Installazioni artistiche
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Turismo

Installazioni artistiche in città, i dubbi di Andrea Moselli

Perplessità da parte della guida turistica per le modalità e i luoghi scelti per l'allocazione

Numerose perplessità sono state manifestate da Andrea Moselli, guida turistica e geloso custode della storia locale. In uno degli ultimi post pubblicati su Facebook, Moselli ha sollevato dei dubbi sulle modalità con cui sono state affisse alcune opere d'arte riconducibili all'artista tranese Labianca.

I dubbi manifestati hanno riguardato i luoghi scelti per l'allocazione, nonché le modalità con cui le stesse opere sono state affisse.

«Per natura sono portato ad osservare e non ho potuto non notare il proliferare di opere d'arte in alcuni punti della città, cosa di certo positiva gli artisti devono esser sostenuti - si legge nel post -. Al tempo stesso ci sono delle situazioni che non mi sembrano molto chiare. In via Zanardelli, nello specifico sul bugnato di palazzo Covelli, era stata infissa un'opera d'arte dedicata a G. BOVIO, successivamente un pezzo dedicato al nostro indimenticabile Nerone e poi un'altra ancora in memoria delle vittime del Covid.

Non vi nascondo il proliferare di opere di uno stesso autore su una strada pubblica mi aveva incuriosito. Ultimamente è però comparso un ovale contenente un collage di foto fra una probabile foto profilo di facebook e l'intestazione di una delibera comunale, vista la poca opportunità di affiggere un collage di tal genere ho cercato la delibera.

Trattasi della delibera, G.C. 2016 numero174 del 20.07.2016 – Accettazione opere donate al Comune di Trani dall'artista tranese Antonio Labianca. Di cosa parla? Ecco una sintesi: accettare la donazione di n.2 opere pittoriche dell'artista tranese Antonio Labianca, le cui caratteristiche di seguito si riportano:

a) "stemma di Trani", realizzato su lastra di pietra di Trani delle dimensioni di cm. 60/40 con la tecnica ad impronta ad olio, solventi 700 e smalti;
b) "Arco del Fortino", realizzato su lastra di pietra di Trani delle dimensioni di cm. 60/40 con la tecnica ad impronta ad olio, solventi 700 e smalti;

di destinare le suddette opere, in conformità con la volontà del donatore, all'esposizione presso uffici e sedi comunali.

Immaginate il mio stupore. La delibera affissa in modalità collage in Via Zanardelli non menziona con le opere esposte e soprattutto non cita la collocazione in cui si trovano queste altre opere d'arte. Che ci siano altri atti che non sono riuscito a trovare? E allora perché collocare la foto di questa delibera? Mi sono interfacciato l'ing. Nicola De Vito , in rappresentanza degli eredi della famiglia Covelli proprietaria dell'omonimo Palazzo - infatti il palazzo non è comunale ma privato.

Egli mi ha confermato che la Famiglia Covelli è totalmente estranea alla vicenda, non avendo ricevuto alcuna richiesta di permesso per allocare le opere d'arte sulla loro proprietà. Oltretutto tale consenso non sarebbe potuto arrivare, anche volendo, in quanto il fabbricato è un bene vincolato presso la Sovrintendenza ai Beni Architettonici. Quindi qualsiasi intervento, come in questo caso, avrebbe dovuto essere comunicato alla Soprintendenza e da essa autorizzato. Cosa che non è avvenuta. L'ing. De Vito mi ha confermato che la famiglia si sta già attivando per comprendere a quale titolo la parete del Palazzo - proprietà privata e vincolata - sia stata alterata e quali azioni intraprendere per ripristinare lo stato dei luoghi a spese e sotto la responsabilità degli esecutori dell'infrazione.

Situazione similare la ritroviamo presso l'ingresso monumentale del Cimitero dove sono state collocate, sempre mediante chiodi di generose dimensioni bucano la pietra, altre opere d'arte dello stesso autore. Non sono stato in grado di trovare riscontri nell'archivio del sito del comune di trani di questa situazione. Chiedo per me stesso e per molti miei concittadini. A quale titolo sono state affisse le opere d'arte su palazzo Covelli e sull'ingresso Monumentale del Cimitero? Chi ha autorizzato? Sono state fatte le debite richieste alla Sovrintendenza?».

L'auspicio, infine, è quello che l'opportunità di esporre le proprie opere avvenga garantendo «trattamento paritario» e soprattutto nel pieno rispetto dell'importanza dei monumenti presso i quali posizionarle.
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