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Vita di città

Approvato il piano degli impianti pubblicitari

Nessuna "questione Vas", si ridurranno le superfici affissionistiche

Il commissario prefettizio, Maria Rita Iaculli, con i poteri del Consiglio comunale, ha approvato il piano generale degli impianti pubblicitari e delle pubbliche affissioni, redatto dall'architetto laziale Giuseppe Agostini nel 2010. Il piano ha beneficiato, in sede di istruttoria, di alcune piccole correzioni/integrazioni ad alcuni degli elaborati, modifiche, queste, apportate dall'area urbanistica comunale e già riportate in una relazione tecnica del 18 settembre del 2014.

Il piano era già stato portato all'attenzione del Consiglio comunale per l'approvazione. Durante la seduta consiliare del 26 novembre 2014 la proposta di provvedimento, dopo ampia discussione, venne ritirata essendo stata rilevata l'assenza della valutazione ambientale strategica, peraltro non ritenuta necessaria né obbligatoria da parte dell'ufficio proponente. Preso atto del parere favorevole del dirigente in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa degli atti e riconfermato il pronunciamento già espresso in ordine alla non assoggettabilità alla Vas del piano, il commissario ne ha deliberato l'adozione. Il piano prevede un notevole ridimensionamento delle superfici affissionistiche nella misura di 417,60 metri quadrati, riducendosi dagli esistenti 2.132,60 metri quadrati ai programmati 1.715 metri quadrati.

Allegati alla delibera, i sette elaborati che costituiscono il suddetto piano. Regolamentano le norme tecniche, la localizzazione degli impianti (con relative tabelle e schede), la delimitazione degli ambiti e il censimento e la localizzazione di quelli esistenti a data 28 settembre 2010.

Sull'approvazione, ha espresso soddisfazione l'ex consigliere comunale Raimondo Lima (Fdi): «Il commissario ha approvato il nostro provvedimento sugli impianti pubblicitari. La soddisfazione aumenta vista la conferma del dirigente per quanto concerne l'assenza di assoggettabilità a alla Vas del piano. Un'altra vittoria, seppur in ritardo, di Fratelli d'Italia. Pensare che il provvedimento fu ritirato in consiglio a causa di un'interrogazione da parte di un consigliere di centrosinistra che sollevò la "questione Vas"».
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