Polo Museale Lettera 32 Olivetti. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Polo Museale Lettera 32 Olivetti. Foto Tonino Lacalamita
Eventi e cultura

Al Polo Museale di Trani il reading "Lettera 32_elettrico beat": Olivetti e Ginzburg un incontro tra cultura e innovazione

Prima nazionale di uno spettacolo che tra letteratura e impresa, tra visioni complementari, hanno segnato il Novecento italiano

E' stata una prima nazionale il reading teatrale-musicale di "Lettera 32_elettrico beat" che ha visto Nunzia Antonino protagonista di una sperimentazione artistica che ha introdotto i numerosi spettatori al mondo di Adriano Olivetti, per un appuntamento, il secondo, che celebra i nove anni fondativi del Polo Museale di Trani : "Autentica espressione culturale e museale della Città - ha detto il cav. Natale Pagano - testimoniato da un giovane passato ricco di eventi ed un futuro tutto scrivere nel solco della continuità".

Accattivante, appassionante e dinamica la lettura di brani tratti da "Lessico famigliare" di Natalia Ginzburg alternate a sequenze di immagini e improvvisazione strumentale di Bob Cillo, un "Progetto e Sperimentazione visiva", così l'ha pensato e definito Agnese Purgatorio, per un lavoro composto da frammenti di testo che in un primo momento ci hanno introducono alla vita quotidiana della famiglia Levi–Tanzi per poi concentrarsi sulla figura di Adriano Olivetti, senza tralasciare l'impatto delle leggi razziali fasciste, il confino dell'autrice in Abruzzo, l'uccisione del marito Leone Ginzburg.

Il romanzo di Natalia Ginzburg, che le valse il premio strega nel 1963, per la sua capacità di offrire uno sguardo universale, puntuale e compassionevole sull'umanità, partendo dal particolare delle sue esperienze personali, è sullo sfondo di un incontro tra l'autrice ed Adriano Olivetti, un rapporto nutritivo tra cultura e innovazione, tra letteratura e impresa, tra due visioni complementari che hanno segnato il Novecento italiano.

Nel suo celebre romanzo "Lessico famigliare" , Natalia Ginzburg racconta la sua vita attraverso il linguaggio e i ricordi della sua famiglia, offrendo uno spaccato della società italiana del Novecento. Tra le figure che emergono nel suo percorso, Adriano Olivetti occupa un posto significativo, rappresentando un modello di imprenditore illuminato e intellettuale impegnato.

Natalia Ginzburg, nata Levi, cresce in un ambiente familiare caratterizzato da un forte impegno politico e culturale. Suo padre, Giuseppe Levi, è un noto scienziato, e la sua casa è frequentata da intellettuali antifascisti. Questo clima la porta a sviluppare una sensibilità letteraria e un interesse per la società. Adriano Olivetti, invece, è un imprenditore rivoluzionario, capace di coniugare industria e cultura. La sua visione aziendale non si limita alla produzione di macchine da scrivere e calcolatrici, ma si estende alla creazione di un ambiente lavorativo basato sulla dignità e sul benessere dei dipendenti.

Il loro incontro avvenne negli anni '50, Natalia Ginzburg lavorava per la casa editrice Einaudi, fondata da Giulio Einaudi, con cui Olivetti aveva stretti legami, lui oltre a essere un industriale, era un promotore della cultura e sostenitore di pubblicazioni di opere letterarie e filosofiche.

Nel romanzo "Lessico famigliare" la Ginzburg non parla direttamente di Olivetti, ma il contesto in cui si muove è quello di un'Italia in trasformazione, dove figure come lui contribuiscono a ridefinire il ruolo dell'intellettuale e dell'imprenditore in un periodo di grande fermento culturale , quello del boom economico post bellico.

Lo straordinario reading "Lettera 32_elettrico beat" andato in sena al Polo Museale di Trani, ci ha consegna un Adriano Olivetti modello di imprenditore che non si limita al profitto, ma che vede nell'industria un mezzo per migliorare la società, testimoniato fra le righe da Natalia Ginzburg, con la sua opera nata in un rapporto che non è solo un incontro tra due personalità, ma il riflesso di un'epoca in cui letteratura e industria si intrecciano per costruire un futuro più consapevole. Entrambi, con le loro visioni, hanno lasciato un'impronta indelebile nella cultura italiana, dimostrando che il progresso non può prescindere dalla conoscenza e dalla sensibilità umana e questo spettacolo ne è il suggello.

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