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Basket, fuori dal campo: è la settimana del derby-play off

Tra ricordi ed emozioni, tra il vecchio e il nuovo

E' tempo di play off, e' tempo di derby. Domenica pomeriggio alle ore 18 presso il Palazzetto dello Sport assisteremo ad un altro entusiasmante derby tra JuveTrani e Fortitudo.

Ricordo con piacere i derby giocati nei campionati giovanili anni e anni fa...ma anche e soprattutto gli storici derby tra le prime squadre della Tommaso Assi e la Virtus. Ricordo di esser stato lì sulle tribune a cantare e sostenere i colori della T. Assi con i miei amici opponendoci al tifo leale e festoso di altri nostri coetanei sponda Virtus.

Tantissimi campioni in campo...si Campioni così li consideravamo, i fratelli Ragno, Gerry Citro, Luciano Molle, Pino Paolillo, Marilungo, Musci, Piazzolla, Pasquale Scoccimarro e tanti altri giocatori che noi ragazzini delle giovanili guardavamo con ammirazione e stupore sia durante le partite che durante gli allenamenti. Impossibile dimenticare quei momenti frutto di una sana rivalità e di tanto rispetto dentro e fuori dal campo.

Quello di domenica sarà l'ennesimo derby tra Juve Trani e Fortitudo, questa volta però si farà sul serio con in palio importantissimi punti play off. Sarà una partita in cui spero, sinceramente, non prevalga la tensione ma che al contrario tutti i giocatori in campo possano esprimere il massimo potenziale attesi dal solito "tutto esaurito" sulle gradinate. Dopo tantissimi anni nulla è cambiato sulle tribune con tantissime famiglie e bambini al seguito divisi da colori diversi ma uniti tutti sotto il nome di questa splendida città. Ammiro con grande stima coach Totaro, le sue squadre le riconosci da subito...grinta cuore e difesa non mancano mai. Sta sicuramente facendo un ottimo lavoro dopo l'importante percorso tracciato da Valerio Corvino.

Coach Alesse sta facendo molto bene e credo che sia sulla strada giusta soprattutto per aver continuato un percorso cominciato anni fa con i giovani che pian piano stanno sempre di più emergendo.

Stefano Liso è il capitano della JT. Un ragazzo speciale che si è sempre messo a disposizione della squadra e che dà sempre tanto sia in allenamento che in partita, gli under dovrebbero guardare a lui per impegno e motivazione. Vista la sua età io gli farei un contratto a vita facendone una bandiera della JT. Stefano di Lauro non solo è il capitano della Fortitudo ma anche e soprattutto l'anima, so che gioca e convive da mesi con persistenti dolori muscolari ma è sempre lì in prima linea a combattere per raggiungere gli obiettivi prefissati, senza mollare mai. Altro esempio positivo da seguire per i ragazzini delle giovanili.

Ho fatto una breve chiacchierata con due "esperti" di Derby ovvero Pino Paolillo e Carlo Musci (praticamente l'asse play/pivot dell'epoca), a cui ho chiesto che aria si respirava anni addietro, chi fosse il giocatore più "strong" di quei tempi e che consiglio darebbero agli under dei giorni nostri.

Pino Paolillo: «Ho avuto la fortuna di giocare diversi derby, sia quando ho giocato a Trani, sia quando ho giocato a Bisceglie, certo è che il derby della tua città è inevitabilmente un'altra storia. I derby di Trani allora si giocavano contro quella che era l'altra squadra di Trani, ovvero la Virtus. Eravamo una squadra partita con l'obiettivo della sola salvezza ma che poi alla fine del campionato sfiorò addirittura l'impresa di vincerlo e questo perchè eravamo un gruppo granitico di amici dentro e fuori dal campo. Voglio menzionare tutti i miei compagni di avventura, sperando di non dimenticare nessuno: Stefano Anglano, Gerry Citro, Aurelio Ciaccia, Pino Ragno e Luciano Molle; in panchina: io, Carlo Musci, Gianfranco Lenzu, Paolo Adamo, Matteo Angarano e Stefano Zanierato (vogliate perdonarmi se magari ho dimenticato qualcuno del settore giovanile aggregato alla prima squadra). Allenatore: Mimmo Gadaleta.

Permettetemi, anche di menzionare i dirigenti che ci accompagnavamo: Tonino Rutigliano, Nicola Quinto, Giacomo Vania, Paolo Marzocca e poi lui il nostro Presidente, Franco Assi: una persona eccezionale. Chiedo veniva se ho dimenticato qualcuno. Il giocatore più forte con cui ho giocato è stato senza dubbio Gerry Citro. La nostra arma vincente come detto prima era il gruppo: non posso dimenticare i canti scaramantici che facevamo nello spogliatoio prima e dopo la partita; le scaramanzie in panchina; le magliette personalizzate con un nostro particolare inno scaramantico; lo studio di quella che sarebbe stata la coreografia in caso di vittoria.

Vittoria che poi arrivò e che ci consentì di farla quella coreografia: il trenino in ginocchio in campo così come facevano i giocatori del Bari calcio dell'epoca dopo ogni gol segnato. Ai ragazzi di oggi dico di essere più passionali nei confronti del basket o dello sport in generale. Lo sport, e soprattutto lo sport di squadra, è palestra di vita. Ti insegna a vincere e ti insegna a perdere. Ti insegna e riconoscere i tuoi errori alzando il braccio quando sbagli. Ti insegna a far parte di un gruppo e di accettare i pregi e i difetti dei tuoi compagni di squadra. Certamente un'ora passata in palestra insegna molto di più di un'ora passata sui social. Chiudo con una mia piccola indiscrezione familiare: all'interno della mia famiglia io, per forza di cose, e mio figlio siamo tifosi Juve Trani, mentre mia figlia è tifosa Fortitudo».

Carlo Musci: «Prima e dopo ogni derby ci prendiamo in giro se ha vinto l'una o l'altra squadra; ecco auspico che siano solo questi i sentimenti che possa e debba suscitare il derby: sano e leale agonismo. Con l'auspicio che anche l'imminente prossimo derby sia caratterizzato da correttezza, lealtà e sportività. Ne ho giocati parecchi sia sponda Assi che Juve Trani. Sicuramente i derby Assi Virtus sono stati quelli più sentiti perché giocati in giovane età. Il derby si preparava per tutta la settimana sia sul campo che in pizzeria Giovina e re Artù i ns ritrovi serali dove si parlava solo di Basket.

Il pala Assi tutto pieno era un tocco al cuore il sabato sera impossibile addormentarsi la tensione era a mille. Il giocatore più forte con cui ho giocato sicuramente Gerry Citro a lui veniva tutto facile era un esempio per tutti anche di correttezza e sportività come un esempio era anche il mitico zio Lenzu sempre pronto e disponibile ad aiutarti in campo e fuori. Sui giovani oggi dico che devono avere pazienza e devono allenarsi il più possibile noi ogni sabato mattina andavamo a tirare pur di migliorare.

Concludo dicendo che sono in credito con il basket perché mi ha formato e mi ha permesso di introdurmi nel mondo del lavoro.Tifo Juve Trani ma mi piace tanto anche la Fortitudo ho tanti amici con cui ho condiviso tanto, mi auguro di vedere il palazzetto stracolmo di gente e faccio un grande in bocca al lupo ad entrambe le squadre».

E allora che dire…semplicemente buon derby a tutti!

- Fabio Palieri
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