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Attualità
Il Maggio dell’Antimafia a Palazzo “Discanno” a Trani
Una serie di appuntamenti culturali per sensibilizzare sulla cultura della legalità
Trani - domenica 24 maggio 2026
Il Maggio dell'Antimafia consiste in una serie di iniziative di carattere culturale destinati alla cittadinanza e volti a sensibilizzare sulla cultura dell'antimafia. Sono numerose le iniziative che, in questi giorni, sono state intraprese da parte dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), anche insieme ad associazioni del Territorio, come "Libera."
Nella serata di venerdì Palazzo "Discanno" ha ospitato un evento legato alla memoria delle vittime di mafia; si è data voce a chi resta dopo un attentato di Mafia, in particolare alla professoressa Tiziana Palazzo, moglie del dottor Sergio Cosmai. Sono intervenuti anche Michele Gallo e Giorgio Carpagnano dell'associazione "Libera", nonché i magistrati promotori dell'evento: la dottoressa Marina Chiddo, magistrato della sezione GIP – GUP del Tribunale di Trani, nonché componente della Giunta distrettuale dell'ANM Bari e il dottor Francesco Tosto, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Trani e presidente della Sezione ANM Trani e il Procuratore Capo di Trani dottor Renato Nitti. Durante l'evento il Maestro Alfonso Soldano, direttore artistico della Fondazione "Aldo Ciccolini OdV - ETS" ha offerto anche il suo contributo, suonando al pianoforte. Erano presenti, inoltre, diverse autorità pubbliche, tra cui il sindaco della città di Trani Amedeo Bottaro e l'assessora regionale Debora Ciliento.
I magistrati hanno risposto ad alcune domande sul significato e sugli obiettivi del Maggio dell'Antimafia.
R: Il Maggio dell'Antimafia, organizzato dalla Giunta distrettuale di Bari, prevede una serie di iniziative che si svolgeranno tra Bari, Trani e Foggia, che riguardano l'evento di questa sera, un momento di riflessione e di testimonianze, di arte, perché ascolteremo anche un musicista; ci sarà una rappresentazione teatrale domenica sera in cattedrale e una rappresentazione teatrale a Foggia lunedì. Perché parliamo di arte? Per combattere la mafia, perché attraverso la cultura, attraverso l'affermazione del principio di legalità, attraverso l'affermazione della cultura della giustizia sociale, del principio di democrazia e del principio di equità riteniamo che si possa, in qualche modo, arginare o far fronte alla cultura della mafia che, invece, è una cultura fondata sulla paura e sulla intimidazione. L'arte, il teatro, l'arte urbana, la musica forniscono, soprattutto alle generazioni più giovani, gli anticorpi culturali per rompere il consenso in cui si annida il fenomeno criminale.
R: I ragazzi si possono attirare verso la giustizia facendo comprendere loro cos'è il fenomeno della mafia e offrendo loro delle alternative, offrendo loro momenti di riflessione di comprensione, di sensibilità, rispetto al fenomeno della mafia. È fondamentale, dunque, che i ragazzi abbiano dei modelli che siano alternativi rispetto ad alcuni modelli che, invece, vengono indicati e individuati o che, comunque, emergono per modelli che vanno stigmatizzati.
R: Sono tutte queste da diversi punti di vista: se parliamo delle dimensioni associative, di cui abbiamo fatto menzione finora, se non possono essere potenziate si può dare il loro spazio in diversa misura. Ma, io penso, basterebbe rendere più agevole l'antimafia giudiziaria; quindi, la politica ha degli impegni ben precisi, e si tratta di approvare norme che rendono più agevole il lavoro delle Autorità Giudiziarie, non che lo ostacolino. Ecco, di questo avremmo bisogno concretamente.
Nella serata di venerdì Palazzo "Discanno" ha ospitato un evento legato alla memoria delle vittime di mafia; si è data voce a chi resta dopo un attentato di Mafia, in particolare alla professoressa Tiziana Palazzo, moglie del dottor Sergio Cosmai. Sono intervenuti anche Michele Gallo e Giorgio Carpagnano dell'associazione "Libera", nonché i magistrati promotori dell'evento: la dottoressa Marina Chiddo, magistrato della sezione GIP – GUP del Tribunale di Trani, nonché componente della Giunta distrettuale dell'ANM Bari e il dottor Francesco Tosto, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Trani e presidente della Sezione ANM Trani e il Procuratore Capo di Trani dottor Renato Nitti. Durante l'evento il Maestro Alfonso Soldano, direttore artistico della Fondazione "Aldo Ciccolini OdV - ETS" ha offerto anche il suo contributo, suonando al pianoforte. Erano presenti, inoltre, diverse autorità pubbliche, tra cui il sindaco della città di Trani Amedeo Bottaro e l'assessora regionale Debora Ciliento.
I magistrati hanno risposto ad alcune domande sul significato e sugli obiettivi del Maggio dell'Antimafia.
- Dottoressa Marina Chiddo
R: Il Maggio dell'Antimafia, organizzato dalla Giunta distrettuale di Bari, prevede una serie di iniziative che si svolgeranno tra Bari, Trani e Foggia, che riguardano l'evento di questa sera, un momento di riflessione e di testimonianze, di arte, perché ascolteremo anche un musicista; ci sarà una rappresentazione teatrale domenica sera in cattedrale e una rappresentazione teatrale a Foggia lunedì. Perché parliamo di arte? Per combattere la mafia, perché attraverso la cultura, attraverso l'affermazione del principio di legalità, attraverso l'affermazione della cultura della giustizia sociale, del principio di democrazia e del principio di equità riteniamo che si possa, in qualche modo, arginare o far fronte alla cultura della mafia che, invece, è una cultura fondata sulla paura e sulla intimidazione. L'arte, il teatro, l'arte urbana, la musica forniscono, soprattutto alle generazioni più giovani, gli anticorpi culturali per rompere il consenso in cui si annida il fenomeno criminale.
- Dottor Francesco Tosto
R: I ragazzi si possono attirare verso la giustizia facendo comprendere loro cos'è il fenomeno della mafia e offrendo loro delle alternative, offrendo loro momenti di riflessione di comprensione, di sensibilità, rispetto al fenomeno della mafia. È fondamentale, dunque, che i ragazzi abbiano dei modelli che siano alternativi rispetto ad alcuni modelli che, invece, vengono indicati e individuati o che, comunque, emergono per modelli che vanno stigmatizzati.
- Dottor Renato Nitti
R: Sono tutte queste da diversi punti di vista: se parliamo delle dimensioni associative, di cui abbiamo fatto menzione finora, se non possono essere potenziate si può dare il loro spazio in diversa misura. Ma, io penso, basterebbe rendere più agevole l'antimafia giudiziaria; quindi, la politica ha degli impegni ben precisi, e si tratta di approvare norme che rendono più agevole il lavoro delle Autorità Giudiziarie, non che lo ostacolino. Ecco, di questo avremmo bisogno concretamente.

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