia già duramente provata dalla crisi presente». «E' una vera e propria patrimoniale - aggiunge Giovanni Assi, responsabile della Cna Trani - su chi produce, su chi mantiene l'occupazione, su chi cerca disperatamente di sopravvivere alla crisi. Aumentare ulteriormente l'aliquota sugli immobili strumentali, significherebbe considerarli beni tesi a produrre rendite immobiliari e comporterebbe pesanti ripercussioni sulla stabilità economica della nostra città».
«Conosciamo bene - continua Michele De Marinis - i problemi che tutti gli enti locali stanno affrontando per realizzare gli obiettivi di pareggio di bilancio, con trasferimenti di risorse sempre più ridotte, ma tutto questo non giustifica un tale accanimento fiscale sulle imprese. I mali che affliggono la pubblica amministrazione si risolvono solo attraverso una oculata spending review, definendo nuovi modelli organizzativi, e una ferma lotta agli sprechi e alla evasione. Per questo chiediamo al Consiglio comunale di Trani di mantenere su tutti gli immobili produttivi l'aliquota base del 7,6 per mille, rinnovando la richiesta di non dimenticare l'interesse comune a sostenere il livello occupazionale e lo sviluppo del territorio».
«L'aumento Imu - afferma il presidente Michele De Marinis - previsto dalla amministrazione comunale su immobili commerciali, artigianali ed industriali, rischia di essere lo strumento per dare un colpo di grazia ad una economia già duramente provata dalla crisi presente». «E' una vera e propria patrimoniale - aggiunge Giovanni Assi, responsabile della Cna Trani - su chi produce, su chi mantiene l'occupazione, su chi cerca disperatamente di sopravvivere alla crisi. Aumentare ulteriormente l'aliquota sugli immobili strumentali, significherebbe considerarli beni tesi a produrre rendite immobiliari e comporterebbe pesanti ripercussioni sulla stabilità economica della nostra città».
«Conosciamo bene - continua Michele De Marinis - i problemi che tutti gli enti locali stanno affrontando per realizzare gli obiettivi di pareggio di bilancio, con trasferimenti di risorse sempre più ridotte, ma tutto questo non giustifica un tale accanimento fiscale sulle imprese. I mali che affliggono la pubblica amministrazione si risolvono solo attraverso una oculata spending review, definendo nuovi modelli organizzativi, e una ferma lotta agli sprechi e alla evasione. Per questo chiediamo al Consiglio comunale di Trani di mantenere su tutti gli immobili produttivi l'aliquota base del 7,6 per mille, rinnovando la richiesta di non dimenticare l'interesse comune a sostenere il livello occupazionale e lo sviluppo del territorio».
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