
Cronaca
Via la svastica dal Liceo Classico, la lezione della scuola ai vandali: «Prima di imbrattare, studiate la Storia e l'Arte»
Pronto intervento di AMIU e dell'Assessore Di Lernia per ripulire la facciata.È il secondo caso in poche settimane dopo l'episodio in Villa Comunale
Trani - sabato 10 gennaio 2026
15.34
La risposta migliore all'ignoranza non è solo la cancellazione fisica dello sfregio, ma l'educazione. È quanto accaduto nelle scorse ore al Liceo Classico "De Sanctis" di Trani, vittima di un atto vandalico che ha visto comparire sulla facciata esterna scritte di pessimo gusto e, fatto ancor più grave, una svastica. Un simbolo di odio, tracciato frettolosamente su un luogo deputato alla cultura. La reazione, però, è stata duplice: da un lato l'intervento immediato di pulizia, dall'altro una "lezione" di stile impartita direttamente dall'Istituto scolastico agli anonimi imbrattatori.
La lezione del Liceo: "Studiate di più" - Dopo aver ringraziato l'Assessore Cecilia Di Lernia e gli operatori di AMIU per la "solerzia" e la "grande professionalità" nel restituire decoro allo spazio pubblico, il Liceo ha affidato ai social un messaggio che sa di rimprovero pedagogico, pungente e colto. Nessuna sfuriata scomposta, ma un invito a tornare sui libri: "L'occasione consente anche un invito a coloro che si improvvisano 'writers': studiare un po' di più, sia dal punto di vista storico sia da quello artistico", si legge nella nota della scuola. Il post entra poi nel merito della qualità (scadente) del gesto: "Le 'opere' realizzate, oltre a essere inaccettabili nei contenuti, risultano infatti molto carenti sotto il profilo stilistico ed espressivo". E qui scatta il consiglio di lettura per gli aspiranti vandali: "Prima di imbrattare muri e simboli della collettività, sarebbe utile confrontarsi con i grandi maestri della storia dell'arte – Caravaggio, Raffaello, Michelangelo – e con esempi autentici di arte urbana come Banksy, Jorit o Alice Pasquini. Lo studio, anche in questo caso, rimane il primo e più serio atto creativo".
Il precedente della Villa Comunale - Purtroppo, l'episodio del Liceo non è un caso isolato, ma sembra inserirsi in un preoccupante filone di "bravate" a sfondo politico-vandalico che sta interessando la città. Solo poche settimane fa, proprio alla Vigilia di Natale, Trani si era svegliata con una analoga svastica disegnata sul muretto dell'anfiteatro nel boschetto della Villa Comunale. Anche in quel caso, denunciato dalla stampa locale il 24 dicembre, la risposta dell'Amministrazione e dell'Assessore Di Lernia era stata immediata. Già nella mattinata del 25 dicembre, giorno di festa, una squadra AMIU era intervenuta per rimuovere il simbolo nazista. In quella circostanza, l'Assessore aveva richiamato alla memoria, in un post social diventato virale, le sofferenze dei campi di concentramento e citato Primo Levi, sottolineando come tali gesti configurino non solo un danno al decoro urbano, ma un reato di apologia.
A distanza di pochi giorni, la storia si è ripetuta sui muri di una scuola. Ma si è ripetuta anche la risposta: tolleranza zero verso i simboli d'odio, pulizia immediata e un invito fermo a studiare la storia prima di oltraggiarla. Non c'è che dire in una ipotetica partita di calcio il risultato sarebbe stato "all'inglese": Amministrazione/Scuola batte Vandali= 2-0.
Il post social del Liceo Classico "F. De Santis" di Trani:
La lezione del Liceo: "Studiate di più" - Dopo aver ringraziato l'Assessore Cecilia Di Lernia e gli operatori di AMIU per la "solerzia" e la "grande professionalità" nel restituire decoro allo spazio pubblico, il Liceo ha affidato ai social un messaggio che sa di rimprovero pedagogico, pungente e colto. Nessuna sfuriata scomposta, ma un invito a tornare sui libri: "L'occasione consente anche un invito a coloro che si improvvisano 'writers': studiare un po' di più, sia dal punto di vista storico sia da quello artistico", si legge nella nota della scuola. Il post entra poi nel merito della qualità (scadente) del gesto: "Le 'opere' realizzate, oltre a essere inaccettabili nei contenuti, risultano infatti molto carenti sotto il profilo stilistico ed espressivo". E qui scatta il consiglio di lettura per gli aspiranti vandali: "Prima di imbrattare muri e simboli della collettività, sarebbe utile confrontarsi con i grandi maestri della storia dell'arte – Caravaggio, Raffaello, Michelangelo – e con esempi autentici di arte urbana come Banksy, Jorit o Alice Pasquini. Lo studio, anche in questo caso, rimane il primo e più serio atto creativo".
Il precedente della Villa Comunale - Purtroppo, l'episodio del Liceo non è un caso isolato, ma sembra inserirsi in un preoccupante filone di "bravate" a sfondo politico-vandalico che sta interessando la città. Solo poche settimane fa, proprio alla Vigilia di Natale, Trani si era svegliata con una analoga svastica disegnata sul muretto dell'anfiteatro nel boschetto della Villa Comunale. Anche in quel caso, denunciato dalla stampa locale il 24 dicembre, la risposta dell'Amministrazione e dell'Assessore Di Lernia era stata immediata. Già nella mattinata del 25 dicembre, giorno di festa, una squadra AMIU era intervenuta per rimuovere il simbolo nazista. In quella circostanza, l'Assessore aveva richiamato alla memoria, in un post social diventato virale, le sofferenze dei campi di concentramento e citato Primo Levi, sottolineando come tali gesti configurino non solo un danno al decoro urbano, ma un reato di apologia.
A distanza di pochi giorni, la storia si è ripetuta sui muri di una scuola. Ma si è ripetuta anche la risposta: tolleranza zero verso i simboli d'odio, pulizia immediata e un invito fermo a studiare la storia prima di oltraggiarla. Non c'è che dire in una ipotetica partita di calcio il risultato sarebbe stato "all'inglese": Amministrazione/Scuola batte Vandali= 2-0.
Il post social del Liceo Classico "F. De Santis" di Trani:

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