
Politica
Piazza Libertà, Andrea Ferri: «La sicurezza dei cittadini non può attendere la burocrazia»
Il consigliere regionale: «Chiedere scusa è un atto dovuto verso la città»
Trani - domenica 11 gennaio 2026
15.58
Quanto accaduto in piazza Libertà è un fatto grave, che impone rispetto per le persone coinvolte e una riflessione seria, pubblica e responsabile. Il 6 gennaio quella piazza era colma di bambini e famiglie. Quattro giorni dopo, la palma è crollata, distruggendo un'auto, ferendo due persone e sfiorando un altro cittadino che stava attraversando la strada. Non stiamo parlando di un evento imprevedibile, ma di un rischio noto, documentato e visibile.
La comunicazione diffusa dall'Amministrazione comunale, anziché assumere fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa dell'accaduto, si rifugia nel consueto rimpallo tra uffici, perizie, pareri e autorizzazioni.
La burocrazia viene evocata come alibi, quando invece dovrebbe essere uno strumento al servizio della sicurezza pubblica, non un ostacolo che la ritarda.
Esiste un principio cardine dell'azione amministrativa – sancito dal buon senso prima ancora che dal diritto – secondo cui la tutela della pubblica incolumità è prioritaria rispetto a ogni altra valutazione, anche quando entrano in gioco vincoli, pareri o procedure complesse. Quando un bene pubblico rappresenta un pericolo concreto, l'intervento non può essere rinviato "nelle prossime settimane".
Dopo quasi undici anni di governo cittadino, non è più credibile parlare di contingenze, di eredità del passato o di difficoltà tecniche. La gestione del verde pubblico è una competenza ordinaria dell'Amministrazione, e negli anni ha mostrato limiti evidenti, più volte segnalati e purtroppo oggi confermati dai fatti.
Qui non si tratta di individuare un capro espiatorio, né di fare polemica. Si tratta di affermare un principio di civiltà istituzionale: chi governa deve assumersi la responsabilità delle scelte e dei ritardi, e deve farlo pubblicamente, con la stessa visibilità con cui si annunciano progetti, inaugurazioni e promesse.
Chiedere scusa non è un atto di debolezza. È un dovere morale e politico verso una comunità che ha rischiato una tragedia.
Dire "abbiamo sbagliato" è il primo passo per ristabilire fiducia, credibilità e rispetto nei confronti dei cittadini.
La sicurezza non può essere oggetto di mediazioni infinite.
La prevenzione non può arrivare dopo i danni.
La responsabilità non può essere sempre diluita.
Questo è il livello di serietà che una città merita.
La comunicazione diffusa dall'Amministrazione comunale, anziché assumere fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa dell'accaduto, si rifugia nel consueto rimpallo tra uffici, perizie, pareri e autorizzazioni.
La burocrazia viene evocata come alibi, quando invece dovrebbe essere uno strumento al servizio della sicurezza pubblica, non un ostacolo che la ritarda.
Esiste un principio cardine dell'azione amministrativa – sancito dal buon senso prima ancora che dal diritto – secondo cui la tutela della pubblica incolumità è prioritaria rispetto a ogni altra valutazione, anche quando entrano in gioco vincoli, pareri o procedure complesse. Quando un bene pubblico rappresenta un pericolo concreto, l'intervento non può essere rinviato "nelle prossime settimane".
Dopo quasi undici anni di governo cittadino, non è più credibile parlare di contingenze, di eredità del passato o di difficoltà tecniche. La gestione del verde pubblico è una competenza ordinaria dell'Amministrazione, e negli anni ha mostrato limiti evidenti, più volte segnalati e purtroppo oggi confermati dai fatti.
Qui non si tratta di individuare un capro espiatorio, né di fare polemica. Si tratta di affermare un principio di civiltà istituzionale: chi governa deve assumersi la responsabilità delle scelte e dei ritardi, e deve farlo pubblicamente, con la stessa visibilità con cui si annunciano progetti, inaugurazioni e promesse.
Chiedere scusa non è un atto di debolezza. È un dovere morale e politico verso una comunità che ha rischiato una tragedia.
Dire "abbiamo sbagliato" è il primo passo per ristabilire fiducia, credibilità e rispetto nei confronti dei cittadini.
La sicurezza non può essere oggetto di mediazioni infinite.
La prevenzione non può arrivare dopo i danni.
La responsabilità non può essere sempre diluita.
Questo è il livello di serietà che una città merita.
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